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Il conto corrente torna caro: ecco la mappa aggiornata dei costi e come risparmiare
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Il conto corrente torna caro: ecco la mappa aggiornata dei costi e come risparmiare

05 settembre 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 06 settembre 2025, 09:43

Tra risiko e concorrenza che non decolla, da gennaio a oggi l’aumento medio per le famiglie con attività media allo sportello è del 7%. Ma tagliare sulle spese si può anche se la trasparenza non aiuta. Ecco la mappa aggiornata dei costi dei c/c e quali fanno risparmiare  

Ritornano i rincari dei conti correnti. In media i costi di gestione annui sono aumentati da inizio gennaio di quest’anno del 7% per una famiglia con operatività media allo sportello e del 9% per l’uso online. E così mentre le banche fanno utili record e il governo vuole che anche gli istituti di credito facciano la loro parte nella manovra con una tassa sui buy back, le spese per i correntisti aumentano. E questo avviene nonostante i risparmi ottenuti con la chiusura di molti sportelli. Neppure la concorrenza tra istituti può limitare il caro conti perché le offerte dei gruppi stranieri, che entrano in Italia con proposte digitali e quindi low cost, ancora non riescono a fare breccia tra i risparmiatori. Il settore è poi al centro del risiko che drenerà risorse per le future aggregazioni. Non a caso spicca il caso di Mps il cui conto Mio a gennaio scorso aveva un Indicatore dei costi complessivi annui (Icc) di 92,60 euro annui e oggi è diventato 140,60 euro (profilo famiglie con media operatività allo sportello). E ancora: il conto On Demand di Bper è passato da 220,48 euro a 225,28. E Conto Sella Start da 161,06 euro a 167,06 euro.

La mappa dei costi

Proprio per mettere a confronto le spese dei c/c e capire se sia il caso di cercare un'offerta più conveniente all'interno della stessa banca o anche, con la portabilità, cambiando istituto, MF Milano Finanza ha aggiornato la mappa (tabella in pagina) dei costi dei principali conti correnti tradizionali e on-line sul mercato (compreso il Bancoposta) in questo inizio settembre 2025 e la loro evoluzione nel corso dell'ultimo anno. L'analisi si basa sull'Icc per il profilo famiglie operatività media, ovvero 224 operazioni l'anno, e per il profilo giovani. L'Icc è un dato che gli istituti devono calcolare secondo le regole della Banca di Italia. E' ottenuto sommando i costi annuali del conto modellati su sei profili tipo di utilizzo (sia on line, sia in filiale) per i conti a pacchetto. I sei profili sono: giovani (164 operazioni all'anno), famiglie con bassa operatività (201 operazioni), media operatività (228 operazioni), elevata operatività (253 operazioni), pensionati con bassa operatività (124 operazioni) e media operatività (189 operazioni). L'Icc non comprende l'imposta di bollo di 34,2 euro l'anno su giacenze sopra i 5 mila euro e gli interessi attivi e passivi. L'indicatore è riportato nel documento informativo sulle spese, un report sintetico sui costi che le banche devono mettere a disposizione negli estratti conto annuali e anche nei propri siti web insieme al foglio informativo che invece dettaglia tutte le condizioni del conto.

Cercasi più trasparenza

Ma come emerge da uno studio di Segugio.it (grafico in pagina), che ha preso in considerazione le proposte delle principali banche italiane e, in particolare, le pagine dei siti web in cui vengono pubblicizzati i conti proposti ai nuovi clienti, la trasparenza ha spazi di miglioramento. L’indagine ha preso in considerazione sia i conti delle banche online sempre più diffuse e competitive sul mercato italiano, che i conti delle banche tradizionali, con filiali sul territorio, ma che operano anche online, permettendo ai nuovi clienti di poter richiedere l’apertura del conto tramite una procedura digitale, senza dover recarsi in filiale. Entrambe le categorie presentano alcune criticità. A partire proprio dal foglio informativo, un documento riepilogativo importante che però non è standardizzato in modo completo e può quindi presentare delle differenze, rendendo difficile il confronto tra due o più conti.

Inoltre non è sempre individuabile direttamente. Tutte le banche analizzate nel corso dell’indagine rispettano la normativa di Banca d’Italia e le direttive europee mettendo a disposizione dei clienti una versione digitale del foglio informativo del conto corrente, ma non tutte includono il foglio informativo nella pagina web del conto corrente dove vengono descritti i dettagli della promozione e da cui è possibile avviare la procedura di apertura online del conto stesso. Infatti, il 65% dei conti analizzati include il foglio informativo nella pagina del prodotto (per chiarezza, è una pagina meno utilizzata ai fini promozionali). Questa percentuale è più alta nelle banche tradizionali (70%) rispetto a quelle online (60%).

Quando il documento non è disponibile nella pagina web del conto, il consumatore deve recarsi nella sezione trasparenza del sito, che in genere è accessibile tramite un tasto riportato alla fine della home page. Successivamente, bisognerà navigare tra i vari documenti alla ricerca del foglio informativo desiderato, facendo attenzione a trovare il file giusto, soprattutto quando una banca propone diverse versioni dello stesso conto, ma con caratteristiche diverse.

Costi nascosti

Non solo. Analizzando le pagina web con cui la banca promuove il proprio conto corrente, Segugio.it ha stimato che nel 35% dei casi manca almeno un’informazione importante in merito ai costi di mantenimento (canone di tenuta e canone della carta di debito) e alle commissioni legate all’utilizzo (prelievi all’Atm con carta di debito e bonifici tramite Internet Banking). In queste situazioni, la banca rimanda al foglio informativo. In generale, afferma Segugio.it, le informazioni sui prodotti delle banche tradizionali risultano di più difficile reperimento rispetto alle banche online, che fanno della chiarezza uno dei principali punti di forza. Il 50% dei conti delle banche tradizionali viene illustrato nelle pagine di presentazione dei prodotti senza fornire tutti i dati essenziali per valutare i costi di gestione. Per gli istituti online invece, la situazione è nettamente migliore: solo il 20% dei conti non riporta tutti i dati necessari per una valutazione sui costi di mantenimento e utilizzo. Poi c’è il capitolo delle promozioni e in corso in questo periodo ce ne sono molte soprattutto rivolte ai nuovi clienti con sconti del canone per aperture entro una certa scadenza.

Occhio alle promozioni

Ma anche in questo caso bisogna fare attenzione alle condizioni della promozione perché magari impongono a fronte di una riduzione o azzeramento delle spese, l’investimento in prodotti finanziari oppure il versamento di stipendio o pensione. Per tutti i casi considerati, dice Segugio, si nota la necessità per il consumatore di analizzare nel dettaglio la pagina dedicata alla promozione in corso o comunque al conto da aprire. Per un quadro completo sulle caratteristiche del conto è sempre necessario scorrere verso il basso e consultare menù, tabelle e documenti in formato pdf per accedere ai dettagli completi. Al momento, manca un riquadro riepilogativo iniziale standardizzato che permetterebbe, con un colpo d’occhio, di individuare le caratteristiche del conto. «Le banche attive in Italia si dimostrano dunque abbastanza trasparenti nella presentazione della propria offerta commerciale legata ai conti correnti. Ci sono però alcune criticità: la difficoltà di recuperare il foglio informativo e la scarsa confrontabilità tra fogli di due banche diverse può rappresentare un ostacolo, soprattutto considerando che in più di un conto su tre si registrano dati incompleti sui principali costi di un conto. Per il settore bancario quindi ci sono ancora margini di crescita in tema di trasparenza», conclude l’analisi di Segugio.it.

Come tagliare le spese

Inoltre non basta basarsi sui documenti informativi pubblicati a priori. Poiché l'Icc esprime un costo indicativo è necessario che il correntista, legga il riepilogo delle spese sostenute inviato dalla banca a fine anno, per verificare la congruenza del profilo tariffario rispetto alle proprie esigenze. Sulla base dell’ultima indagine della Banca d’Italia (tabella in pagina) riferita al 2023 e basata sulle spese documentate negli estratti conto di fine anno, in media la spesa di gestione dei conti correnti riferibili agli sportelli bancari si è attestata a 100,7 euro, 3,3 euro in meno rispetto al 2022, è la prima diminuzione dopo sette aumenti. Ma quest’anno la corsa dei rincari potrebbe riprendere. E nei conti online si può risparmiare perché la loro spesa di gestione resta su un livello ancora basso rispetto a quello degli altri conti bancari: nel 2023 la Banca d’Italia lo calcolava a quota 28,9 euro, con un divario di ben 71,8 euro grazie alla loro più conveniente struttura tariffaria. (riproduzione riservata)



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