L’obiettivo del broker francese Verlingue, nel giro di qualche anno, è diventare il primo polo d’intermediazione assicurativa europeo a gestione familiare. Un progetto che mette al centro anche l’Italia dove il gruppo presieduto da Benjamin Verlingue è entrato nel 2023 rilevando l’80% del broker Inser, ceduta dall’Istituto Altoatesino di Sviluppo (Isa) rimasto azionista al 20%.
In questi giorni il gruppo ha deciso di portare il marchio Verlingue in Italia, cambiando nome a Inser che nel frattempo è cresciuta raggiungendo un fatturato 2024 pari a 22,952 milioni, con un ebitda di 6,2 milioni e un risultato netto di 3,7 milioni.
«Faremo conoscere il brand Verlingue anche nel mercato italiano che è uno dei più interessanti in Europa», dice Vincent Harel che dallo scorso aprile è direttore generale della capogruppo Verlingue dopo essere stato co-ceo di Marsh McLennan France dal 2023 e presidente di Mercer France dal 2019. Harel risponde direttamente a Benjamin Verlingue, che oltre a essere presidente di Verlingue è anche amministratore delegato della holding Adelaïde (che oltre a Verlingue controlla anche Génération e Cocoon): «Il marchio è già noto non solo in Francia ma anche in Portogallo, dove siamo il quarto operatore, nel Regno Unito e in Svizzera, dove abbiamo appena chiuso una nuova acquisizione», aggiunge il manager, sottolineando il fatto che «il valore aggiunto di Verlingue è di essere un operatore con un dna europeo in un mercato dominato da grandi gruppi statunitensi, con la famiglia azionista che investe con un orizzonte temporale di lungo periodo rispettando l’identità e la storia delle società che vengono acquisite, come accaduto in Inser».
Per quanto riguarda l’Italia, dove nel gruppo sono già entrate due società che operano su Brescia e Bergamo (Brixia Broker e Mbb) «le acquisizioni sono destinata a proseguire con colloqui già avviati», dice Pierpaolo Ruggeri, ceo di Inser ora ridenominata Verlingue. «Il mercato del brokeraggio assicurativo si è fatto più volatile e costoso», aggiunge, ma «siamo intenzionati a crescere sia con lo sviluppo interno sia grazie all’m&a». Il budget destinato da Verlingue alle operazioni straordinarie in Italia è di 20-25 milioni che potrebbero però aumentare se si presentasse l’occasione giusta.
«Il piano strategico di gruppo, Better Future 2028, prevede di arrivare in Italia a un fatturato di 41,5 milioni nel prossimo triennio, facendo affidamento anche su una robusta politica di acquisizioni», continua Ruggeri. «Il mercato italiano del brokeraggio assicurativo continua ad essere molto frammentato e siamo convinti che il nostro modello, con una forte attenzioni ai clienti e al territorio, possa essere vincente». L’anno prossimo, nel 2026, arriverà poi a scadenza l’accordo firmato con Isa nel 2023 con Verlingue che potrebbe salire al 100% della società, ma al momento non è ancora stata presa una decisione. (riproduzione riservata)