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Il 46% degli italiani rinuncia a mutui e finanziamenti
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Il 46% degli italiani rinuncia a mutui e finanziamenti

14 maggio 2026, 15:00 Ultimo aggiornamento: 16:05

Un sondaggio Intoo segnala che l’insicurezza lavorativa frena i progetti di lungo periodo e aumenta la richiesta di coperture

In caso di perdita del lavoro il 31% dei lavoratori in Italia pensa di riuscire a mantenere se stesso e la propria famiglia soltanto per tre mesi. Un dato preoccupante se si considera che per il 24% degli italiani la ricerca di un nuovo lavoro potrebbe richiedere più di un anno.

L’insicurezza occupazionale incide anche sui progetti e sulle decisioni economiche di lungo periodo, specie su prestiti o finanziamenti, come rileva una nuova ricerca («Proteggere il presente e progettare il futuro. Percezioni dei lavoratori tra credito, occupabilità e strumenti assicurativi») promossa dalla divisione assicurazioni di Intoo (società del gruppo Gi Group Holding specializzata specializzata in servizi di sviluppo e transizione di carriera). L'analisi è stata condotta con la collaborazione della società di ricerca Excellera Intelligence su 809 lavoratori italiani tra 28 e 55 anni che hanno attivo un mutuo o finanziamento di importo rilevante oppure che si dichiarano propensi ad attivarlo entro i prossimi tre anni.

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L'impatto dell'incertezza sui mutui e i finanziamenti

Lo studio rileva che il 78% degli intervistati, soprattutto donne e giovani under 35, teme di aprire un mutuo o finanziamento, mentre il 46% lo ha già rinviato o ha rinunciato.

Il ruolo delle coperture assicurative accessorie

In un quadro di insicurezza non sorprende, evidenzia l’analisi, che le coperture assicurative accessorie legate alla perdita del lavoro, in particolare le soluzioni che affiancano all’indennità economica servizi di supporto alla ricollocazione, emergano tra gli strumenti più desiderati dal campione dell’indagine. La quasi totalità degli intervistati (86%) afferma che un’assicurazione accessoria sulla perdita del lavoro li aiuterebbe a sentirsi più sereni e dichiara che sarebbe più propenso a sottoscrivere un finanziamento o un mutuo se tale protezione fosse presente. È un segnale del fatto che, accanto alla convenienza economica, le persone cercano oggi soprattutto strumenti in grado di rafforzare il senso di sicurezza rispetto agli impegni di lungo periodo.

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Il gap informativo sulle soluzioni di protezione

Permane però un significativo gap informativo, afferma lo studio. Più della metà (68%) degli intervistati dichiara di avere una conoscenza ridotta delle soluzioni assicurative integrabili nei contratti di mutuo o finanziamento e addirittura il 92% non conosce o conosce in modo superficiale l’assicurazione sulla perdita del lavoro e i servizi di supporto all’occupabilità.

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Qui la conferma del fatto che il bisogno di protezione non trova ancora una corrispondenza piena sul piano non tanto dell’offerta quanto dell’accesso alle informazioni chiave. «La decisione di impegnarsi finanziariamente non è più soltanto una valutazione economica, ma un atto profondamente emotivo, plasmato non solo dalla percezione di rischio occupazionale, ma anche dalla fatica reale di affrontare il mercato del lavoro da soli, in un contesto in cui il 42% intervistati ha già vissuto in prima persona l’esperienza della perdita dell’impiego», commenta Alessandro Calì, responsabile della divisione assicurazioni di Intoo.

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Secondo il manager, «il principale risultato di questa situazione di incertezza è il rinvio o la rinuncia a scelte concrete: quasi un italiano su due dichiara di aver già rimandato o abbandonato l’idea di sottoscrivere un prestito o finanziamento. Il contrario di un mercato fluido: progetti abitativi e investimenti personali vengono messi in stand-by e la domanda effettiva si contrae». (riproduzione riservata)



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