L’intenzione di Helvetia di puntare con forza e a lungo sulla Penisola è evidente nella durata del piano industriale che il nuovo ceo per l’Italia, Robert Gauci, insediatosi l’1 luglio, sta mettendo a punto. Sarà un business plan quinquennale, che sarà presentato al mercato entro l’anno e che punterà «a una creazione di valore sostenibile nel tempo più che a semplice aumento dei premi», anticipa il ceo a MF-Milano Finanza.
Gauci ha un profilo internazionale ma il mercato assicurativo italiano lo conosce bene: prima di entrare in Helvetia è stato amministratore delegato di Ethniki Insurance in Grecia ed è stato presidente dell’austriaca Uniqa in Repubblica Ceca e Slovacchia. Nei due Paesi è stato anche ceo di Axa per la quale, in precedenza, aveva ricoperto il ruolo di chief operating officer per Italia. E sempre in Italia è stato anche direttore generale della statunitense MetLife. Esperienze in diversi Paesi che ora Gauci è pronto a mettere al servizio della crescita di Helvetia in Italia. «Un mercato in cui la compagnia ha la dimensione giusta per riuscire a cogliere i trend in atto e ad innovare», dice.
Domanda. Il gruppo opera in Italia sia tramite una compagnia vita, sia tramite due compagnie danni, Helvetia Italia ed Helvetia compagnia Svizzera d'assicurazioni, rappresentanza della casa madre, per un totale di circa 900 milioni di premi e un utile netto complessivo di circa 27 milioni. Metterà mano anche alle società?
Risposta. Non sarà una priorità. L’attuale assetto ci consentirà di rendere più efficiente Helvetia in Italia con i 900 milioni di premi che oggi per circa due terzi arrivano dal ramo Danni e per il terzo restante da quello Vita. L’obiettivo principale sarà semplificare la relazione e il servizio al cliente non ragionando più in termini di prodotti e di rami vita o danni, ma di soluzioni. Le ricadute positive che ci aspettiamo sono un aumento delle polizze per singolo cliente, con una crescita della penetrazione, e un incremento della redditività sostenibile nel tempo.
D. Più volte in passato si era ipotizzato di una possibile uscita di Helvetia dall’Italia. Con la sua nomina è evidente la volontà di restare. A questo punto potrete fare acquisizioni per accelerare la crescita?
R. L’intenzione, come detto, è crescere non tanto in termini di volumi quanto piuttosto in efficienza e qualità dei servizi. Per questo motivo potremmo valutare eventuali acquisizioni di società, anche non assicurative, qualora possano svolgere una funzione di acceleratori del cambiamento.
D. In Italia Helvetia colloca i suoi servizi tramite oltre 500 agenzie plurimandatarie, oltre 200 broker, affinity group e oltre 1.100 sportelli. Tra questi vi sono quelli derivanti dalla storica partnership con il Banco Desio, che è però messa in forse. Nel ramo Vita Desio ha scelto di recente di allearsi con Reale group e nel mercato si parla di una possibile gara nel Danni. Che effetti ci saranno sul vostro giro d’affari?
R. Il nostro business model si basa sulla multicanalità e prevediamo di investire su tutte le leve del nostro sviluppo distributivo. Banco Desio è un partner importante con cui lavoriamo molto bene. Nonostante l’alleanza con Reale, la banca sta continuando a collocare le nostre polizze vita e lo farà fino al 2027, quando scadrà l’accordo. Anche il ramo Danni ci interessa. Parteciperemo alla gara se la banca dovesse decidere di lanciarla. (riproduzione riservata)