Il conflitto in Medio Oriente assume connotati sempre più economici dopo che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato sul suo social network Truth l'avvio di un'operazione economica senza precedenti contro l'Iran, definita «operazione economica devastante», dopo il fallimento dei negoziati tra i due Paesi, avvertendo che qualsiasi nazione che offra a Teheran un aiuto finanziario dovrà affrontare severe ritorsioni.
Non si ferma la corsa del petrolio: il Brent sale sopra i 92 dollari al barile, il Wti si muove sopra quota 86 dollari.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha respinto la campagna di sanzioni appena annunciata dal presidente statunitense Donald Trump, definendo il cosiddetto «D-Day economico» un diversivo dai problemi interni americani.
In un post su X, Araghchi ha affermato che la mossa era stata ideata per distogliere l'attenzione dal «debito senza precedenti e dagli ingenti costi degli interessi» di Washington.
Avvertendo che «insistere su politiche fallimentari non farà altro che portare a ulteriori sconfitte», Araghchi ha aggiunto che il «terrorismo economico statunitense minaccia l'economia globale e la sovranità mondiale».
Il presidente Donald Trump ha avvertito che qualsiasi Paese che aiuti l’Iran dovrà affrontare «tremende conseguenze economiche».
In un’intervista ad Al Jazeera, il professor Nader Habibi della Brandeis University ha affermato che la Cina sarebbe il principale bersaglio delle sanzioni minacciate contro i Paesi che aiutano l’Iran, seguita da Iraq e Turchia.
Secondo Habibi, il recente embargo commerciale imposto dagli Emirati Arabi Uniti all’Iran sarebbe stato probabilmente «indotto» dagli Stati Uniti, dopo alcuni colloqui tra funzionari dei due Paesi. L’economista ha sottolineato che far rispettare le sanzioni sarebbe una sfida, soprattutto nei confronti della Cina, dal momento che il governo di Pechino ha avvertito le proprie aziende di non collaborare con le sanzioni statunitensi. Anche il commercio via terra con Turchia e Iraq sarebbe difficile da interrompere.
Il presidente Usa Trump ha annunciato su Truth Social una «devastante operazione economica» contro l’Iran, descrivendola come «una guerra economica e un isolamento su una scala senza precedenti» e definendola il «D-Day economico».
Ha affermato che qualsiasi Paese che aiuti l’Iran o faccia affari con Teheran dovrà affrontare «tremende conseguenze economiche». Ha inoltre aggiunto che «questi maniaci sono alle corde» e che «queste misure storiche li metteranno in ginocchio». L’annuncio arriva mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran restano in una situazione di stallo.
L’ultima minaccia di Trump si concentra sulla pressione economica, piuttosto che su nuove minacce di natura militare. Restano tuttavia interrogativi su quali nuove misure possano essere introdotte, oltre a quelle già in vigore. (riproduzione riservata)