La rubrica Padiglione Italia sul Corriere della Sera della domenica è una delle note più acute e piacevoli da leggere. Grasso sa cogliere sempre aspetti peculiari e spesso ignorati appunto di quel Padiglione che è l'Italia. Ma nell'edizione di domenica 21 giugno, è caduto nel conformismo più profondo, seguendo la scia di certi altezzosi commentatori di economia del Corriere. Tenta di pungere il professor Paolo Savona, pensando di coglierlo in castagna perché ha detto nella relazione annuale come presidente della Consob che lo spread è calato perché sono diminuite le pressioni anti Europa.
L'errore clamoroso è di considerare Savona anti europeo o addirittura euroexit perché da tempo sostiene che l'Italia debba avere anche un piano B, ma non perché lui auspichi l'uscita, bensì perché è consapevole che potrebbe essere l'Europa a spingere l'Italia fuori dall'Unione. La riprova: basta che Grasso legga l'ultimo numero di Milano Finanza in cui si documenta come in Germania si discuta apertamente da tempo e anche ora sui giornali più prestigiosi (Faz e Die Welt) di dover far fare all'Italia entro due anni la ristrutturazione del debito. Cioè mettere l'Italia in default. Chi usando il cervello e l'esperienza di economista suggerisce da sempre di avere un piano B per evitare di fare la fine della Grecia è un populista al pari di Matteo Salvini e di Luigi Di Maio, che non sanno nemmeno cosa voglia dire esattamente ristrutturare il debito?
Ma per favore, Aldo, tu che sei l'opposto di un conformista e hai sempre idee e commenti lucidissimi, non cadere nel tranello di confondere uno dei migliori cervelli economici che ha l'Italia con populisti da strapazzo... E per questo ti consiglio di rileggere le dichiarazioni e gli scritti di Savona, compreso il libretto "Quando a Carli tremò la mano" che abbiamo scritto insieme. (Riproduzione riservata)