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Gli Stati Uniti aumentano le loro truppe a Taiwan

di Nancy A. Youssef e Gordon Lubold
23 febbraio 2023, 20:20 Ultimo aggiornamento: 20:45

Saliranno dalle 30 di un anno fa a 100-200, con l’obiettivo di addestrare le forze armate dell’isola a resistere alla minaccia cinese

Gli Stati Uniti stanno considerevolmente aumentando il numero di truppe dispiegate a Taiwan. Nello specifico, stanno quadruplicando il numero attuale per rafforzare un programma di addestramento per le forze armate dell’isola in risposta a una crescente minaccia da parte della Cina.

Secondo i funzionari americani, nei prossimi mesi gli Stati Uniti dispiegheranno sull’isola tra le 100 e le 200 truppe, rispetto alle 30 circa presenti un anno fa. L’aumento delle forze militari espanderà un programma di addestramento che il Pentagono si è premurato di non rendere pubblico, in quanto gli Stati Uniti lavorano per fornire a Taipei le capacità necessarie per difendersi senza provocare Pechino.

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Secondo i dati del Dipartimento della Difesa (Dod) statunitense, negli ultimi anni il numero di truppe americane, che comprende forze per operazioni speciali e Marines, ha oscillato di poche unità. L’aumento previsto sarebbe il più grande dispiegamento di forze in molti decenni da parte degli Stati Uniti a Taiwan, mentre i due paesi si avvicinano per contrastare la crescente potenza militare della Cina.

Oltre all’addestramento a Taiwan, la Guardia Nazionale del Michigan sta addestrando un contingente di militari taiwanesi, anche durante le esercitazioni annuali con più paesi a Camp Grayling, nel nord del Michigan, secondo quanto riferito da persone informate.

Il caso dei palloni-spia

L’ampliamento dell’addestramento, sia negli Stati Uniti che a Taiwan, fa parte di un’iniziativa degli Stati Uniti per aiutare il paese alleato a prepararsi a contrastare una possibile invasione da parte della Cina. I funzionari statunitensi hanno dichiarato che l’espansione era pianificata da mesi, ben prima che le relazioni tra Stati Uniti e Cina precipitassero nuovamente questo mese, dopo che un presunto pallone spia cinese ha attraversato il Nord America per più di una settimana primi essere abbattuto dall’aeronautica militare.

Con un rafforzamento militare che dura da decenni, l’Esercito Popolare di Liberazione (Epl) è sempre più impegnato in manovre aggressive, inviando aerei e navi vicino a Taiwan. Dopo l’invasione totale dell’Ucraina da parte della Russia lo scorso anno, il Pentagono ha raddoppiato gli sforzi per convincere Taiwan a adottare quella che alcuni specialisti militari chiamano una strategia «a porcospino», concentrandosi su tattiche e sistemi d’arma che renderebbero l’isola più difficile da assaltare.

Le truppe aggiuntive avranno il compito di addestrare le forze di Taiwan non solo sui sistemi d’arma statunitensi, ma anche sulle manovre militari pensate per proteggersi da una potenziale offensiva cinese, hanno dichiarato i funzionari statunitensi, rifiutandosi di fornire altri dettagli sul dispiegamento, che non è stato riportato in precedenza.

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Il nervosismo di Pechino

Pechino ha reagito con nervosismo al maggiore coordinamento tra Stati Uniti e Taiwan in materia di difesa, accusando Washington di aver minato i precedenti impegni per mantenere relazioni non ufficiali con Taipei. Quando, nel 2021, il Wall Street Journal ha riportato per la prima volta la notizia dell’addestramento non pubblicizzato delle forze di Taiwan da parte di un piccolo contingente militare americano, il ministero degli Affari Esteri cinese ha dichiarato che Pechino avrebbe preso provvedimenti non meglio specificati per proteggere i propri interessi.

«Una delle cose difficili da determinare è che cosa sia effettivamente discutibile per la Cina», ha affermato uno dei funzionari statunitensi a proposito dell’addestramento. «Non pensiamo, ai livelli in cui siamo impegnati e saremo nel prossimo futuro, di essere vicini a un punto di svolta per la Cina, ma questa è una questione ancora in fase di valutazione ed esame in modo specifico con ogni decisione che riguarda il sostegno a Taiwan».

Un portavoce del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni militari statunitensi nell’Asia Pacifica, non ha voluto commentare. La Casa Bianca non ha rilasciato commenti immediati e il Pentagono ha rifiutato di commentare le forze aggiuntive.

«Non abbiamo commenti su operazioni, impegni, o addestramenti specifici, ma vorrei sottolineare che il nostro sostegno e le nostre relazioni di difesa con Taiwan rimangono allineate contro l’attuale minaccia rappresentata dalla Repubblica Popolare Cinese,» ha dichiarato il tenente colonnello dell’esercito Marty Meiners, portavoce del Pentagono. «Il nostro impegno nei confronti di Taiwan è solido e contribuisce al mantenimento della pace e della stabilità nello stretto di Taiwan e in tutta la regione».

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Per Pechino Taiwan è parte della Cina

Taiwan è da tempo un punto critico nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. In seguito alla visita dell’allora Speaker della Camera Nancy Pelosi (Partito Democratico, California) a Taiwan l’estate scorsa, che l’ha resa il leader politico statunitense di più alto livello a visitare il paese negli ultimi 25 anni, la Cina ha inviato aerei e navi da guerra, sparando missili intorno all’isola durante esercitazioni volte a registrare la protesta e a mostrare come organizzerebbe un blocco temporaneo.

Pechino considera Taiwan come parte della Cina e ha giurato di prenderne il controllo, se necessario con la forza, mentre Washington si è impegnata, secondo le leggi statunitensi, ad assistere Taiwan nel mantenimento delle sue difese.

Gli Stati Uniti hanno mantenuto un’ampia presenza militare a Taiwan durante gran parte della Guerra fredda. Nel 1979, quando si stabilirono le relazioni formali tra Stati Uniti e Cina, i primi accettarono di interrompere i legami formali con Taiwan, di terminare l’accordo di difesa e di ritirare le proprie forze dall’isola.

La campagna di pressione militare più aggressiva della Cina e le mosse degli Stati Uniti per rafforzare le difese dell’isola negli ultimi anni hanno ulteriormente aumentato le tensioni. I funzionari della difesa e dell’intelligence statunitensi hanno dichiarato che Pechino ha come obiettivo la conquista dell’isola entro il 2027 con le proprie forze armate (Epl), anche se alcuni esperti ritengono che potrebbe essere pronto anche prima.

Le forze aggiuntive statunitensi a Taiwan sono le ultime in ordine di tempo di un aumento costante del loro numero dal 2019. Secondo il Defense Manpower Data Center, che produce rapporti trimestrali sulla presenza degli Stati Uniti nel mondo, nella primavera dell’anno scorso erano presenti 30 truppe statunitensi a Taiwan, scese a 26 nell’estate e a 23 in autunno.

Anche l’addestramento della Michigan Army National Guard è stato di basso profilo. Il capo della Michigan Army National Guard, il Maggiore Generale Paul Rogers, ha dichiarato l’anno scorso che l’addestramento è reciprocamente vantaggioso.

«Siamo un aspetto delle relazioni tra Stati Uniti e Taiwan che credo aiuti entrambi i paesi,» ha dichiarato in un’intervista al Sinclair Broadcast Group. «Noi capiamo come si preparano loro e loro capiscono come ci prepariamo noi». (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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