Le assicurazioni sono uno scudo di protezione per le famiglie e le imprese, non sono una tassa occulta, e sono pronte ad avere un ruolo determinate per rispondere alle sfide del Paese, dalle catastrofi naturali alle conseguenze dell’inverno demografico.
Lo ha sottolineato, giovedì 2 luglio, durante l'assemblea dell'Ania il presidente, Giovanni Liverani, ricordando che nell'ultimo anno, il settore assicurativo ha erogato 42 miliardi di euro di cui 27 per risarcire gli oltre 18 milioni di clienti danneggiati e 15 miliardi per polizze di rischio legate alla vita umana, nonché ha trasferito circa 93 miliardi ai suoi clienti sotto forma di rendite, riscatti e prestazioni di altro genere nell'ambito delle gestioni finanziarie Vita.
«Questa è la nostra identità: siamo uno scudo di protezione e al tempo stesso una leva di equità sociale, per le famiglie e per le imprese che altrimenti dovrebbero disporre di risorse finanziarie liquide per centinaia di volte superiori al premio di assicurazione necessario e che mai come oggi farebbero fatica a reperire», ha detto Liverani aggiungendo che le assicurazioni possono essere utilizzate come leva per rafforzare il Paese.
Tra le proposte del presidente di Ania c’è in particolare quella di estendere al più presto l’obbligatorietà di coperture contro le catastrofi naturali alle residenze private, oltre che alle imprese, «quantomeno a quelle che hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali o contributi per la diverse forme di ristrutturazione edilizia», ha aggiunto Liverani.
Il suggerimento che arriva dall’associazione delle assicurazioni è in particolare di utilizzare per la polizze delle abitazioni «lo stesso criterio già utilizzato per l’attestazione di prestazione energetica delle abitazioni che deve essere dimostrata in ogni atto amministrativo relativo all’immobile».
Liverani ha lanciato al governo anche proposte in tema di previdenza e sanità, per affrontare la sfida demografica. Nella previdenza integrativa zabbiamo le idee molto chiare: bisogna far conoscere cos'è, soprattutto ai giovani», ha detto il presidente proponendo l’idea di «bonus di ingresso: una somma, anche simbolica, che lo Stato erogherebbe a tutte le ragazze ed i ragazzi che compiono i diciotto anni, con il vincolo di investirla in un fondo pensione o in una polizza previdenziale».
I diciottenni che la riceveranno si renderanno conto, all'ingresso nel mondo del lavoro, che quei 100 euro saranno diventati 130, 140 o anche 160 e capiranno immediatamente il valore della previdenza integrativa, ha proseguito Liverani.
In ambito sanitario, dove oggi gli italiani pagano di tasca propria 42 miliardi di euro per cure private il suggerimento di Ania è di incentivare l’intermediazione da parte di assicurazioni e fondi sanitari. La strada potrebbe essere quella di prevedere «incentivi fiscali a polizze che prevedono l’annullamento di scoperture e franchigie per il rimborso delle prestazioni effettuate nelle strutture pubbliche in regime di prestazione intramuraria.
Si tratterebbe di «una sorta di super convenzione con le assicurazioni, che consentirebbe agli ospedali pubblici di eccellenza di intercettare risorse che già oggi i cittadini spendono comunque», ha spiegato Liverani.
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