Un primo semestre in recupero per le gestioni patrimoniali in titoli e fondi, dopo la volatilità che le aveva colpite nel primo trimestre innescata dal conflitto Usa-Iran. Le linee archiviano i sei mesi con un risultato medio del 5,36%, a fronte di una media dei benchmark che nel periodo è del 5,24% rispetto rispettivamente al -1,17% e -0,69% dei primi tre mesi. Ma c'è anche chi fa oltre il 20% nel periodo, tra le oltre 360 linee analizzate. E le migliori superano il 30%. A partire dalla linea mista Azioni Paesi Emergenti di Cassa Centrale Banca con il +33,84%, segue la gpf Comp. Az. Paesi Emergenti Oicr di Eurizon Capital con il 30,55%. Sul podio anche la gpm Robotic & AI Long Only di Gamma Capital Markets con il 30,37%. Poi si piazzano la gpf Comp. Az. Pacifico (ex Giappone) di Eurizon Capital com il 28,29% e la gpm Linea Artificial Intelligence di Scm Sim con il 27%, seguita dalla gpf Gp Azionaria Emergente del Gruppo Credem con il 25,56%. I dati emergono dall'analisi di MF-Milano Finanza che ha raccolto i rendimenti del periodo gennaio-giugno 2026 delle gestioni delle principali banche, sim e sgr. Le performance sono state confrontate con i benchmark dichiarati. Per ognuna è stato indicato se è una gestione in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l'indice di mercato (M) o Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie messe in atto finora dai money manager, e quelle attese per i prossimi mesi.
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Marco Galliani, chief wealth manager officer di Cassa Centrale Banca, a livello azionario ha scelto di «effettuare prese di profitto selettive e un graduale riposizionamento verso una maggiore neutralità geografica e settoriale dopo il forte contributo fornito dai temi tecnologici e dal settore finanziario europeo». Per quanto riguarda i mercati emergenti, la sovraperformance «è stata determinata dalle efficaci scelte allocative effettuate a inizio anno, tra cui il sovrappeso del mercato sudcoreano e una selezione orientata alle società della filiera dei semiconduttori».
Ha puntato sulle valutazioni Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda, che nella fase finale del semestre ha scelto, sull’Europa, «di cercare di individuare settori sottovalutati come assicurazioni e food e incrementando i settori maggiormente penalizzati per le tensioni in Medio Oriente, soprattutto il lusso». L’impostazione azionaria in generale «è diventata più difensiva: nella seconda parte del secondo trimestre l’azionario è stato portato in sottopeso con alleggerimenti sull’azionario internazionale e Usa».
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«Le decisioni di asset allocation tattica e la selezione dei titoli hanno fornito un contributo positivo alle performance realizzate nel primo semestre del 2026», segnala ancora Michele Bovenzi, responsabile del servizio di gestione di portafoglio di Deutsche Bank in Italia, «con particolare evidenza per le strategie a rendimento assoluto e anche per quelle caratterizzate da meccanismi di copertura sistematica».
Dal canto suo Claudio Bianchi, senior portfolio manager gestioni individuali di Eurizon Capital (gruppo Intesa Sanpaolo), si è concentrato sulla parte obbligazionaria del portafoglio, «mantenendo una duration in linea o superiore rispetto ai parametri di riferimento, utilizzando il rialzo dei rendimenti registrato a marzo per incrementare l’esposizione e approfittando della discesa nell’ultima parte del periodo per prendere profitto e riportarci più vicino alla neutralità». Il money manager ha contestualmente «mantenuto le posizioni sul credito, sia per le emissioni investment grade sia per quelle high yield, dove continuiamo a vedere valore sia in termini assoluti che relativi».
Ricerca della qualità è stato il mantra del semestre per l’head of asset management di Gamma Capital Markets, Carlo De Luca: «Abbiamo progressivamente alleggerito le esposizioni più tirate e rivisto alcuni temi, aumentando il peso verso società con utili più visibili, bilanci solidi, pricing power e maggiore generazione di cassa». Il tema dell’AI, aggiunge il money manager, «resta strutturale ma non è gratuito: per questo abbiamo scelto di monetizzare parte dei temi più affollati e riequilibrare il portafoglio verso qualità, difensivi e business meno dipendenti da un solo scenario di mercato».
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«Sulle linee obbligazionarie il forte rialzo dei rendimenti dei rendimenti a breve termine è stato sfruttato per ridurre il sottopeso di duration utilizzando la liquidità disponibile», fanno sapere da Credem Euromobilare Am. «È stata inoltre ridotta l'esposizione ai titoli legati all'inflazione sulle scadenze lunghe in fasi di forza del mercato». Silvio Olivero, responsabile ricerca e analisi di Giotto Cellino Sim, ricorda come la de-escalation di giugno abbia permesso alle «performance dei portafogli d’investimento di tornare a essere nel complesso positive. Guardando alle nostre gestioni, spicca la linea Tattica, la cui performance, nonostante una quota azionaria che non può eccedere il 50%, ha superato il 10%, grazie all’esposizione al tema dell’AI».
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Infine Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank, evidenzia che «il ritorno della propensione al rischio ha favorito nel secondo trimestre la performance dell’obbligazionario corporate sia investment grade che high yield e del debito dei Paesi emergenti». A livello di linee, il money manager segnala in particolare «la Alpi Selezione Attiva Emerging Selection che ha registrato un rendimento da inizio anno del 18,52% investendo in titoli azionari legati ai mercati emergenti». (riproduzione riservata)