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Gestioni patrimoniali in frenata, ecco i risultati delle linee nel primo trimestre
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Gestioni patrimoniali in frenata, ecco i risultati delle linee nel primo trimestre

25 aprile 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2025, 09:03

Media nel trimestre a -0,65%, solo dieci linee su 370 fanno più del 10%

Un inizio anno poco brillante per i rendimenti delle gestioni patrimoniali in titoli e in fondi. Le linee hanno archiviato il primo trimestre 2025 con un risultato medio del -0,65%, dopo il +9,6% messo a segno nell’intero 2024, in linea rispetto alla media dei benchmark nel periodo del -0,63%. Ma c’è anche chi ha superato il 10% in tre mesi: in tutto dieci gestioni sulle 370 analizzate.

L’effetto Piazza Affari

Le migliori hanno cavalcato il buon andamento dell’azionario Italia, almeno fino a quando si è abbattuto il ciclone dei dazi di Trump che ha messo in crisi le Borse. A partire dalla gpf Alpi Metodo Pac Convex di Suedtirol Bank (+22,04%). Sul podio anche un’altra gpf di Suedtirol Bank, Alpi Selezione Attiva Convex (+18,79%), e la gpm Azionaria Italia di Giotto Cellino (+15,92%). Oltre l’asticella del 10% si piazzano poi la gpm Linea in Germany di Scm Sim (+14,34%), le due gpm Comp. Az. Italia Large Cap/Titoli e Comp. Distr. Az Italia Large Cap/Titoli di Eurizon (entrambe +12,65%), la linea mista Azionaria Italia (+11,19%) di Cassa Centrale Banca, la gpf Comp. Az Italia Oicr di Eurizon (+10,80) e le due gpm Multilinea Azionaria Italia e Attiva Azionaria Italia di Bcc Risparmio & Previdenza (+10,11%).

Il metodo dell’analisi

I dati emergono dall'analisi di MF-Milano Finanza che ha raccolto i rendimenti ottenuti nel primo trimestre 2025 dalle gestioni delle principali banche, sim e sgr. Le performance sono state confrontate con i benchmark dichiarati. Per ognuna è stato indicato se è una gestione in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l'indice di mercato (M) o quello Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie messe in atto dai gestori, e quelle previste per i prossimi mesi.

Meno Usa, più Europa

Sul versante azionario Hermes Bianchetti, vice direttore generale di Banca Valsabbina, fa notare come «i nostri gestori già a metà marzo avevano scaricato parzialmente l’azionario americano a vantaggio di Europa, Asia e Paesi emergenti e ora rimangono in attesa di eventuali opportunità da cogliere». Sempre considerando che «diversificazione e gestione del corretto orizzonte temporale sono le parole chiave quando si parla di investimenti», aggiunge.

La strategia di gestione di Marco Galliani, chief wealth manager officer di Cassa Centrale Banca, mantiene «un orientamento favorevole al comparto obbligazionario, approfittando dei rialzi dei tassi per costruire posizioni in modo selettivo e graduale, con un focus particolare sulla componente governativa». Sulla componente azionaria invece «nel corso del trimestre abbiamo adottato un approccio geograficamente più bilanciato, con un riposizionamento da listini più orientati alla crescita e pertanto più volatili come quelli statunitensi verso mercati più attraenti come quelli europei».

L’opzione dei titoli di Stato

Dal canto suo Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda, spiega che nel corso del trimestre le gestioni, «pur mantenendo una leggera preferenza verso gli Stati Uniti, sono riuscite, riducendo il peso dei Magnifici 7, a performare in linea con i propri benchmark azionari». L’alternanza di esposizione «alla duration in Europa e negli Stati Uniti e la scelta di puntare sull’indebolimento del dollaro hanno fatto il resto, permettendo di ottenere performance superiori ai benchmark sulle linee Focus Plus», conclude.

Sui portafogli Emilio Bianchi, responsabile Hnwi portfolio management di Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo), nella componente governativa ha «mantenuto esposizione e duration in linea rispetto ai parametri di riferimento: i titoli di Stato offrono un flusso cedolare superiore all’inflazione ma il trend tecnico è ancora volatile». Gli spread, conclude Bianchi, «sono compressi ma le obbligazioni corporate rimangono una interessante fonte di rendimento cedolare aggiuntivo rispetto ai governativi».

Un trimestre da prudenti

«Date le valutazioni estese sul mercato azionario americano e con la prospettiva di un 2025 più volatile del 2024», fanno sapere da Euromobiliare Advisory Sim (gruppo Credem), «già da inizio anno abbiamo iniziato a diversificare le componenti azionarie sia al livello settoriale, rispetto al focus principale sulla tecnologia Usa che ha caratterizzato i nostri portafogli nel 2024, sia a livello di stile con l’inserimento di strategie più diversificate in termini di capitalizzazioni di mercato». La diversificazione ha riguardato anche la componente geografica, «con un peso crescente di mercati europei ed emergenti a partire dal tardo autunno 2024».

Prudenza è stata la parola chiave per Carlo De Luca, responsabile dell’asset management di Gamma Capital Markets, «riducendo l’esposizione azionaria su tutte le linee, incluse quelle long only che normalmente risultano pienamente investite», evidenzia il money manager. In particolare, aggiunge, «riteniamo che in una fase di alta incertezza la liquidità possa rappresentare un’asset class strategica: abbiamo dunque parcheggiato la parte cash in Etf monetari e Btp con scadenza inferiore all’anno, pronti a cogliere le opportunità».

La carta dell’Italia

La dicotomia, nel trimestre, tra indici europei in buona salute e americani in difficoltà è ben rappresentata, segnala il responsabile ricerca e analisi di Giotto Cellino Sim, Silvio Olivero, «dalle performance delle nostre gestioni azionarie: molto soddisfacenti quelle delle linee specializzate nel mercato italiano, con rendimenti ampiamente superiori ai benchmark, carente quella della linea azionaria internazionale, che ha comunque battuto il benchmark grazie al forte sottopeso del mercato Usa».

L’ad di Scm Sim, Antonello Sanna, ricorda che «dopo la manovra storica del governo tedesco volta ad aumentare la spesa in difesa ed infrastrutture si è assistito ad un progressivo flight to quality verso i governativi e un consequenziale allargamento degli spread». In questo contesto, «la scelta di mantenere una duration medio non troppo elevata, favorendo la parte medio-breve delle curve, si è rilevata corretta», conclude Sanna.

Tra azioni globali e oro

Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank spiega che «nella parte azionaria abbiamo aumentato l’esposizione all’Europa a discapito degli Usa». Nei Paesi emergenti invece «abbiamo sovrappesato l’India rispetto alla Cina». Godi segnala infine che «le linee Alpi Selezione Attiva Convex e Alpi Metodo Pac Convex utilizzano un algoritmo proprietario che fa investire alternativamente tra l’azionario internazionale e l’oro». (riproduzione riservata)



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