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Gestioni patrimoniali, ecco quelle che nel 2025 hanno reso fino al 30%
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Gestioni patrimoniali, ecco quelle che nel 2025 hanno reso fino al 30%

24 ottobre 2025, 20:00

Rendimenti delle gestioni in titoli d fondi ancora in ripresa. Le strategie dei money manager

Prosegue il recupero per i rendimenti delle gestioni patrimoniali in titoli e in fondi. Le linee hanno archiviato il periodo gennaio-settembre 2025 con un risultato medio del 4,7%, dopo il +1,7% dei primi sei mesi dell’anno e il -0,65% del primo trimestre. E hanno anche battuto la media dei benchmark che nel periodo è del 4%.

Ma c’è anche chi ha superato il 30% in nove mesi: in tutto sei gestioni sulle 360 analizzate.

Le migliori linee da inizio anno

Le migliori? La gpf Alpi Metodo Pac Convex di Suedtirol Bank (+47,94%). Sul podio anche un’altra gpf di Suedtirol Bank, Alpi Selezione Attiva Convex (+41,57%), e la gpm Azionaria Italia di Giotto Cellino (+32,56%). Oltre l’asticella del 30% si piazzano poi le due gpm Comp. Distr. Az. Italia Large Cap/Titoli e Comp. Az Italia Large Cap/Titoli di Eurizon (entrambe +31,11%) e la gpm Pmi Italia sempre di Giotto Cellino Sim. I dati emergono dall'analisi di MF-Milano Finanza che ha raccolto i rendimenti dei nove mesi delle gestioni delle principali banche, sim e sgr.

Le performance sono state confrontate con i benchmark dichiarati. Per ognuna è stato indicato se è una gestione in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l'indice di mercato (M) o Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie messe in atto dai gestori, e quelle attese per i prossimi mesi.

Chi gioca in difesa

Nel contesto attuale Hermes Bianchetti, vicedirettore generale vicario di Banca Valsabbina, mantiene «una posizione neutrale e prudente sull’azionario, con un atteggiamento difensivo sul dollaro». Resta positiva «la view sull’oro, anche se dopo il forte rialzo è probabile una fase di consolidamento». Sempre sull’azionario i responsabili delle gestioni di Banco Desio hanno confermato nel corso del trimestri «il sovrappeso sui finanziari e le risorse di base, e la sottoesposizione ai farmaceutici». Dal punto di vista geografico, «leggero sottopeso sugli Stati Uniti, che comunque mantengono un peso preponderante nei portafogli».

Si è concentrato sul reddito fisso Marco Galliani, chief wealth manager officer di Cassa Centrale Banca: «Nel comparto obbligazionario abbiamo adottato un orientamento costruttivo grazie alla politica espansiva della Bce, ma con la dovuta cautela verso la Francia». Posizionamento prudente invece per Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda: «Le numerose incognite hanno spinto i gestori di Cassa Lombarda verso scelte leggermente più conservative. Grazie ad una buona selezione e a un buon timing i risultati sono tuttavia molto soddisfacenti con tutte le linee Focus Plus positive e sopra benchmark».

La carta delle azioni globali

Azionario globale protagonista per Michele Bovenzi, responsabile del servizio di Gestione di portafoglio di Deutsche Bank in Italia: «Nel terzo trimestre, i risultati sulle nostre linee hanno continuato a crescere in termini assoluti e migliorare in termini relativi, generando valore aggiunto soprattutto nelle azionarie Global Equity Portfolio». Mentre Claudio Bianchi, senior portfolio manager gestioni individuali di Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo) nel corso del trimestre ha mantenuto «una costante sovraesposizione agli Usa». Anche con posizioni tattiche «sul mondo small cap americano, la cui performance beneficia maggiormente di un contesto di riduzione dei tassi».

Sul fronte delle borse, la vera domanda è se possa partire una correzione, soprattutto nel settore dell’intelligenza artificiale. A tal proposito l’head of asset management di Gamma Capital Markets, Carlo De Luca, ha di recente «proceduto a una revisione delle linee Best Brands e Robotics & AI, mentre per il resto del portafoglio abbiamo mantenuto un atteggiamento prudente: riteniamo infatti che, dopo i massimi raggiunti dai mercati, possa verificarsi uno storno tecnico».

Buoni risultati dai multi-asset

Dal canto suo Silvio Olivero, responsabile ricerca e analisi di Giotto Cellino Sim, ha fin qui rilevato una buona performance dei comparti multi-asset: «Nonostante il modesto contributo dell’obbligazionario, osserviamo il buon andamento delle linee bilanciate: in particolare la Alpha, che svetta grazie al sovrappeso del mercato italiano nell’azionario».Per quanto riguarda la linee flessibili, invece, i gestori di Euromobiliare Advisory Sim (gruppo Credem) mantengono «un posizionamento azionario misto su Usa, Europa ed emergenti, e per quanto riguarda i settori le esposizioni principali sono nei finanziari, consumi discrezionali e tecnologia».

Più tech cinese e mid cap

Antonello Sanna, ad di Scm Sim, ricorda come nel corso del terzo trimestre sia stata Wall Street a «guidare il recupero, con forti rialzi del comparto tech, sostenuto dagli investimenti nell’AI», mentre in Europa «il clima è rimasto incerto». Proprio a proposito di azioni europee Alessandro Bucelli, responsabile gestioni patrimoniali di Soprarno Sgr, segnala che le valutazioni delle imprese industriali, «soprattutto medie capitalizzazioni, restano inferiori alla media storica, ma con prospettive di crescita interessanti», conclude il money manager.

Infine Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank, nella componente azionaria ha mantenuto l’esposizione «alle big cap americane e aumentato gradualmente il peso del tech cinese. Inoltre, abbiamo continuato a coprire una parte di portafoglio nei confronti del dollaro Usa». (riproduzione riservata)



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