Fine di semestre in ripresa per i rendimenti delle gestioni patrimoniali in titoli e fondi. Dopo un inizio di anno poco brillante, con una performance media del -0,65%, tra aprile e giugno c’è stato un tentativo di rimbalzo: su 359 linee prese in esame, il rendimento medio è dell’1,7%, sopra l’1,2% medio dei benhmark di riferimento. E c’è anche chi riesce a salire a doppia cifra: la medaglia d’oro e quella d’argento del semestre se le aggiudica Suedtirol Bank, con le linee Alpi Metodo Pac Convex (+31,4%) e Alpi Selezione Attiva Convex (+24,9%). Focus poi sulle linee di gestione che hanno cavalcato la corsa dei mercati europei: terzo posto per la In Germany di Scm Sim (+23,9%) che precede Azionaria Italia di Giotto Cellino Sim (+23,6%) e poi le Comp. Az. Italia Large Cap/Titoli e Comp. Distr. Az Italia Lc/Tit (entrambe +21,3%) di Eurizon (Intesa Sanpaolo).
I dati emergono dall’analisi di MF-Milano Finanza che ha raccolto i rendimenti ottenuti nel primo trimestre 2025 dalle gestioni delle principali banche, sim e sgr. Le performance sono state confrontate con i benchmark dichiarati. Per ognuna è stato indicato se è una gestione in titoli (gpm) o in fondi (gpf) e il tipo di benchmark utilizzato: l’indice di mercato (M) o quello Fideuram dei fondi comuni (F). Quasi tutti gli operatori hanno comunicato le performance al lordo delle commissioni di gestione. Ecco le strategie messe in atto dai gestori, e quelle previste per i prossimi mesi.
Si prepara a navigare in un clima di incertezza alimentato dai dazi Hermes Bianchetti, vicedirettore generale vicario di Banca Valsabbina. «In Europa, la forza dell’euro e le incertezze commerciali rendono il contesto complesso, ma ci sono opportunità di crescita grazie alle modifiche nella politica fiscale tedesca». Alla luce di ciò, il money manager mantiene «un’allocazione neutrale sulla componente azionaria, una posizione costruttiva sui bond europei e prudenti approcci verso le valute e il dollaro, nonché un’attenzione ai metalli preziosi».
La strategia dei portafogli di Marco Galliani, chief wealth manager officer di Cassa Centrale Banca, conserva «un approccio costruttivo verso l’obbligazionario, sostenuto da rendimenti che rimangono interessanti, mentre le fasi di rialzo dei tassi vengono sfruttate per costruire posizioni in modo selettivo e progressivo, in particolare sui titoli governativi dell’area euro».
Oltre alle linee obbligazionarie Roberto Pedon, responsabile gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda, cita quelle «più esposte all’azionario, tra cui l’Azionaria Europa che, grazie a una selezione basata su una metodologia quantitativa, ottiene una performance superiore al 9% sovraperformando il proprio mercato di quasi 3 punti percentuali».
In un contesto di forte volatilità «tutti i portafogli tranne l’azionario globale Usa risultano positivi». Inoltre «le linee obbligazionarie hanno avuto un comportamento in linea con il mercato, mentre la selezione azionaria, incentrata su titoli di qualità, si è rivelata meno premiante nel corso dei sei mesi», fa notare Michele Bovenzi, responsabile del servizio di gestione di portafoglio di Deutsche Bank in Italia.
Sui portafogli Emilio Bianchi, responsabile hnwi portfolio management di Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo) sta gradualmente incrementando «la duration sui titoli di Stato. Le obbligazioni governative sono oggi interessanti, grazie a un flusso cedolare superiore all’inflazione e come protezione ai portafogli in caso di inatteso rallentamento macro».Tra i periferici, bene in particolare l’Italia. Sulle obbligazioni a spread, «la view rimane positiva sia per le emissioni investment grade sia per quelle high yield. Gli spread sono compressi ma le obbligazioni corporate rimangono una fonte di rendimento cedolare aggiuntivo rispetto ai governativi».
Negli ultimi mesi l’approccio gestionale di Euromobiliare Advisory Sim (gruppo Credem) «è stato tattico, volto a sfruttare le opportunità e a gestire il rischio in modo dinamico». Sulle linee azionarie, in particolare, è stata adottata «una strategia mista, bilanciando l’esposizione a temi più legati alla crescita come l’intelligenza artificiale insieme a settori difensivi quali healthcare e consumer staples».
Nel corso del semestre le linee flessibili di Gamma Capital Markets, spiega l’head of asset management Carlo De Luca, hanno beneficiato «di interventi tattici: dopo aver ridotto le posizioni in tecnologia e Magnifiche 7 durante le fasi di maggiore pressione, abbiamo ribilanciato verso i settori industriali, finanziari ed energetici quando i segnali macro e i flussi di capitale hanno indicato un imminente recupero».
Nonostante il mercato degli Stati Uniti abbia sovraperformato nel secondo trimestre i mercati europei, «non è riuscito a recuperare integralmente il differenziale accumulato nel corso dei primi mesi dell’anno», ricorda Silvio Olivero, responsabile ricerca e analisi di Giotto Cellino Sim. «Si spiega così il notevole divario che si osserva fra la performance della linea Azionaria Internazionale, che comunque con il +3,5% ha superato il benchmark, e le performance delle gestioni azionarie italiane: +23,6% l’Azionaria Italia e +19,3% l’Azionaria Pmi Italia».
Infine Vittorio Godi, direttore investimenti di Suedtirol Bank, evidenzia che «per quanto riguarda la componente azionaria abbiamo aumentato l’esposizione sia sull’Europa che sugli Stati Uniti approfittando della discesa dei mercati». Il money manager segnala inoltre che «le linee Alpi Selezione Attiva Convex e Alpi Metodo Pac Convex, grazie a un algoritmo proprietario che fa investire alternativamente tra azionario internazionale e oro, hanno registrato un rendimento di +24,9% e +31,35%». (riproduzione riservata)