Unicredit sale nel capitale di Generali ed è oggi il terzo azionista del Leone con l’8,72% del capitale e pieni diritto di voto.
La notizia è arriva ieri in occasione dell’assemblea della compagnia assicurativa che si è tenuta da remoto e, stando alle previsioni della vigilia, sarebbe dovuta essere un’assise di routine: è stato approvato il bilancio 2025 (chiuso con un utile record di 4,3 miliardi) e il dividendo di 1,64 euro per azione, (anche questo in crescita del 14,7% rispetto all'esercizio 2024), oltre che rinnovato il collegio sindacale e dato il via libera al nuovo piano di azionariato per i dipendenti e al buyback da 500 milioni. Ma la sorpresa è arrivata quando il presidente di Generali, Andrea Sironi, ha letto i numeri del capitale presente in assemblea pari complessivamente al 69,69% del capitale sociale, in lieve aumento rispetto al 68,73% del 2025, quando è stato rinnovato il consiglio di amministrazione e confermato il ceo Philippe Donnet.
Se il primo socio è Mps, tramite Mediobanca, stabile con il 13,19%, seguito dalla Delfin della famiglia Del Vecchio con il 10,05%, il terzo posto è ora occupato a sorpresa da Unicredit con l’8,72%, davanti al gruppo Caltagirone che ha azioni per il 6,26%, e a Benetton con il 4,86%.
La novità è quindi la crescita della banca guidata da Andrea Orcel, che dalle ultime comunicazioni a libro soci della compagnia assicurativa di Trieste era al 6,68% ma veniva accredita di una quota inferiore. Lo scorso ottobre il ceo di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, nel corso della presentazione dei risultati agli analisti, aveva detto che l'esposizione netta su Generali era scesa sotto il 2% e la stessa cosa era stata ribadita a novembre, quando il manager era stato chiamato in audizione alla Commissione banche. Ma a quella quota andava aggiunto un altro pezzo, di oltre il 3%, espresso in derivati. In questi mesi la partecipazione è quindi cresciuta e soprattutto ora è detenuta tutta in azioni, con diritto di voto pieno sull’intera quota.
Ma perché la salita? Si tratta «un investimento finanziario che ci garantisce un rendimento interessante», hanno risposto ieri fonti vicine ad Unicredit, aggiungendo che la banca «è in gran parte coperta, il che riduce al minimo l’esposizione economica e l’assorbimento di capitale». Ma è altrettanto evidente che Generali rappresenta uno snodo centrale attorno a cui ruotano interessi bancari e industriali e con Unicredit non mancano neppure occasioni di business con il gruppo di Trieste. Da Piazza Gae Aulenti hanno ricordato l’esistenza di una partnership bancassicurativa con Generali in Europa Centrale e dell'Est e, a marzo, era stato lo stesso Donnet a non nascondere che, se ci fosse la possibilità di ampliare gli accordi al comparto dell’asset management con Unicredit, Generali sarebbe pronta a coglierla, dato l’interesse a crescere nel settore.
Ieri l’assemblea della compagnia è stata anche l’occasione per il presidente Sironi di sottolineare che il gruppo resta «solido nonostante lo scenario complesso» e questa stabilità ha trovato «un ampio e significativo riconoscimento da parte della comunità finanziaria», con Fitch che ha migliorato il rating della compagnia «portandolo da A+ a AA-, un livello nettamente superiore al rating sovrano italiano».
Mentre Donnet ha aggiunto che, «nel 2025 è stato portato avanti con successo il nostro percorso di crescita sostenibile e di creazione di valore previsto dal piano strategico». C’è stata una generazione di cassa cumulata di 11 miliardi di euro e una crescita annua composta del dividendo per azione superiore al 10%. «Siamo partiti con il piede giusto», ha detto il ceo aggiungendo che il 2026 sarà l'anno centrale di «Lifetime Partner 27: Driving Excellence, uno spartiacque fondamentale verso il suo completamento e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi».
Ieri gli azionisti Generali, tramite il rappresentante designato, hanno anche approvato il programma di acquisto di azioni proprie fino a un massimo di 500 milioni e l'assemblea ha rinnovato il collegio sindacale per il periodo 2026-2028: il presidente è Carlo Schiavone, indicato dalla lista presentata dal gruppo Caltagirone. I sindaci effettivi sono invece Sara Landini e Paolo Ratti, espressi entrambi dalla lista presentata da Assogestioni. (riproduzione riservata)