L’Italia è il Paese europeo dove i fondi comuni attivi costano di più, con una commissione media dell’1,42%. Si registra un calo rispetto al 2015 (1,48%) per l’effetto concorrenza dei prodotti passivi low cost come gli Etf, ma le spese dei comparti domiciliati in Italia sono scese meno rispetto alla media europea passata in questi dieci anni dall’1,4 all’1,17%. I numeri emergono dal primo rapporto European Fund Fee Study di Morningstar, analisi sull’evoluzione dal 2015 a giugno 2025 dei costi di 40 mila fondi attivi e dei passivi (Etf e fondi indicizzati) in Europa. Il Regno Unito vanta le commissioni più basse per gli attivi, grazie a un modello di distribuzione competitivo e alla pressione normativa: la media per i prodotti domiciliati nel Paese è dello 0,86%, in calo dall’1,17% di dieci anni fa.
Nel continente, invece, è più diffuso il collocamento da parte di banche e assicurazioni di fondi della propria società di gestione, il che può contribuire ad aumentare i costi per il risparmiatore, come accade in Italia. In Lussemburgo dove sono basati la maggior parte dei fondi venduti in Europa, Italia inclusa, i costi sono dell’1,26%, al terzo posto dopo la Germania (1,27%).
Lo studio considera le spese correnti (ongoing charge), indicatore che comprende le commissioni di gestione e altre spese che gravano sul fondo, ma non quelle di performance e di sottoscrizione e uscita (peraltro l’Italia ha la quota più alta di fondi attivi che applicano le commissioni di performance, 64,9%, rispetto all’1,1% del Regno Unito).
Opposta la posizione del mercato tricolore considerando i fondi passivi, la spesa media è 0,19%, anche se il Paese ha un peso marginale in questo segmento. La maggior parte di questi strumenti è domiciliata in Irlanda (0,22%) e in Lussemburgo (0,29%) e da lì poi collocati in Europa. Una gestione passiva e l’assenza di rete di distribuzione (gli Etf sono quotati in Borsa) rendono in ogni caso gli indicizzati più economici degli attivi.
Morningstar calcola anche quali sono i gruppi più cari e meno cari in Europa, considerando i più grandi in base alle masse. Per i gestori attivi, le differenze nella gamma e nella loro presenza nei vari Paesi contribuiscono alla dispersione delle commissioni. Swedbank è il più competitivo, con media dello 0,83%, rispetto all’1,37% di Fidelity. Più uniforme è il livello di commissioni applicate dai gestori di fondi passivi: si aggirano tra lo 0,2 e lo 0,25%. Vanguard (0,14%) si distingue come il più economico, riflettendo il suo focus su una gamma ristretta di strumenti di base. (riproduzione riservata)