La previdenza complementare rappresenta una delle azioni di politica economica "più cruciali, oltre a costituire un asset strategico fondamentale per l'Italia", ma va gestita "in modo professionale". Lo ha detto il country manager e ceo di Generali Italia, Giancarlo Fancel, durante l'audizione davanti alla Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, insieme al country chief investment officer, Massimo di Tria.
In Italia, gli iscritti a forme pensionistiche complementari non superano i 10 milioni e per Generali l'incremento del finanziamento all'economia reale in generale, e alle Pmi in particolare, passa necessariamente dalla crescita del volume del settore pensionistico integrativo e della maggior partecipazione del retail al settore previdenziale integrativo. Oltre a ogni possibile iniziativa per incentivare l'ulteriore sviluppo del sistema previdenziale integrativo, Fancel ha posto l'accento sull'importanza di incoraggiare anche le forme di partenariato pubblico-privato idonee a far incontrare la domanda degli investitori istituzionali con l'offerta delle Pmi.
Generali contribuisce "significativamente all'economia del nostro Paese e il risparmio previdenziale va gestito in modo istituzionale e professionale", ha proseguito Fancel spiegando che l'Italia è il principale Paese del gruppo Generali, con 27 miliardi di euro di premi totali, 14 mila dipendenti e 40 mila tra agenzie e subagenzie su tutto il territorio nazionale. "Siamo il primo assicuratore del Paese, con una quota di mercato di circa il 20%. Siamo anche una delle principali casseforti del sistema Paese, con oltre 150 miliardi tra risparmi e investimenti in gestione nel 2023", ha aggiunto il manager sottolineando che "svolgiamo il nostro ruolo come una responsabilità sociale. Siamo un punto di riferimento per i clienti e per le nostre comunità. Siamo stati in prima linea in diverse situazioni di difficoltà, dalla pandemia agli eventi catastrofali". Generali, ha proseguito, è "una delle principali casseforti del sistema Paese con oltre 150 miliardi di euro tra risparmi e investimenti in gestione nel 2023. Strutturalmente destiniamo risorse all'investimento in Btp che, a livello di gruppo, oggi è pari a circa 37 miliardi di euro, confermando Generali tra i principali sostenitori delle strategie di crescita del nostro Paese". Generali è il riferimento di "oltre 11 milioni di clienti: una famiglia su 3 e un'impresa su 4 è assicurata con noi. Una dimensione di business che noi interpretiamo come una responsabilità sociale. Quest'anno in Italia abbiamo inserito in azienda e nella forza vendite diretta oltre 1.000 giovani, perseguendo l'obiettivo di genere con assunzioni 50-50", ha continuato.
"Dal 2023 al 30 settembre dello scorso anno abbiamo aiutato oltre 114 mila famiglie e più di 16 mila imprese gestendo oltre 130 mila sinistri e liquidando ai nostri assicurati oltre 750 milioni di euro", ha detto Fancel precisando che "nel 2023, solo negli ultimi giorni di luglio, come Generali abbiamo registrato in Lombardia 100mila sinistri derivanti da calamità naturali", ma "siamo uno dei Paesi maggiormente sotto-assicurati a livello europeo: solo il 5% delle abitazioni private risulta assicurato contro gli eventi naturali. Serve una nuova cultura assicurativa". Oltre all'introduzione dell'obbligo della polizza CatNat per le imprese, sarebbe stato utile introdurlo anche per gli immobili delle famiglie, anche considerando che in Italia solo il 5% delle abitazioni sono assicurate contro i rischi climatici, a fronte del 95% della Germania e gli alti livelli di copertura in Francia. Per le famiglie il costo sarebbe stato sostenibile, ha sottolineato Fancel. L'obbligo di copertura per gli eventi naturali "è un grande passo avanti per un Paese sotto assicurato ma la norma, purtroppo, è solo per le imprese e non per le famiglie ma è questo patrimonio ad essere sotto assicurato", ha proseguito Fancel aggiungendo che per procedere si è ancora in attesa dei decreti attuativi. A proposito del prezzo delle polizze, con l'obbligo "ci sarà la capacità di definire in maniera più puntuale il prezzo realizzando il principio della mutualità". Su questo le compagnie stanno lavorando al tavolo tecnico con Ivass e Ania.