In tempi di incertezza e stress di mercato gli investitori europei stanno scegliendo sempre più di giocare in difesa con i dividendi, tanto più che adesso, con i prezzi delle azioni in calo e le cedole già approvate dalle assemblee, i rendimenti da dividendo (o dividend yield) sono più alti rispetto a un mese fa.
Oltre alle singole azioni, gli investitori possono optare per gli Etf sui dividendi, che hanno il vantaggio della diversificazione. Uno di questi, il VanEck Morningstar Developed Markets Dividend Leaders, ha superato oggi, mercoledì 23 aprile, i 2 miliardi di euro di masse: è il quarto comparto Ucits (passaporto Ue) a superare questa soglia.
Il comparto, che negli ultimi due mesi ha raddoppiato le masse, seleziona le 100 azioni globali con il rendimento da dividendo più elevato e poi le pondera in base al dividendo totale pagato.
Le altre regole di selezione: il dividendo attuale per azione non può essere inferiore a quello di cinque anni fa, i dividendi devono essere stati pagati negli ultimi 12 mesi, nessuna azione può pesare più del 5% nel portafoglio totale e nessun settore può superare il 40%.
L’Etf replica il Morningstar Developed Markets Large Cap Dividend Leaders Screened Select Index, ha un ter (total-expense-ratio, cioè l’indicatore di spesa) dello 0,38% e ha una distribuzione geografica molto diversa rispetto agli indici globali: gli Stati Uniti pesano appena il 20%, seguono la Francia al 13% e il Regno Unito al 10%.
I primi tre titoli in portafoglio sono Hsbc, Verizon e Chevron, ma in top 10 compare anche la banca italiana Intesa Sanpaolo, che pesa il 2,36%. Il rendimento attuale da dividendo è del 4,22%, mentre il rendimento da inizio anno, nonostante tutte le turbolenze, è positivo dell’1,3%. Dal suo lancio nel 2016 il comparto ha reso il 136%, contro il 142% dell’indice globale Msci World.
Sempre più gettonati dagli investitori, gli Etf sui dividendi sono caratterizzati da indici e criteri di selezione dei titoli anche diversi tra loro. Il più grande in Europa, con quasi 5 miliardi di euro di masse, è il Vanguard Ftse All-World High Dividend Yield, composto da 2.138 partecipazioni di cui la più grande (JP Morgan) pesa appena il 2,3%. Il rendimento da dividendo attuale è del 3,38%, e il ter è dello 0,29%.
Sfiora i 3 miliardi di patrimonio l’Spdr S&P US Dividend Aristocrats di State Street: 149 partecipazioni, un indicatore di spesa dello 0,35% e un rendimento da dividendo del 2,34%. Il fondo investe solo in società americane: la prima in portafoglio è Verizon, che pesa il 2,95%.
Chiude il podio BlackRock, con l’iShares Stoxx Global Select Dividend 100: al pari di VanEck il comparto investe in 100 titoli, ha un ter dello 0,46% e quasi 2,6 miliardi di masse. Il dividend yield è il più alto di tutti: 5,18%, frutto di un portafoglio in cui gli Usa pesano meno del 19% ma ci sono al contempo tanto Hong Kong (14%) e Australia (10,5%). (riproduzione riservata)