skin track
CINZIA TAGLIABUE CEO AMUNDI ITALIA
CINZIA TAGLIABUE CEO AMUNDI ITALIA
Gestori Leggi dopo

Etf e AI cambiano il settore: ristrutturazioni e tagli nei grandi asset manager italiani

02 gennaio 2026, 20:00 Ultimo aggiornamento: 03 gennaio 2026, 08:23

Nonostante masse record, i margini sono sotto pressione tra crescita degli Etf e mercati privati in difficoltà. Anche in Italia dove alcune società estere iniziano a ridurre l’organico per tagliare i costi

Assogestioni questo dicembre, per la prima volta dopo anni, non ha organizzato la tradizionale festa per brindare al Natale. Un evento realizzato con grande impegno e notevoli risorse data la presenza di decine e decine di rappresentanti dell’industria italiana del risparmio gestito. Una decisione, spiega una fonte, presa dalle alte sfere dell’associazione presieduta da Maria Luisa Gota. Perché, forse, quest’anno c’è poco da festeggiare. Infatti la raccolta fondi è tutto sommato positiva, anche se il mese di novembre si è chiuso con flussi negativi per 4,48 miliardi di euro (grafico in pagina). E il patrimonio a ottobre è arrivato al record di 2.631 miliardi.

Il calo della redditività

Ma ciò è avvenuto senza un corrispondente aumento della redditività degli asset manager. Il problema è che l’industria è colpita dall’impatto di un fattore che non si può più ignorare: il boom degli Etf, prodotti passivi a basso costo che quindi comprimono i loro ricavi. Il fatto è che le stesse sgr stanno puntando sempre di più sulla creazione di Etf, soprattutto attivi, per cavalcare la forte crescita degli Etf passivi che in questi tre ultimi anni di mercati azionari in rialzo hanno registrato rendimenti brillanti a fronte di commissioni molto più basse (box in pagina). Rispetto a un fondo attivo, i costi che gli Etf attivi possono fare pagare ai risparmiatori è inferiore di oltre la metà.

Gli Etf alla riscossa

Dunque la raccolta resta ma i margini si abbassano. E ciò è evidente soprattutto, spiega un report di McKinsey, nel comparto azionario, «dove la divisione tra strategie passive e attive è diventata più marcata. I flussi verso l’azionario passivo sono accelerati, spinti dalla domanda di esposizione ai mercati a basso costo, dall’integrazione nei portafogli modello e dalle allocazioni delle piattaforme wealth. L’azionario attivo continua a perdere terreno, soprattutto nei fondi comuni, penalizzato dalla pressione sulle commissioni, dall’inefficienza fiscale e dalla sottoperformance rispetto ai benchmark».

Mercati privati in stand by

Il tutto mentre, rileva McKinsey, l’altro comparto che finora aveva fornite buone commissioni, quello dei mercati privati, appare «in una fase di indigestione, dopo aver raggiunto quasi 1.700 miliardi di dollari nel 2021, la raccolta globale nei mercati privati è scesa a circa 1.100 miliardi nel 2024, tornando ai livelli del 2017. Il rallentamento è stato diffuso, ma più marcato nel private equity e nel real estate». Risultato: nel 2024 per il secondo anno consecutivo, a livello globale nell’asset management una crescita a doppia cifra dei ricavi non si è tradotta in una leva operativa significativa. I ricavi sono aumentati a doppia cifra, ma i margini sono cresciuti di appena un punto percentuale, circa la metà rispetto a quanto osservato in anni precedenti con aumenti simili di masse e ricavi, nota McKinsey. E anche nel 2025 la dinamica non è cambiata. Nel frattempo l’introduzione dell’AI nelle gestioni permette di automatizzare alcuni ruoli ripetitivi. E consente anche di gestire più investitori con meno personale.

Il caso di Amundi

Emblematico è il caso di Amundi, il maggior gestore d’Europa, che sta puntando molto sugli Etf. Sono 50 i tagli di personale in Italia concordati per contribuire ai risparmi programmati dal gruppo, su un totale di 363 dipendenti dell'asset manager francese del Credit Agricole nel suo primo mercato estero. La percentuale, pari a poco meno del 14% del totale, è al limite inferiore della forchetta che la direzione di Amundi aveva indicato in via non ancora ufficiale ai sindacati a maggio scorso quando ha dato avvio alla procedura per gli esuberi. L'azienda punta a utilizzare prepensionamenti, uscite incentivate e ricollocamenti all'interno del gruppo Credit Agricole. L’obiettivo annunciato dalla sgr guidata in Italia dall’ad Cinzia Tagliabue punta a risparmi per 30-40 milioni annui a partire dal 2026, con una riallocazione di risorse sui segmenti di business a maggior crescita, quindi fondi Etf, Asia, investimenti in tecnologia e accordi di distribuzione. Amundi è presente in forze in Italia dopo l'acquisizione di Pioneer da UniCredit nel 2017, costata 3,5 miliardi e ha un accordo di distribuzione con il gruppo di Piazza Gae Aulenti fino al 2027, ma che è in fase di scioglimento, con UniCredit che sta riducendo drasticamente le masse gestite dal partner francese per azzerarle entro la scadenza dell'accordo, spostandosi verso la sua piattaforma interna.

Infatti, dice l’analisi di McKinsey, oggi si salvano società con accesso a canali di distribuzione proprietari, che garantiscono resilienza alla volatilità e migliori economie di prezzo e servizio. E sul fronte delle fabbriche prodotti sono favoriti grandi gestori alternativi multi-asset, in grado di servire più componenti del portafoglio di clienti istituzionali e high-net-worth, beneficiando anche di investimenti nei canali assicurativi e nel private wealth.

Strutture più light

Un’altra tendenza, sempre con l’obiettivo di ridurre le spese, è quella di alleggerire le strutture italiane per coordinare il business tricolore da hub centralizzati a livello europeo. E questo vale soprattutto per i grandi asset manager britannici. Su questo fronte in Schroders ci sono stati cambiamenti che non sono passati inosservati perché per l’asset manager l’Italia rappresenta da sempre un mercato strategico per il gruppo inglese, il secondo dopo il Regno Unito. Tra l’altro Schroders è uno dei primi gestori esteri ad aver aperto nel Paese, oltre 30 anni fa. Lo scorso settembre è uscito il country head dell’asset management, Luca Tenani. Il money manager lavorava in Schroders da quasi 20 anni (2006) e ne guidava le attività dal 2009. Una rivoluzione al vertice del mercato tricolore che ha seguito l’arrivo del ceo Richard Oldfield, entrato in carica nel novembre 2024, il quale avrebbe deciso di accentrare importanti funzioni di alcune sedi europee.

Tenani era stato preceduto dall’uscita prima dell’estate di Barbara Balucani, altra professionista di lungo corso del gruppo che era da molti anni head of marketing. Il nuovo ceo Oldfield ha subito puntato a riorganizzare il business europeo del gruppo concentrandosi sulle attività locali finora svolte a Milano a Parigi e Zurigo con l’obiettivo di tornare a una crescita profittevole. Il mercato è stato diviso in due aree: Europa occidentale ed Europa centro-settentrionale. L’Italia è stata inserita nella regione dell’Europa occidentale, guidata da Parigi. Al posto di Tenani Schroders ha promosso una figura interna, Fabrizio Bianchi, come head of Italy. L'ufficio italiano di Schroders, che nel 2025 ha celebrato il trentesimo anniversario, conta oltre 20 professionisti e gestisce circa 28 miliardi di euro di asset, posizionando la società tra i principali operatori internazionali di gestione del risparmio in Italia.

Nuove opportunità

Ma in questo contesto emergono anche risvolti positivi che le sgr possono sfruttare a proprio vantaggio. Gli Stati Uniti hanno storicamente avuto un peso sproporzionato nei portafogli globali. Nel 2024 rappresentavano circa il 70% della capitalizzazione azionaria globale e il 30% del mercato obbligazionario globale. Questa scala ha permesso ai gestori statunitensi di attrarre più capitali, sia domestici sia internazionali. Alcuni investitori, dice McKinsey, stanno valutando una riduzione dell’esposizione agli Stati Uniti, per via dell’incertezza politica della presidenza Trump e del rischio valutario. Sondaggi recenti mostrano posizioni sovrappesate sugli Usa ai minimi pluriennali. L’analisi dei flussi tra il 2024 e il secondo trimestre 2025 mostra un quadro sfumato, rileva ancora McKinsey: gli investitori europei hanno ridotto in modo significativo l’esposizione al mercato statunitense nel secondo trimestre 2025, mentre quelli Usa hanno mantenuto in gran parte le posizioni domestiche.

La conclusione, secondo McKinsey, è duplice: finora si tratta di un aggiustamento tattico, non strutturale; tuttavia, emergono opportunità per la raccolta di sgr locali in Europa. Anche uno spostamento dell’1% dagli asset Usa equivarrebbe a mille miliardi di dollari in movimento. I gestori Usa non possono più dare per scontato il loro slancio storico sui mercati internazionali e dovranno valutare partnership, joint venture e strutture locali per restare competitivi. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza