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Ecco perché investire batte sempre la liquidità. Anche nei momenti peggiori
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Ecco perché investire batte sempre la liquidità. Anche nei momenti peggiori

di Chiara Barlocco (MF-Newswires)
20 aprile 2026, 22:01 Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2026, 17:36

Secondo uno studio di Vanguard chi avesse investito in totale 45 mila euro appena prima di tutti i principali ribassi dei mercati degli ultimi 30 anni avrebbe in tasca 155.580 euro con un rendimento del 246%. Anche con una semplice strategia buy and hold

Immaginiamo un risparmiatore che avesse investito 45 mila euro appena prima di tutti i principali ribassi dei mercati nel corso di quasi tre decenni: quei 45.000 euro oggi sarebbero cresciuti fino a quasi 155.580 euro, con un rendimento complessivo del +246% e un guadagno di 110.580 euro. Anche adottando una semplice strategia buy and hold (compra e tieni). Lo riporta il report “L'investitore più sfortunato” di Vanguard, che mostra come, anche scegliendo sistematicamente i momenti peggiori per entrare sul mercato, investire resti più conveniente rispetto a mantenere la liquidità.

Tra gli eventi negativi rientrano la crisi finanziaria asiatica del 1997, il default della Russia nel 1998, il picco della bolla delle dot-com nel 2000, la crisi finanziaria globale del 2007, il crollo legato al Covid-19 nel 2020, l'inizio della guerra in Ucraina nel 2022 e il ribasso dei mercati successivo all'annuncio del Liberation Day nel 2024.

Ecco il percorso che avrebbe determinato il +246%

-  Settembre 1997: primo contributo di 2.500 euro investito prima della crisi finanziaria asiatica - perdita di 188 euro nel giro di un mese.

-  Luglio 1998: ulteriori 2.500 euro investiti prima del default della Russia - perdita complessiva salita a 786 euro nel giro di un mese.

-  Gennaio 2000: 10.000 euro investiti al picco della bolla dot-com. Lo scoppio della bolla tecnologica, l’11 settembre e la guerra in Afghanistan portano l’investitore a un -31% entro settembre 2002. Segue una ripresa: a ottobre 2007, contributi complessivi di 15.000 euro valgono 19.034 euro.

-  Ottobre 2007: 5.000 euro investiti alla vigilia della crisi finanziaria globale. Mantenendo l’investimento durante la successiva ripresa, nel 2019 i contributi totali di 20.000 euro raggiungono un valore di 48.066 euro.

-  Fine 2019: 10.000 euro investiti poco prima del crollo legato al Covid-19 (i mercati scendono di circa il 35% prima di rimbalzare nel 2020-21).

-  Dicembre 2021: 5.000 euro investiti prima della guerra in Ucraina, dell’impennata dell’inflazione e dei rapidi rialzi dei tassi (i mercati scendono di circa il 26% prima di recuperare nel 2023-24).

- Dicembre 2024: 10.000 euro investiti prima del Liberation Day e della volatilità legata ai dazi (i mercati scendono di circa il 13% prima di recuperare nel 2025).

Mantenere gli stessi 45.000 euro in liquidità per tutto il periodo avrebbe portato a un valore stimato di 56.871 euro (+26,4%), utilizzando i tassi sui depositi della Bce come proxy.

Meglio restare investiti, picchi difficili da prevedere

"Questa analisi evidenzia una verità semplice ma potente: il tempo trascorso sul mercato conta molto più del tentativo di individuare il momento giusto per entrarvi. Anche con un market timing costantemente sfavorevole, rimanere investiti durante le fasi di ribasso ha storicamente portato a risultati migliori", commenta Simone Rosti, responsabile per Italia e Sud Europa di Vanguard.

"I picchi e i minimi di mercato sono estremamente difficili da individuare in tempo reale. Ritardare gli investimenti o disinvestire porta spesso a perdere opportunità", prosegue l'esperto. "In effetti, nuovi massimi e minimi sono una caratteristica normale dei mercati, la cui crescita nel lungo periodo è trainata da fattori più ampi come l'andamento dell'economia, il miglioramento della produttività, l'innovazione e il reinvestimento dei dividendi", conclude Rosti.



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