
Tra i consigli che più spesso si sentono o si leggono quando si tratta di investimenti, quello di «diversificare» è probabilmente uno dei più ricorrenti. Sam Altman invece ha deciso di seguire una strategia diversa, come da lui stesso raccontato nel corso di un’intervista a Mit Technology Review, periodico bimestrale interamente di proprietà del Massachusetts Institute of Technology: «Fondamentalmente ho preso tutto il mio patrimonio netto liquido e l’ho investito in due società». A cui aggiungerne una terza, finanziata nelle ultime settimane.
Le fortunate realtà che hanno potuto beneficiare della generosità e dell’intraprendenza del creatore di ChatGPT hanno in comune il fatto di guardare avanti, molto avanti, cercando di avvicinare e anticipare realtà che agli occhi più comuni sembrano quasi fantascienza. Andando in rigoroso ordine alfabetico il primo investimento massiccio ufficializzato da Altman risale al 2021, quando decide di destinare 375 milioni di dollari a Helion Energy, una delle startup al lavoro per controllare e commercializzare la fusione nucleare come fonte di energia. Non una prima volta assoluta, perché già nel 2015 il ceo di OpenAI aveva effettuato il suo primo investimento nella startup, in quel caso di 9,5 milioni di dollari. Nulla a che vedere con quanto deciso di fare nel 2021. «Questo è il più grande investimento che abbia mai fatto», spiegava infatti alla Cnbc, capofila di un round di investimento da 500 milioni di dollari con cui Helion prevedeva di completare la costruzione di Polaris, impianto di fusione di settima generazione inaugurato a luglio 2021 e che nei piani della startup dovrebbe essere utilizzato per dimostrare la produzione di elettricità nel 2024.

Il secondo investimento di Altman è stato invece rivelato pochi mesi fa dalla Mit Technology Review, dopo che per lungo tempo i nomi dei finanziatori erano rimasti misteriosi: la realtà è che è stato solo lui a investire 180 milioni di dollari in Retro Biosciences, startup che punta con questa cifra ad aggiungere 10 anni alla durata media della vita umana. La startup inglese Uncommon invece ha l’obiettivo di coltivare carne in laboratorio, scopo che punta a raggiungere anche grazie a un round da 30 milioni chiuso a metà giugno. Come riportato tra gli altri dalla Reuters, tra gli investitori c’è anche Sam Altman, con una quota che non è stata resa nota.
Insomma, Altman sembra avere le idee chiarissime su quale sia l’ambito per cui vale la pena investire tempo e denaro anche in quantità massicce: il futuro. Il profilo Twitter ufficiale restituisce quello che è il senso del suo pensiero: «Non fare piccoli progetti. Non hanno magia per scuotere il sangue degli uomini», citando l’architetto di epoca vittoriana Daniel Burnham.
Articolo tratto dal numero di Giugno - Luglio di Patrimoni