Scadenze lunghe e rendimenti decrescenti. Questo l’identikit della raffica di obbligazioni retail in arrivo a partire da lunedì 9 giugno ed emesse rispettivamente da Unicredit e Goldman Sachs.
Strumenti di investimento per tutte le tasche (i tagli minimi sono di 100 o 1.000 euro) che arrivano proprio la settimana dopo il taglio dei tassi della Bce, con la verosimile intenzione di offrire ai risparmiatori ghiotti rendimenti nei primi anni di vita dei titoli che poi, giocoforza, diminuiscano in modo sensibile.
Sono sufficienti 1.000 euro per aggiudicarsi il bond di Unicredit: un titolo con tasso fisso decrescente (step-down, il meccanismo opposto al Btp Valore) che dura 13 anni – scadenza nel giugno 2038 – e nei primi due anni di vita rende il 6% lordo, tassato al 26%.
Si passa poi al 5% il terzo anno, il 4,5% il quarto, il 3,5% il quinto, il 3% dal sesto al decimo e il 2,5% gli ultimi tre anni. A scadenza l’importo di rimborso è pari al 100% del valore nominale di 1.000 euro, salvo il (remoto) rischio di fallimento dell’emittente.
E poi c’è Goldman Sachs. La banca d’affari americana cerca di stuzzicare il retail italiano con un bond dal taglio minimo di 100 euro e uno a partire dai 100 dollari Usa. Entrambi di 15 anni, offrono rispettivamente il 7% e 10,5% i primi due anni, per poi scendere progressivamente fino al 2% e 2,5% negli ultimi cinque.
A differenza del bond Unicredit Goldman potrà, a partire dal secondo anno fino al quattordicesimo, rimborsare anticipatamente le obbligazioni al 100% del valore nominale. In tal caso la durata dei bond risulterebbe inferiore a 15 anni, con conseguente diminuzione dei proventi complessivi dell’investimento. (riproduzione riservata)