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Crédit Agricole stringe sulle polizze di Banco Bpm
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Crédit Agricole stringe sulle polizze di Banco Bpm

di Anna Messia
19 luglio 2025, 07:00 Ultimo aggiornamento: 07:20

Mentre è in corso l’opa di Unicredit su Piazza Meda l’istituto francese sta procedendo con la rioganizzazione del suo business assicurativo in Italia che per il ramo danni passa per l’accordo ventennale con il Banco. E nel Vita spuntano anche Intesa e Mediobanca

Dal Crédit Agricole lo hanno precisato subito: alla base della richiesta avanzata nei giorni scorsi alla Banca Centrale Europea di superare il 20% del Banco Bpm, attualmente sotto l’opa di Unicredit, ci sarebbero solo ragioni tecniche. La banca francese ha già il 19,8% del capitale di Piazza Meda e intende acquistare un numero di azioni sufficiente a posizionare la propria partecipazione in Banco Bpm appena al di sopra della soglia del 20%, per qualificarla nel quadro della influenza notevole e contabilizzarla secondo il metodo del patrimonio netto, coerentemente con la posizione di Crédit Agricole quale azionista di lungo periodo e partner industriale di Banco Bpm. In altre parole non cambia nulla nella strategia con Banco Bpm e non ci sarebbe nessuna volontà di acquisire o esercitare il controllo su Piazza Meda, come neppure di richiedere un posto nel consiglio di amministrazione della banca.

La partnership ventennale

E’ però evidente che l’interesse della banca francese nei confronti dell’Italia, e in particolare di Banco Bpm, resta altissimo considerando il legame non solo azionario ma anche industriale che c’è tra i due partner, in particolare nel ramo assicurativo Danni. Un rapporto avviato a fine 2022 quando la banca francese, tramite Crédit Agricole Assurances, decise di firmare una partnership strategica di 20 anni per sviluppare insieme a Piazza Meda la bancassurance nel settore danni e protezione. L’accordo è stato finalizzato l’anno successivo e ha comportato l’acquisizione da parte della banca francese della partecipazione del 65% in Banco Bpm Assicurazioni e (dopo il riacquisto da parte della banca della partecipazione attualmente allora da Cattolica Assicurazioni) del 65% in Vera Assicurazioni, che a sua volta detiene il 100% di Vera Protezione. La valorizzazione complessiva delle società è stata di 400 milioni con il Crédit Agricole che ha quindi puntato 260 milioni sull’accordo con Piazza Meda per avere accesso ai suoi sportelli bancari, con il Banco rimasto azionista del restante 35%. Ora quell’operazione sta entrando nel vivo passando per la riorganizzazione societaria avviata dai francesi.

La riorganizzazione del business danni

Qualche giorno fa, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’Ivass, l’istituto di vigilanza assicurativo, ha autorizzato la fusione per incorporazione di Banco Bpm Assicurazioni in Vera Assicurazioni e l’intenzione è di integrare quest’ultima nel gruppo Credit Agricole Assurance Italia per lanciare, entro quest’anno, una nuova struttura aziendale e un nuovo modello operativo. Intanto Vera Assicurazioni, che distribuisce le sue polizze tramite 1.588 sportelli del Banco Bpm, della finanziaria Agos Ducato e di Aletti, ha chiuso il 2024 con un utile (secondo i principi contabili nazionali) di 15,5 milioni rispetto ai 16,5 milioni dell’anno prima, mentre i premi lordi sono stati pari a 152 milioni, rispetto a 126 milioni del 2023, con un combined ratio che è però peggiorato passando dal 87,7% al 98,4% di fine anno prima.

In crescita, invece, sono risultati i numeri 2024 di Banco Bpm Assicurazioni, che chiuso l’anno scorso con un risultato complessivo (sempre secondo i principi locali) di 5,9 milioni rispetto ai 4,29 milioni del 2023, con i premi sono stati sostanzialmente stabili, a 33,9 milioni rispetto ai 33,3 milioni dell’anno prima.

I piani di crescita sull’Italia

A questo punto i piani passeranno quindi per l’incorporazione di quest’ultima in Vera Assicurazioni, con Marco Di Guida, già amministratore delegato di entrambe le compagnie che rimarrà tale anche dopo la fusione delle due entità che fanno già parte del gruppo Crédit Agricole Assurances Italia, anche se non ha valenza giuridica. L’obiettivo finale è quello di avere un ruolo da protagonista della bancassicurazione danni italiana grazie alla partnership con Banco Bpm ma non solo. Come annunciarono da Parigi al momento della firma dell’acquisizione l’operazione ha consentito a Crédit Agricole Assurances di diventare subito la terza compagnia danni per premi raccolti in Italia, alle spalle di Intesa Sanpaolo e di Poste Italiane, e l’intenzione è di accelerare puntando non solo sulle reti di Banco Bmp ma anche sui canali online e di mobile banking. Una forma che ha rappresentato anche l’opportunità di rafforzare la preesistente collaborazione di Crédit Agricole con Agos, la società leader nel credito al consumo detenuta al 61% dalla banca francese e al 39% rimanente da Piazza Meda. La nuova strategia per accelerare la crescita, che implicherà anche un nuovo piano sui prodotti da offrire, sarà probabilmente messa a punto a inizio 2026, quando il riassetto organizzativo tra le società assicurative sarà definitivamente completato.

Nel Vita partner anche Intesa e Mediobanca

Lo sviluppo di Crédit Agricole nelle assicurazioni italiane passa però pure per il business vita, che prevede la distribuzione di polizze di risparmio e previdenziali, anche questo coordinato da Di Guida che è allo stesso tempo amministratore delegato di Crédit Agricole Vita. In questo caso facendo affidamento direttamente sulla rete bancaria del Crédit Agricole in Italia (con il Banco che ha deciso di internalizzare in business Vita, senza partner esterni), ma non solo.

Tra i partner distributivi della compagnia vita della banca francese spuntano infatti anche Mediobanca e Intesa private banking e a fine 2024, Crédit Agricole Vita ha registrato un livello di raccolta premi pari a 4,2 miliardi, con un incremento del 46,6% rispetto al 2023. Una crescita che è stata nettamente superiore a quella che nello stesso periodo è stata registrata dalla bancassicurazione in Italia (aumentata del 22%) e a quella, più in generale, del mercato vita italiano (salito del 25%), segnando un forte recupero rispetto al 2023, un anno che era stato caratterizzato per tutti gli assicuratori del ramo vita da risultati storicamente negativi con forti riscatti. Anche se l’utile si è mosso in contro tendenza: Crédit Agricole Vita ha chiuso il 2024 con un utile netto di 2 milioni rispetto ai 65 milioni del 2023. (riproduzione riservata)



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