Non era proprio il momento migliore per visitare Karkhiv, la seconda città più grande dell’Ucraina. La rete elettrica e le infrastrutture locali stavano subendo gravi danni a causa degli attacchi missilistici e delle bombe plananti provenienti dal confine russo.
Gli attacchi double tap, in cui i russi colpiscono un obiettivo civile e aspettano che i soccorritori intervengano prima di lanciare un secondo attacco, stavano diventando sempre più frequenti. Ho visto i soccorritori scavare tra le macerie di un grande negozio di ferramenta, cercando frammenti di corpi da identificare in un laboratorio forense nelle vicinanze.
Dopo un secondo attacco, ho parlato con impiegati e operai di fabbrica sconvolti, in attesa di cure in un reparto ospedaliero locale. Mentre i bulldozer scavavano campi a nord della città per permettere ai lavoratori di preparare trincee contro possibili avanzate russe, Kharkiv stava vivendo i suoi giorni più tesi dal fallimento del primo assalto di Mosca nel 2022.
Le prospettive sembrano migliorare. Le avanzate russe sono rallentate grazie all’arrivo di rinforzi che consolidano le difese dell’Ucraina più a nord. Con la ripresa del flusso di armi antiaeree e il progressivo allentamento delle restrizioni da parte dei Paesi occidentali sull’utilizzo di armamenti difensivi oltre i confini ucraini, c’è motivo di sperare che i residenti della città possano presto godere di una maggiore sicurezza e serenità.
Nonostante ciò, i combattimenti non accennano a diminuire e l’establishment politico di Washington deve riflettere attentamente sulla guerra terrestre in corso in Europa, la più grande, brutale e pericolosa dalla Seconda Guerra Mondiale. Dal punto di vista tattico e geopolitico, il conflitto orchestrato da Vladimir Putin sta alterando l’equilibrio globale del potere in modi che gli Stati Uniti non possono ignorare.
Tuttavia, ci sono segnali incoraggianti all’orizzonte. I pianificatori militari sia americani che taiwanesi possono sentirsi confortati dal successo dell’Ucraina nel contrastare la flotta russa nel Mar Nero. Questo dimostra che la nuova era della guerra navale sta favorendo la parte difensiva.
La Russia non è stata in grado di sfruttare la sua flotta superiore per effettuare sbarchi lungo le coste ucraine o anche solo per ostacolare il commercio del Paese. Gli strateghi a Pechino noteranno che ora è notevolmente più difficile spostare eserciti invasori attraverso acque aperte rispetto a prima che gli ucraini riuscissero a mettere in difficoltà la flotta russa.
Durante una recente visita ai campi di battaglia a nord di Kharkiv, ho potuto osservare una delle conseguenze più significative dell’evoluzione delle strategie militari. I soldati parlano sempre più spesso di «zone morte» tra le forze nemiche. Questo è principalmente dovuto ai droni, che ora hanno la capacità di individuare e attaccare singoli soldati anche nelle trincee.
Questa situazione rende estremamente difficile per entrambe le parti condurre operazioni all’interno di un raggio di 2 o 3 miglia dalla linea del fronte avversario. Di conseguenza, le nuove operazioni offensive su larga scala, come la controffensiva ucraina della scorsa estate, potrebbero diventare praticamente impossibili. Già dal prossimo anno, gli «sciami di droni» potrebbero ampliare ulteriormente le zone di pericolo tra gli eserciti coinvolti, rendendo le operazioni offensive ancora più complesse.
La guerra terrestre e aerea si sta evolvendo rapidamente, con ucraini e russi che aggiornano costantemente la propria tecnologia. Lungo la linea del fronte, soldati e ingegneri stanno introducendo innovazioni, sia grandi che piccole, che potrebbero rendere obsoleti i vecchi sistemi d’arma da un giorno all’altro. Mentre i russi adottano nuove tecniche di disturbo e implementano tecnologie stealth avanzate sui loro droni e missili, gli ucraini devono essere in grado di tenere il passo e, se possibile, superarli.
Con l’impiego di armi sempre più sofisticate, che forniscono ai produttori informazioni dettagliate sulle prestazioni, il ritmo di riprogettazione e produzione delle armi sta accelerando più rapidamente che mai. L’Ucraina sta costruendo un nuovo tipo di complesso militare-industriale, in cui team decentralizzati di hacker e sperimentatori, che operano in piccole e medie imprese, reimmaginano e riprogettano continuamente gli strumenti bellici.
Ho avuto l’opportunità di visitare officine camuffate dove, tra le altre cose, gli ingegneri ucraini trasformano giocattoli per bambini in droni terrestri in grado di posizionare mine davanti ai carri armati in arrivo. Persino componenti apparentemente semplici, come le piattaforme girevoli per le torrette dei cannoni, possono ricevere una miriade di aggiornamenti software e hardware, basati su informazioni in tempo reale provenienti dal campo di battaglia.
Le guerre del passato hanno conosciuto cicli di competizione tecnologica, ma questa è la prima guerra tra pari combattuta nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Così come la Guerra Civile Spagnola degli anni ‘30 ha contribuito a sviluppare le tattiche e le tecniche che hanno plasmato la Seconda Guerra Mondiale, oggi l’Ucraina sta assistendo all’emergere di un nuovo tipo di conflitto. La combinazione di feedback in tempo reale provenienti da armi costantemente monitorate, unita alle capacità di gestione dei dati e alla progettazione di tattiche di battaglia flessibili, affidate a ingegneri altamente qualificati e motivati, sta introducendo una nuova dinamica nella competizione tecnologica militare.
Armi che fino a poche settimane fa erano considerate invincibili possono ora essere facilmente neutralizzate, e nuove minacce appaiono da un giorno all’altro. Il Pentagono e l’industria della difesa americana devono essere in grado di adattarsi a questo rapido cambiamento. I metodi tradizionali stanno diventando rapidamente obsoleti.
