Si sa che in Italia le nomine si fanno sempre in zona Cesarini, all’ultimo minuto. In una fase tanto delicata per il settore bancario-assicurativo come quella attuale, tra opas, ricorsi ai giudici e chiamate in campo delle autorità, non si può però pensare neppure un secondo di tenere l’Ivass congelata. Ma se non si accelerano subito i tempi per indicare due nuovi consiglieri il rischio che l’istituto di vigilanza assicurativo presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, finisca in stallo a fine mese potrebbe concretizzarsi.
Intanto, nei giorni scorsi, come nuovo segretario generale dell’Ivass si è insediata Ida Mercanti. La vice capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia ha preso il posto di Stefano De Polis che ha lasciato l’incarico a fine maggio per andare in pensione. Mercanti, laureata in Economia alla Sapienza, è stata assunta in Banca d'Italia a fine degli anni ’80 dove si è sempre occupata di supervisione su banche e intermediari, gestione delle crisi e tutela della clientela. E’ a prima volta che una donna diventa segretario generale dell’Istituto ma non è una novità il fatto di assegnare l’incarico ad un ex dirigente di Banca d’Italia (era stato così con De Polis e prima ancora con Corrado Baldinelli).
Certo non è ancora l’integrazione dell’Istituto assicurativo in Via Nazionale, che è stata più volte ventilata dallo stesso Signorini (e che ora sembra vivere un momento di riflessione) ma conferma lo stretto legale che c’è tra Ivass e Banca d’Italia.
Già oggi il direttore generale di Via Nazionale è anche presidente dell’Istituto e c’è un direttorio integrato tra i due istituti che interviene su tutte gli atti di rilevanza esterni all’Istituto, come può essere il via libera ad una fusione tra assicurazioni o una sanzione comminata ad una compagnia. Un organo collegiale, costituito dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, che lo presiede, dal direttore generale della Banca d'Italia e presidente dell'Ivass, Signorini appunto, oltre che dai tre vice direttori generali della Banca d'Italia e dai due consiglieri dell’Istituto. Al momento però i vice direttori generali di Via Nazionale sono due (Paolo Angeli e Chiara Scotti) con Sergio Nicoletti Altimari, che prenderà il posto lasciato vuoto da Alessandra Perrazzelli (uscita dall’Istituto) solo dopo il decreto del Presidente della Repubblica e la pubblicazione della nomina nella Gazzetta Ufficiale, atteso a giorni. Ma il problema riguarda i membri espressione di Ivass: alla fine del 2024 ha lasciato il consigliere Alberto Corinti, arrivato a scadenza di mandato, e a fine giugno andrà via pure l’unico rimasto, Riccardo Cesari, non più rinnovabile dopo aver portato a compimento due mandati.
Resterebbe quindi solo Signorini ma per operare il consiglio Ivass, ha però ha bisogno di almeno due membri e il suo congelamento causerebbe a cascata il blocco anche del direttorio integrato in un momento il cui le autorità di vigilanza hanno un ruolo determinate per il sistema finanziario italiano.Bisogna quindi correre per rispettare la scadenza di fine mese considerando che l’iter di nomina ha dei tempi tecnici piuttosto lunghi. Le norme prevedono che i consiglieri «vengano scelti tra persone d'indiscussa moralità e indipendenza oltre che di elevata qualificazione professionale in campo assicurativo» che devono essere «nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del consiglio dei Ministri assunta d'iniziativa del presidente del Consiglio, su proposta del governatore della Banca d'Italia e di concerto con il ministro dello Sviluppo economico». La discussione tra Via Nazionale e il ribattezzato ministero delle Imprese e del Made in Italy, secondo quando risulta a MF-Milano Finanza, è iniziata con l’intenzione di nominare un uomo e una donna. Per quest’ultima il nome più accreditato (anche se non l’unico) sarebbe quello di Maddalena Rabitti, ordinario di Diritto dell’Economia nell’Università di Roma Tre, consulente scientifico di Assonime ed esperta di gestione e prevenzione dei rischi di impresa. Mentre per l’uomo la figura individuata sarebbe quella di un professionista esperto anche di mercati esteri. Restano tre settimane a disposizione per sciogliere ogni dubbio e completare l’iter evitando lo stallo. (riproduzione riservata)