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Conti deposito vs Etf monetari: quale parcheggio di liquidità conviene in vista del taglio dei tassi Bce?

30 maggio 2025, 20:00

In vista dell’intervento di Francoforte si apre un’ultima finestra per parcheggiare la liquidità con tassi fino al 3% annuo. Ma occhio a tassazione e liquidità  

Con la nuova sforbiciata al costo del denaro da parte della Bce ormai alle porte sta per finire anche la lunga stagione della liquidità ad alto rendimento.

Un periodo di quasi tre anni in cui parcheggiare il denaro a rischio (quasi) zero è diventato un’alternativa d’investimento interessante, perfino concorrenziale a quello azionario e obbligazionario.

Un apparente paradosso, arrivato con ogni probabilità ai titoli di coda. Con una domanda che sorge spontanea: i pochi giorni che precedono il nuovo taglio Bce possono essere l’ultima finestra utile per catturare rendimenti importanti con gli strumenti di liquidità?

Conto deposito fino al 3%

È naturale che l’interesse degli investitori ricada oggi sui conti deposito. Parcheggi remunerati che un anno fa rendevano fino al 5% e che oggi, nonostante il ciclo di ribassi della Bce, per alcune offerte vincolate (considerando un deposito di 20 mila euro per 12 mesi) offrono ancora fino al 3% lordo. Tradotto: al netto di tassazione - al 26% - e imposta di bollo, con un deposito di 20 mila euro si possono incassare fino a 443 euro in un anno con formula vincolata e fino a 421 con opzione svincolabile (si veda la tabella basata su simulazioni di Segugio.it e dati forniti dalle singole banche).

Perché il conto deposito e perché ora

I conti deposito nella fase attuale possono essere una valida opzione di parcheggio della liquidità a breve termine, anche più attraente delle principali alternative (Etf monetari e titoli di Stato brevi) per due motivi. Primo, a differenza di un Etf basato sui tassi overnight di Bce (ad esempio lo Xeon di Xtrackers), i conti deposito non recepiscono immediatamente il cambio di politica monetaria di Francoforte, anche se è verosimile che le banche possano adattare l’offerta ai nuovi tassi in tempi piuttosto rapidi.

Secondo, e forse più importante: parcheggiare il denaro in un conto deposito oggi significa cristallizzare un rendimento praticamente certo senza esporsi alle fluttuazioni di mercato che, per gli strumenti di parcheggio della liquidità, sono la diretta emanazione delle mosse della Bce.

Le controindicazioni

Al contempo, il conto deposito ha alcuni punti deboli che invece non si hanno con altri strumenti di liquidità, a cominciare dai già citati Etf che investono in massima parte in titoli governativi a cortissima scadenza. Pertanto, la loro tassazione è variabile ma più vicina al 12,5% che non al 26% dei conti deposito. Oltre all’aspetto fiscale c’è quello della diversificazione: con un Etf si investe in tanti titoli di Stato, con il conto deposito si fa all-in su una sola banca per quanto, a onor del vero, va ricordato che i depositi fino a 100 mila euro sono garantiti dal Fondo Interbancario.

Ma soprattutto i conti deposito, specie quelli con formula vincolata che rendono di più, sono meno liquidi rispetto agli Etf. Smontare la propria posizione può quindi risultare complesso se non proprio impossibile: un peccato se, come ipotizzano vari analisti, il nuovo taglio della Bce sbloccherà opportunità di investimento sui mercati - azionari in primis - pronte a essere colte da chi finora è rimasto alla finestra.

Guida alla scelta

In genere il conto deposito assolve a una funzione ben specifica: un parcheggio di liquidità quando si ha la certezza di dover usare quel denaro al termine del vincolo, per un obiettivo finanziario ben preciso. Ad esempio pagare le tasse, le assicurazioni sui mezzi di trasporto, le spese condominiali. Insomma, tutti quei costi fissi, ricorrenti e facilmente prevedibili.

Invece per chi vuole rimanere alla finestra o vuole costruire un fondo di emergenza per spese impreviste si può valutare, a seconda delle offerte sul mercato, se scegliere un deposito svincolabile o un Etf monetario, considerando sempre anche le differenze di fiscalità tra i due strumenti. Attualmente il tasso di riferimento degli Etf monetari come Xeon, l’Euro Short-Term Rate (Estr), viaggia intorno al 2,161%. Aggiunti 8,5 punti base (questo è il meccanismo degli Etf monetari) il loro tasso si aggira oggi intorno al 2,24%. Si tratta, va ribadito ancora, di un tasso variabile: quando la Bce taglia, questo valore scende. Morale: se si investe in Etf cristallizzare un rendimento è impossibile. Anche se i profili di rischio di questi fondi quotati sono in genere particolarmente bassi. (riproduzione riservata)



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