Fine anno, tempo di fare bilanci. Anche sui costi dei conti correnti. Un’attenzione alle spese che oggi deve essere alta a maggior ragione considerando che, come emerge dai dati Abi, la liquidità delle famiglie parcheggiata sui depositi bancari è di nuovo in aumento. A novembre è tornata a superare quota 1.800 miliardi (1.860 miliardi, +2,4% rispetto a novembre 2024), livello che non si registrava da dicembre 2022 (quando aveva toccato 1.850 miliardi per via dei risparmi accumulati nella pandemia e prima che l’inflazione si abbattesse sulle uscite delle famiglie). Dal consueto osservatorio di MF Milano Finanza, condotto su un panel di 19 istituti bancari, incluso il Banco Posta, emerge che i costi medi annui di questo campione sono passati da 146,8 euro di inizio 2025 ai 156,6 euro di questo mese di dicembre. Chi sperava che il 2025 avrebbe portato con sè un ribasso dei costi, non è stato quindi accontentato.
Una tendenza al rialzo che arriva dopo i dati a consuntivo sul 2024 di Banca d’Italia che nella sua ultima indagine sui costi dei conti correnti, pubblicata nei giorni scorsi, ha rilevato per i c/c bancari una spesa che lo scorso anno ha ripreso a lievitare attestandosi a 101,1 euro, 0,4 euro in più rispetto al 2023 quando era diminuita di 3,3 euro (grafico in pagina). I conti online permettono di pagare meno, ma pure qui ci sono stati aumenti: nel 2024 il costo medio è di 30,6 euro, 1,7 euro in più rispetto all’anno precedente. Rincari anche per i conti del Banco Posta: 71,6 euro, in crescita di 4,3 euro sul 2023 (dopo che nel 2023 e nel 2022 erano saliti rispettivamente di 7,7 e 1,6 euro). Lo studio di Banca d’Italia raccoglie informazioni analitiche sulle spese di gestione effettivamente sostenute dalle famiglie nel corso di un anno e documentate negli estratti conto.
L’analisi di MF Milano Finanza è invece condotta sugli Icc (l’Indicatore dei costi complessivi annui), un dato che gli istituti devono calcolare secondo le regole della stessa Banca di Italia ottenuto sommando i costi annuali del conto modellati su sei profili tipo di utilizzo (sia online sia in filiale) e per i conti a pacchetto. I sei profili sono: giovani (164 operazioni all’anno), famiglie con bassa operatività (201), media operatività (228), elevata operatività (253), pensionati con bassa operatività (124) e media operatività (189).
L’Icc non comprende l’imposta di bollo di 34,2 euro l’anno su giacenze sopra i 5 mila euro e gli interessi attivi e passivi. L’indicatore è riportato nel documento informativo sulle spese del conto che le banche devono mettere a disposizione nei propri siti e anche negli estratti conto annuali.
Quindi nella fase di scelta di un conto, l’Icc dà una previsione del costo annuale del conto consentendo di fare una stima di spesa che dovrà sostenere, mentre annualmente con la ricezione del rendiconto riepilogativo del conto, l'Icc fornisce un valore di riferimento con cui il correntista può confrontare le spese effettivamente sostenute, in base alle operazioni svolte per verificare la congruenza del profilo tariffario rispetto alle proprie esigenze. Nel 2024, dice Banca d’Italia, la quota di clienti che ha sostenuto una spesa di gestione inferiore all’Icc è stata pari al 69,5%; per questi conti la spesa di gestione è stata pari a 81,5 euro a fronte di un corrispondente Icc medio di 365,2 euro; per il restante 30,5% dei conti, la spesa di gestione è stata superiore all’Icc (143,6 euro a fronte di un Icc di 58 euro).
Proprio per mettere a confronto le spese dei c/c e capire se sia il caso di cercare un’offerta più conveniente all’interno della stessa banca o anche, con la portabilità, cambiando istituto, MF Milano Finanza ha aggiornato la mappa (tabella in pagina) dei costi dei principali conti correnti tradizionali e on-line sul mercato in questa fine 2025 e la loro evoluzione nel corso dell’ultimo anno. L’analisi si basa sull’Icc per il profilo famiglie operatività media, ovvero 224 operazioni l’anno, e per il profilo giovani. E conferma che con i c/c online si può risparmiare.
Per le famiglie ad esempio Arancio Più di Ing ha un Icc pari a zero perché non prevede canone con accredito stipendio/pensione o entrate di almeno mille euro al mese (altrimenti costa 5 euro al mese). Per under 30 il canone è sempre azzerato per aperture entro il 28 febbraio 2026. Per tutti inclusi gratis anche canone carta di debito, di credito e bonifici Sepa anche istantanei. Chi apre questo c/c (sia nuovo cliente sia già cliente) entro il 24 gennaio 2026 può avere accesso poi al conto di deposito Arancio che dà il 4% lordo annuo per sei mesi (fino a un importo massimo depositato di 50 mila euro). Tra i più economici per le famiglie ci sono anche il conto Widiba Start (gruppo Mps) con un Icc di 53,4 euro per l’utilizzo in filiale di 20 euro per l’online. Ai nuovi clienti (apertura entro il 21 gennaio) Widiba offre il 3% annuo lordo sui vincoli a sei mesi di almeno 5 mila euro e il canone azzerato per un anno (altrimenti 4,5 euro al mese, poi azzerabile a determinate condizioni). Anche Widiba offre bonifici Sepa ordinari e istantanei gratuiti e carta di debito gratis. E sempre per operatività digitale spicca l’offerta del conto Webank (Banco Bpm) con un Icc di 24 euro. Anche Webank ha un’offerta promozionale: prevede l’azzeramento del canone mensile (pari senza riduzione a 2 euro) e il 2% annuo di remunerazione fino al 31 marzo prossimo su giacenze tra 3 mila e 100 mila euro, per nuovi correntisti che richiedono l'apertura on line entro il 21 gennaio.
Intanto sono in corso diverse promozioni dedicate ai nuovi clienti da parte delle banche che in questo modo cercano di arginare l’avanzata delle challenger bank come Trade Republic, Scalable Capital e Revolut che offrono conti correnti senza costi. Ad esempio in Unicredit il canone mensile di Genius di 1,90 euro è azzerabile con accredito di stipendio o pensione maggiore o uguale a 750 euro. Gli Icc in tabella tengono conto dell'applicazione di questo sconto. E in Intesa Sanpaolo per il Xme Conto Gold con accredito di stipendio o pensione il canone mensile di 10,9 euro è scontato di 5 euro (ed è azzerabile a determinate condizioni). Prevista anche carta di debito e di credito a canone azzerato. Intesa Sanpaolo ha anche uno sconto per gli under 35 del conto IsyPrime (proposto dalla sua banca digitale Isybank): per aperture entro il 27 aprile 2026 ha imposta di bollo a carico della banca e canone azzerato (altrimenti Isyprime ha un canone pari a 9,9 euro al mese e un Icc di 150,70 euro per il profilo giovani e di 170,60 euro per famiglie operatività media online). L'Icc di 31,90 euro si riferisce alla carta prepagata che ha questo costo annuo. (riproduzione riservata)
