Con l’internalizzazione del business assicurativo Vita, Unicredit creerà la quarta compagnia assicurativa nel mercato italiano con un totale di oltre 8,6 miliardi di premi, gestirà direttamente oltre 45 miliardi di risparmi e al 2027 vedrà aumentare i ricavi da attività di insurance del gruppo guidato dal ceo Andrea Orcel di oltre 400 milioni.
A dare i numeri dell’operazione è Alessandro Santoliquido, a capo del business assicurativo di Unicredit, nominato amministratore delegato delle due compagnie assicurative rilevate nei giorni scorsi da Cnp e da Allianz e ribattezzate rispettivamente Unicredit Life Insurance (Uli) e Unicredit Vita Assicurazioni (Uva), con la designazione, come presidenti rispettivamente di Camillo Candia (tra le altre cose ex ad di Zurich Italia) e di Romano Artoni (ex Unicredit). «Il riacquisto delle quote delle due joint venture ha ottenuto il via libera dalle autorità, passando anche per il vaglio del golden power. L’integrazione tra le due compagnie, che avverrà con la fusione di Unicredit Vita Assicurazioni in Unicredit Life Insurance prevista nel 2026, dovrà essere validata da un nuovo processo autorizzativo», spiega Santoliquido.
Un’operazione che vale complessivamente 1,4 miliardi di euro. In particolare 619 milioni sono stati impiegati dalla banca per il riacquisto del 51% di Cnp Unicredit Vita, e arrivare al 100% della compagnia, e altri 790 milioni per fare la stessa operazione con Unicredit Allianz Vita (prima detenuta al 50%).
L’impatto dell’operazione sul rapporto Cet1di gruppo è previsto di 25 punti base che dovrebbe essere riassorbito con lo «sconto di capitale» previsto dal meccanismo del Danish compromise conseguente al riconoscimento di Unicredit come conglomerato finanziario.
L’iter per l’autorizzazione davanti alla Bce è stato avviato in questi giorni, subito dopo il riacquisto delle quote delle joint venture e il via libera dell’autorità europea dovrebbe arrivare entro l’anno.
«L’obiettivo è costruire una società assicurativa più efficiente, per qualità di prodotti, servizio al cliente e redditività, in un settore che nel 2024 ha generato per la banca 580 milioni di commissioni di distribuzione, e oltre 100 milioni di euro di utili derivanti dalla partecipazione azionaria nelle due compagnie», dice ancora Santoliquido. Cnp Unicredit Vita, lo scorso anno, ha registrato un utile di 117 milioni e ha deciso di pagare 150 milioni di dividendi (di cui 73 milioni alla banca di Piazza Gae Aulenti e 76 milioni alla compagnia assicurativa francese) mentre da Unicredit Allianz Vita è arrivato un utile netto di 28,1 milioni, per una cedola complessiva di 70 milioni, grazie all’eccesso di capitale disponibile. Guadagni che, da ora in poi, Unicredit potrà tenere tutti per sé, aumentando anche significativamente le sinergie di costo.
«Il piano prevede che gli attuali costi di Unicredit Life Insurance, che oggi gestisce circa 15 miliardi di riserve Vita, aumentino di circa il 50% a fronte però di un portafoglio in gestione triplicato grazie all’integrazione di 30 miliardi di riserve derivanti da Unicredit Vita Assicurazioni».
Nel ramo Danni resta invece saldo il rapporto di Unicredit con Allianz nella joint venture Unicredit Allianz Assicurazioni, compagnia detenuta al 50% dai due partner che ha chiuso il 2024 con un utile netto di 38 milioni. L’accordo scade nel 2027. (riproduzione riservata)