
La diversificazione degli investimenti è uno dei pilastri della gestione del rischio finanziario ma non sempre i principi di questa strategia sono noti, soprattutto perché si tratta di una strategia dinamica, i cui presupposti variano in funzione delle diverse fasi di mercato.
Per questo motivo la società di consulenza finanziaria indipendente IoInvesto Scf ha redatto un vademecum attraverso cui fornire le indicazioni di base per una corretta diversificazione. E lo ha fatto ipotizzando un modello di portafoglio da 50.000 euro basato su sei tipologie di asset: Etf in azioni, obbligazioni, Reits, commodity, fondi alternativi e liquidità.
Nell'elenco di IoInvesto non vi sono invece fondi comuni d'investimento, forex e criptovalute. I consulenti finanziari indipendenti, infatti, solitamente limitano l'investimento in fondi in quanto considerati mediamente più costosi degli Etf a livello di gestione. Va infine detto che la strategia di diversificazione di IoInvesto è una strategia esemplificativa e deve essere adattata in base alla tolleranza al rischio di ciascuno, agli obiettivi finanziari e all'orizzonte temporale.
Le azioni tendono ad avere rendimenti elevati nel lungo termine, ma comportano anche un rischio maggiore rispetto ad altri asset. Per questo la strategia prevede di utilizzare lo strumento degli Etf (exchange traded fund, cioè quote di fondi quotati in borsa) che nella maggioranza dei casi replicano pedissequamente un indice azionario.
Su questo assett IoInvesto suggerisce di puntare su azioni globali (cioè di tutto il mondo, non limitate ad aree geografiche specifiche) e con una percentuale di portafoglio del 30% (15.000 euro), per esempio su Etf che replica un indice come l'Msci World. Ma non è tutto.
Altri Etf potrebbero essere utilizzati in una percentuale del 10% (5.000 euro) sui mercati emergenti, che presentano un rischio maggiore (ed ecco perché in quantità più limitata) ma anche ha potenzialità di crescita più elevate.
Le obbligazioni (o bond) sono generalmente meno volatili delle azioni e possono offrire un flusso di reddito stabile. Ve ne sono di diverse categorie, ma le principali sono le obbligazioni governative (emesse da Stati) e le obbligazioni societarie (corporate, emesse da società private).
Per quanto riguarda le prime, IoInvesto indica obbligazioni governative a breve termine (quindi con scadenza entro 3-5 anni) e ad alta qualità (con rating alto). Su queste il 20% (10.000 euro) "può offrire stabilità al portafoglio".
Per le obbligazioni societarie (generalmente un po' più rischiose delle governative anche se di alta qualità), un ulteriore 10% (5.000 euro) "può offrire un rendimento leggermente superiore rispetto alle obbligazioni governative". Anche in questo caso, maggior rischio corrisponde a maggior gudagno potenziale e a un volume d'investimento inferiore.
I sono società-veicolo (in Italia quotate al Miv, Market of investment veichles) che consentono di investire sul mercato immobiliare senza la necessità di acquistare proprietà fisiche. Reits è l'acronimo inglese, mentre in italiana la normativa le definisce Siiq (Soceità d'investimento immobiliare quotate). Esistono anche Etf che hanno come sottostanti le Siiq.
In qusto caso l'indicazione è di investirvi un altro 10% (5.000 euro) proprio per sfruttare, con un discreto margine di rischio, il mercato immobiliare.
Ciò che viene comunemente definito commodity sono le materie prime, come oro, petrolio o zucchero. Nel caso della diversificazione proposta, secondo IoInvesto "possono agire come copertura contro l'inflazione e diversificare ulteriormente il portafoglio". Il consiglio in questo caso è di puntare sull'oro, ma solo con il 5% del capitale (2.500 euro), cosa che può essere fatta anche con uno specifico Etf.
I fondi alternativi (anche Aim, alternative investment fund) possono includere hedge funds, private equity o altri investimenti non tradizionali. In Italia alcuni di essi sono quotati sul Miv e altri sull'Egm (Euronext Growth Milan). La percentuale per questo asset è il 5% (2.500 euro) "per accedere a strategie di investimento non correlate ai mercati tradizionali".
Tenere qualche soldo sul conto è sembre una buona regola, anche perché ciò consente di avere una capitale pronto da utilizzare nel monento in cui nascono nuove opportunità. Tuttavia liquidità non è sinonimo di "non investimento", quanto più, appunto, di "immediata disponibilità".
Infatti è possibile per esempio mantenerla su un conto di deposito, su un conto di risparmio ad alta redditività o in strumenti del mercato monetario. Il 10% (5.000 euro) è la parte di capitale indicata.
Il portafoglio base di IoInvesto Scf