Si allunga l’elenco dei nomi noti della finanza pronti a scommettere su Wallife, la società assicurativa lanciata da Fabio Sbianchi nel 2020 per offrire coperture legate ai nuovi rischi derivanti dall’uso degli strumenti tecnologici. L’ultimo ad aver investito nell’insurtech, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è Claudio Costamagna. Il manager, che tra le altre cose è stato presidente di Cassa Depositi e Prestiti e responsabile Italia e chairman di Goldman Sachs sim, avrebbe rilevato tramite la sua 4C Holding srl il 2% delle azioni di Wallife dallo stesso Sbianchi che continua a detenere la quota maggiore dell’assicurazione, pari al 40%.
Nel capitale della società (che tecnicamente è una mga, ovvero una grande agenzia con ha alle spalle assicuratori che scrivono il rischio sui propri libri) ci sono già investitori importanti, alcuni entrati tramite la prima raccolta di capitale da 4 milioni, nel 2020, altri con il successivo round da 12 milioni chiuso nel 2022: tra questi il fondo United Ventures diretto da Massimiliano Magrini che ha investito 8 milioni, Ettore Riello, membro della dinastia del nord est che diversifica dall’elettronica alle macchine utensili, la Alfin, la cassaforte di Nerio Alessandri, patron di Technogym, leader mondiale delle apparecchiature fitness o, ancora, Itacha, srl di Luigi Berlusconi, quinto figlio di Silvio.
Ma c’è anche Simone Verri, super esperto di tecnologia che lavora in Goldman Sachs e che, sempre in questi giorni ha deciso di accrescere il suo investimento al 2%.
Ad attrarre sono le potenzialità di un mercato destinato evidentemente a svilupparsi e a crescere, con la società pronta ad accelerare anche in conseguenza del ritorno di Sbianchi che nel suo curriculum vanta anche l’avvio di un’altra società tecnologica di successo, Octotelematics. Sbianchi dopo essere stato presidente di Wallife, ne ha preso il timone come amministratore delegato a maggio del 2024 spingendo su nuovi accordi e su nuove polizze. Il prodotto di punta dell’azienda è oggi la copertura assicurativa dedicata al furto di identità digitale, che ha superato i 50 mila contratti grazie anche alle partnership firmate con Fastweb, con Infocert (società che offre lo spid) e con Sbs (società leader nelle cover dei telefonini). Altri operatori tlc sarebbero pronti a loro volta a distribuirla, mentre Wallife si appresta a lanciare nuove polizze, da coperture viaggi da sottoscrivere in tempo reale, che grazie alla tecnologia misurano i rischi effettivi della città dove si soggiorna, fino a polizze su misura per i nuovi influencer. I piani prevedono che entro fine anno le polizze superino quota 150 mila, con un fatturato di 2,2 milioni destinato ad arrivare a 7-8 milioni nel 2026.
A metà dell’anno prossimo verrà poi lanciato l’ultimo round per accelerare la crescita, ma intanto a settembre si chiuderà l’offerta da 3 milioni di euro di un convertendo. Anche in questo caso pronti a entrare ci sarebbero nuovi soci di peso e chi (come United Ventures) è pronto a confermare la fiducia in Wallife. (riproduzione riservata)