Cdp Venture Capitale punta sulla transizione digitale e su quella green. Grazie alla spinta dei fondi del Pnrr la società di investimento italiana controllata da Cassa Depositi e Prestiti ha puntato sulle startup innovative e tecnologiche italiane, con una rilevante quota nel Sud Italia.
«Una scommessa che ad un anno di tempo dal lancio di due fondi ad hoc, possiamo dire, sia stata vincente». Così Alessandro Scortecci, il direttore Investimenti Diretti di Cdp Venture Capital fa il punto in anteprima con MF-Milano Finanza sui fondi Digital Transition Fund e Green Transition Fund.
Il primo fondo, da 400 milioni di euro, è dedicato alla transizione digitale, mentre il secondo, da 250 milioni, guarda invece a tutte le opportunità che riguardano la transizione verde.
«Ciascuno di questi due fondi risponde a criteri concreti per individuare e selezionare le realtà da sostenere», spiega Scortecci sottolineando che in «poco più di un anno di operatività abbiamo già impegnato il 70% delle risorse che ci sono state assegnate. Contiamo di concludere la fase di investimento nel corso del 2026, anche tenendo conto della revisione degli obiettivi appena conclusa dalla Commissione».
In particolare, entrambi i fondi intervengono sia in modo «diretto», con strumenti convertibili o entrando nel capitale di giovani imprese, sia in modo «indiretto», investendo a loro volta in altri fondi di Venture Capital.
Complessivamente le due iniziative hanno sottoscritto 9 ulteriori fondi di Venture Capital e investito direttamente o indirettamente in ben 56 aziende che investono e che hanno sede operativa in Italia.
«È importante sottolineare che circa il 40% delle aziende interessate si trovano al centro o al sud Italia. Così come anche l’impatto che questi investimenti hanno generato. Le due misure sono state in grado di attrarre coinvestimenti privati in una leva di quasi 2x per cui ogni euro investito ne ha attratti quasi due da investitori privati con una significativa presenza di investitori internazionali», spiega il direttore. Tra i fondi internazionali che si sono affacciati ad oggi ci sono principalmente fondi di Venture Capital europei, «ma anche fondi statunitensi cominciano ad essere interessati al nostro ecosistema», assicura Scortecci.
Non solo. L’impatto in termini occupazionali dal momento dell’ingresso dei fondi nel capitale delle imprese è stato di 227 nuovi posti di lavoro. «Un aspetto significativo. Allo stesso tempo considerando anche i ricavi accumulati, le start up nelle quali abbiamo investito sono cresciute circa del 60%, aumentando il giro d’affari e, quindi, l’impatto economico».
Nello specifico, il fondo Green Transition, che gestisce appunto risorse pari a 250 milioni di euro, guarda alla transizione ecologica, declinata in particolare su cinque settori di innovazione: la filiera delle rinnovabili intesa come tecnologie a supporto di questo inevitabile cambio di paradigma energetico, lo storage come conservazione di energia prodotta da fonti rinnovabili da immettere nel sistema in caso di necessità, l’economia circolare, la mobilità elettrica e l’efficientamento energetico degli edifici.
Ad oggi ha investito 173 dei 250 milioni assegnati, generando investimenti diretti in 8 startup: Energy Dome, Daze, HBI, Renewcast, Arsenale Bioyards, Reefilla, Mole Urbana e Tulum Energy e investimenti indiretti in tre diversi Fondi: Primo Climate, 360 Capital e Algebris che ad oggi hanno investito in cinque ulteriori startup. I principali settori di investimento sono stati la mobilità e la ricerca per le energie rinnovabili.
Il fondo Digital Transition, con dotazione da 400 milioni di euro, è intervenuto, invece, principalmente per sostenere la digital transition delle aziende italiane investendo in segmenti come: Fintech, CyberSecurity, Digital Health, Microelettronica e IndustryTech. In totale sono stati allocati 274 milioni, pari al 69% del capitale disponibile, distribuiti in 16 startup in cui si è investito direttamente: Viceversa, Leaf Space, Soplaya, Radical Storage, Lymphatica, Otoqi, Ebamed, Spoki, Next Generation Robotics, Camgraphic, Imatra, BKN301, Serenis, Shop Circle, Alba Robot e Digital Brokerage Europe e in sei fondi in cui si è investito indirettamente: 360 Digitaly, Techshop I, Fondo Vertis Venture 6 Digital Sud, Programma 103R Digital, Step Fund, e IFF Expansion Fund che a loro volta hanno investito in ulteriori 19 aziende.
Tutte startup «che presentano un potenziale di crescita significativo. Operiamo con logiche di mercato. tanto è vero che, a titolo esemplificativo, le aziende in portafoglio hanno mostrato una crescita anno su anno del fatturato di + 60% dimostrando la capacità degli imprenditori di avere successo nel mercato». Una strategia questa di Cdp Venture Capital che continua a guardare al futuro. (riproduzione riservata)