L’appuntamento è nel primo pomeriggio. Il consiglio di amministrazione di Generali si riunirà mercoledì 7 maggio alle 14.30 e inizierà a valutare l’ops annunciata da Mediobanca sulla totalità delle azioni di Banca Generali.
Più precisamente non si entrerà ancora nel dettaglio dell’operazione, ma si inizierà ad avviare il processo valutavo, anche perché deve ancora essere costituito il Comitato parti correlate che dovrà occuparsi dell’offerta di Piazzetta Cuccia.
All’ordine del giorno del consiglio di amministrazione, dopo il rinnovo delle deleghe al group ceo Philippe Donnet e al presidente Andrea Sironi, c’è infatti proprio la formazione dei sei comitati endoconsiliari che costituiscono la governance della compagnia assicurativa: ovvero il comitato controllo e rischi, quello per le remunerazioni e le risorse umane, il comitato per le nomine e la corporate governance, per l’innovazione e la sostenibilità sociale e ambientale, il comitato investimenti e appunto per le parti correlati.
Ad anticipare che il cda del Leone di Trieste inizierà a discutere dell’operazione su Banca Generali è stato nei giorni scorsi lo stesso presidente Andrea Sironi e il mercato si attende dalla compagnia un giudizio positivo per un’operazione che prevede che l’istituto di Piazzetta Cuccia corrisponda 1,7 azioni Generali (oggi ha il 13% del capitale di Trieste) ogni titolo di Banca Generali portato in adesione. L’offerta comporta un prezzo implicito di offerta pari a 54,17 euro per azione, con un premio pari all’11,4% rispetto ai prezzi undisturbed del 25 aprile 2025.
Per Generali, che di Banca Generali ha oggi il 50%, significherebbe ricevere azioni della compagnia per il 6,5% del capitale, con un lock up di un anno. Ad esprimere una valutazione positiva sull’ops è già stato l’amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris, che ha parlato di un’operazione che ha senso industriale, e anche Francesco Milleri, presidente di Delfin con partecipazioni sia in Generali (9,82%) sia in Mediobanca (19,81%) ha aperto all’ops.
Tornando alla costituzione dei comitati endoconsiliari (formati da 4 o 5 membri) se verrà mantenuto l’assetto delle prevedente governance in ognuno dei organi siederà uno dei tre rappresentati della lista di minoranza in consiglio (Flavio Cattaneo, Fabrizio Palermo e Marina Brogi).
Nessuna discussione è invece prevista in consiglio riguardo alla joint venture con Natixis nell’asset management che dovrebbe dare vita al nono gestore al mondo: le consultazioni con i sindacati dovrebbero infatti concludersi solo tra metà e fine maggio e ad oggi non ci sarebbe quindi nessun passaggio ulteriore da fare nel board che ha già votato il memorandum of understanding. (riproduzione riservata)