L’inverno del venture capital è arrivato anche in Italia. La piattaforma immobiliare Casavo taglierà del 30% all’organico che oggi conta circa 500 persone. L’obiettivo è ridurre i costi e accelerare il percorso verso il pareggio di bilancio, evitando il ricorso a nuovi aumenti di capitale. Il piano di licenziamenti annunciato riguarderà Italia, Spagna e Portogallo, Paese da cui la startup intende uscire per concentrarsi sui mercati principali: Milano, Roma, Torino, Madrid, Barcellona e Parigi.
Fondata nel 2017, Casavo è nata come piattaforma per l'acquisto diretto di case, ma si è evoluta nel tempo in un portale immobiliare a tutto tondo. La società compra direttamente abitazioni per poi ristrutturarle e rivenderle oppure mette in contatto i proprietari con potenziali acquirenti tramite una rete di agenzie partner. Offre poi una serie di servizi ancillari come la consulenza sui mutui e la successiva gestione delle pratiche con la banca. Un modello di successo che a luglio 2022 ha consentito a Casavo di chiudere un round da 100 milioni, guidato da Exor, e di ottenere un finanziamento di 300 milioni da parte di un gruppo di banche che include Intesa Sanpaolo, l'israeliana Viola Credit, Goldman Sachs e il gestore D.E. Shaw.
Negli ultimi mesi, però, la situazione macroeconomica è radicalmente mutata. Quanto al settore immobiliare, l’inflazione e il conseguente rialzo dei tassi hanno fatto schizzare gli interessi dei mutui, frenando la domanda soprattutto nel settore residenziale. Quanto al venture capital, la violenta correzione dei titoli tecnologici quotati ha ostruito un canale di disinvestimento per i fondi di venture capital, bloccando gli investimenti soprattutto nelle scale-up, ossia le startup più mature e teoricamente più vicine all’exit. Da qui la decisione di Casavo e altre aziende di tagliare il personale e di ricalibrare la strategia per accelerare il percorso verso il profitto.
La strategia per i prossimi anni sarà incentrata sul consolidamento del Marketplace Casavo, la piattaforma che agevola l’incontro tra venditori e acquirenti attraverso un'esperienza digitale e integrata. Gli acquisti diretti saranno di conseguenza ridotti, a causa dell’elevata volatilità del mercato che la startup prevede proseguirà per tutto il biennio 2023/24. Questo scenario, spiega una nota, ha portato Casavo a riconsiderare la necessità di alcuni ruoli e l'esternalizzazione o la rimozione di attività operative lungo il ciclo della transazione. Ne scaturisce una riduzione del 30% del personale che sarà attuata nel corso del 2023. «Si tratta di una scelta difficile, ma siamo convinti che sia la cosa giusta da fare data l’incertezza di mercato e nel miglior interesse di Casavo nel lungo termine», ha sottolineato l’ad e fondatore della società, Giorgio Tinacci. «Abbiamo sempre agito in modo trasparente, equo e con rispetto nei confronti delle nostre persone e continueremo a farlo anche in questo contesto. Ci prenderemo cura di chi sarà impattato da questa decisione grazie a una serie di iniziative volte a garantire il ricollocamento». (riproduzione riservata)