I numeri e le dinamiche del mercato immobiliare residenziale italiano del terzo trimestre 2025 (luglio-settembre) delineando la chiara inversione di rotta palesatasi nell’ultimo periodo: il caro-affitti sta mettendo sotto pressione la domanda di locazione (e facendo impennare i rendimenti da locazione). Cresce così sempre di più l’interesse di famiglie e investitori verso l’acquisto, mentre i tassi di interesse scendono. È quanto emerge dall’Osservatorio trimestrale del mercato residenziale realizzato da Immobiliare.it Insights.
La forbice tra il mercato delle locazioni e quello delle vendite si allarga in modo significativo. I dati non lasciano spazio a dubbi: la domanda per le case in affitto è diminuita del 16,5% rispetto allo stesso trimestre del 2024. Parallelamente, la domanda per le case in vendita è cresciuta del 12,4%, ribadendo i segnali incoraggianti emersi già dalla seconda metà dello scorso anno.
Questa dinamica è in gran parte causata dall’accelerazione dei prezzi. Nel trimestre in esame, i canoni d’affitto sono aumentati del 6%, un incremento di oltre il doppio rispetto al 2,6% registrato dalle quotazioni di vendita. Attualmente, affittare in Italia costa in media 14,3 euro al metro quadrato, mentre l’acquisto si attesta a 2.114 euro al metro quadrato.
«La tendenza è ormai chiara: le compravendite sono ripartite con maggiore slancio, sostenute da una rinnovata fiducia da parte degli acquirenti, da condizioni creditizie in lieve miglioramento e da una maggiore stabilità economica generale», spiega Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. Al contrario, «il mercato delle locazioni sta attraversando una fase di rallentamento, segnando una prima battuta d’arresto dopo il boom post-pandemia. Si intravedono tensioni del mercato, derivanti da un aumento dei canoni più che proporzionale all’aumento dei salari, soprattutto nelle grandi città».
L’aumento vertiginoso dei canoni di locazione ha un effetto collaterale ma cruciale per chi investe nel mattone: l’incremento dei rendimenti. Se nel 2019 il rendimento medio lordo da locazione si attestava intorno al 6,1%, l’attuale caro-affitti lo ha spinto fino all’8,1%. Questo rende il mattone, in un contesto di tassi di interesse che iniziano a stabilizzarsi, un asset finanziario estremamente attrattivo. L’offerta di immobili in affitto è salita del 29,3% in un anno: un segnale dello spostamento della domanda verso l’acquisto ma anche, probabilmente, del progressivo aumento di chi decide di investire per mettere a reddito il proprio immobile.
La corsa degli affitti è palese soprattutto nel centro Italia, dove si è registrata una crescita dei canoni di oltre il 10% su base annua. Non a caso, è anche l’area in cui la domanda è calata maggiormente (-19,6%). Nelle grandi città (oltre i 250 mila abitanti), il calo della domanda è ancora più drastico, segnando un -26,4%, a fronte di un’offerta che schizza al 40%. Tra i capoluoghi, Milano si conferma la città più costosa sia per l’affitto che per l’acquisto anche se dopo la corsa degli ultimi anni, il trend di crescita sembra ora essersi arrestato. L’aumento più significativo degli affitti si registra comunque a Roma (+11,2% nel trimestre), probabilmente grazie all’effetto Giubileo, e a Firenze (+5,3% in un anno).
Sul fronte delle vendite, il trend di ripresa è diffuso in tutto il Paese, con le Isole che guidano l’incremento della domanda (+15,3%). Sebbene i prezzi di vendita siano saliti in modo più contenuto, è il Nord-Est a far segnare il rialzo maggiore nei valori (+4,6%). Nelle grandi città, i prezzi di vendita crescono in modo più sostenuto rispetto ai piccoli centri (+5% vs +2,1%), suggerendo una rinnovata fiducia nelle principali piazze economiche, nonostante l’elevato costo d’ingresso. (riproduzione riservata)