Dopo il forte rimbalzo iniziato nel secondo semestre del 2024 e culminato nei primi mesi del 2025, il mercato immobiliare italiano entra in una fase di stabilizzazione. Il settore mantiene segnali di vitalità, ma con una crescita più moderata rispetto al periodo di espansione precedente. A disegnare l’andamento del settore da qui ai prossimi tre anni è il 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025 realizzato da Nomisma.
A sostenere le compravendite è stato soprattutto il segmento assistito da mutuo (favorito dai tassi di interesse più bassi), che nel primo semestre del 2025 ha registrato un aumento del +25,5%, mentre le transazioni effettuate con liquidità sono rimaste sostanzialmente stabili. Questo dinamismo secondo Nomisma porterà a un incremento complessivo delle compravendite del 5,5% entro fine anno, confermando una ripresa continua ma meno frenetica rispetto al picco degli anni scorsi. Guardando al prossimo triennio, le transazioni di abitazioni continueranno a crescere, seppur con incrementi più contenuti: +0,9% nel 2026, +0,7% nel 2027 e +1,4% nel 2028 superando le 780 mila transazioni.
Sul fronte dei prezzi delle abitazioni la crescita continua ma a un ritmo decisamente più contenuto: +0,6% nel secondo semestre 2025, dopo il +1,3% del primo semestre. Nomisma sottolinea come il trend dei prezzi stia rallentando, destinato a registrare nel triennio 2026-2028 livelli progressivamente inferiori all’inflazione (+1% nel 2026, +0,7% nel 2027, +0,5% nel 2028). La fase di stabilizzazione riflette trattative più attente e aspettative dei venditori più realistiche.
Mentre i prezzi delle abitazioni rallentano, il mercato della locazione mostra una dinamica più vivace. La domanda di affitto supera ormai quella d’acquisto (51% contro 49%) e spinge i canoni a crescere del 3,5% su base annua. Tuttavia, la crescita non è uniforme: i contratti ordinari registrano una flessione del 2%, i contratti transitori salgono del 3,1%, mentre gli affitti per studenti fanno segnare un balzo del 9,5%. Questo sovraffollamento evidenzia come la locazione risponda sia a esigenze temporanee che a cambiamenti negli stili di vita e nella mobilità lavorativa, oltre a offrire la possibilità di impiegare la liquidità in altri investimenti.
Nonostante il contesto internazionale complesso, con rallentamento economico e tensioni geopolitiche, l’Italia continua a mostrare segnali di attrattiva per gli investitori. Nei primi nove mesi del 2025 gli investimenti immobiliari corporate hanno raggiunto 7,8 miliardi di euro, con un incremento del 21,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e si stima che entro fine anno si possano raggiungere gli 11,5 miliardi di euro, confermando la resilienza del mercato italiano anche in un contesto globale incerto. (riproduzione riservata)