«Lo dico con estrema chiarezza: un grande Paese come l’Italia non si fa e non si farà mai intimidire. Lo dico perché da anni la rete ferroviaria è oggetto di attacchi». È questa la premessa con cui il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha aperto l’informativa urgente alla Camera sulla situazione della rete ferroviaria nazionale degli ultimi giorni.
Sul caos, Salvini, vuole «far parlare la realtà: dopo i dedicati approfondimenti abbiamo riscontrato un quadro di incendi dolosi, esplosioni, guasti, rotture e problemi elettrici. Episodi che si sono verificati con regolarità. Ma che, guarda un po’ la coincidenza, dopo gli esposti non si sono più verificati», ha rivendicato il ministro.
«La prima cosa da fare è scusarsi come giustamente ha fatto Ferrovie dello Stato. Mio dovere è invece spiegare quello che è successo, quello che sta succedendo e come stiamo utilizzando i soldi dei cittadini». Rispetto al caos ferroviario, il ministro ha citato prima gli atti vandalici «è in atto un’operazione di sabotaggio» e dall’altro ha aperto il capitolo cantieri e ritardi.
«Dal 2024 contiamo più di 1.200 cantieri su tutta la rete. Sono cantieri di complessità e valore senza precedenti. Circa 700 sono per nuove opere, mentre i restanti (più di 500) per attività di manutenzione della rete. Si tratta di lavori indispensabili per raggiungere gli obiettivi del Pnrr e rendere la rete ferroviaria più moderna, efficiente e sicura».
«Rispetto al 2022 gli investimenti in nuove opere sono raddoppiati (da 2,8 a 5,6 miliardi di euro). Già un primo incremento è stato riscontrato nel 2023, con 3,9 miliardi di nuove opere. Nel 2020 il valore di investimenti in nuove opere era di appena 1,5 miliardi», ha sottolineato il ministro. «Tutti questi cantieri hanno ricadute sulla circolazione. Ma a differenza delle altre reti ferroviarie europee, dove sospendono le linee per mesi senza preoccuparsi di come garantire mobilità alternativa, in Italia gli interventi infrastrutturali prevedono interruzioni con tempi più brevi, una strategia a tutela dell’intera collettività e a garanzia del diritto alla mobilità».
«Nel 2024, dati ufficiali, i treni di alta velocità hanno avuto una puntualità di quasi il 75%. Se il nocciolo della polemica è questo, mi permetto di segnalare che negli ultimi anni i risultati peggiori si riferiscono al 2018 quando i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti erano stati prima del Pd e poi dei 5 Stelle (68,8% di puntualità) e al 2020, ministro Pd e 70% di puntualità nonostante i pochi cantieri e i pochissimi convogli alla luce del Coronavirus che aveva rallentato tutte le attività», ha concluso il ministro. (riproduzione riservata)