Bunq rilancia sull’Italia. La neobank olandese era già presente nel Paese, ma ora accelera con un iban locale e l’apertura di una succursale a Milano. Nel mirino c’è soprattutto quel milione di nomadi digitali spesso all’estero per lavoro, potenziali clienti che avevano già a disposizione cinque iban europei: olandese, tedesco, francese, spagnolo e irlandese. A questi, d’ora in poi, si aggiungerà quello italiano, un vantaggio soprattutto se il datore accredita lo stipendio solo su un iban locale.
«C’è un cambiamento strutturale nel modo di vivere delle persone, con spostamenti sempre più frequenti e legati in particolare al lavoro», spiega Bianca Zwart, chief strategy officer di Bunq. «Il problema è che la maggior parte delle banche tradizionali continua a incentrare la sua offerta su un singolo Paese, senza guardare alle necessità di chi segue uno stile di vita internazionale. Noi siamo costruiti all’opposto e ci soffermiamo innanzitutto sui bisogni dei nostri clienti».
Oltre ai sei iban, tutti in un’unica app, Bunq propone un conto deposito con un tasso base del 2,01% e interessi pagati ogni settimana. Non ci sono vincoli temporali, ma gli utenti possono attivarli ricevendo una remunerazione leggermente più alta. Questo, però, solo con l’iban olandese. I clienti possono anche investire in azioni (a partire da 10 euro) e criptovalute (la base è 1 euro) già con il conto base, quello senza costi, ma l’offerta diventa più ampia per chi sottoscrive un abbonamento. Ne esistono tre: uno da 3,99 euro, uno da 9,99 euro e l’ultimo da 18,99 euro al mese.
Il pacchetto è completato da un’eSim che permette di risparmiare fino al 90% sui costi di roaming. E in aggiunta, da oggi, ci sarà il bunq-as-a-service, una piattaforma bancaria con cui le aziende potranno integrare i servizi finanziari nei loro prodotti, ad esempio per gestire pagamenti e abbonamenti.
Il tutto basato su un’infrastruttura incentrata sull’AI e con funzioni come la traduzione vocale in 38 lingue, il riconoscimento delle immagini e strumenti intelligenti di budgeting. «Eravamo già presenti in Italia con un’offerta completa, mancava solo l’iban», spiega Zwart. «In futuro potremmo decidere di arricchirla ancora, ad esempio con i prestiti. Prima, però, raccoglieremo i feedback dei nostri clienti perché vogliamo garantire un servizio su misura».
Il lancio dell’iban tricolore arriva dopo che gli utenti italiani di Bunq sono aumentati del 200% in un anno. Così la seconda neobank più grande d’Europa ha superato i 20 milioni di clienti negli oltre 30 Paesi in cui è attiva. Tutta l’Ue è coperta, mercato in cui Bunq opera grazie alla licenza bancaria olandese.
Presto potrebbero aggiungersi quella americana e messicana visto che la fintech ha fatto domanda per riceverle. Un altro passo in avanti per la società fondata nel 2012 ad Amsterdam dall’imprenditore Ali Niknam, la prima neobank in Europa a raggiungere la redditività strutturale e con alle spalle il più grande round di Serie A (193 milioni) ottenuto da una fintech del Vecchio Continente. (riproduzione riservata)