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Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia
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Btp Valore ottobre 2025 conviene? Ecco cosa sapere e quanto potrebbe rendere

08 ottobre 2025, 17:30 Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2025, 11:13

Conto alla rovescia per la nuova emissione del titolo di Stato retail, in collocamento da lunedì 20 a venerdì 24 ottobre. Cazzulani (Unicredit): una raccolta di 8-10 miliardi sarebbe soddisfacente. Tutto quello che c’è da sapere

Conto alla rovescia per la nuova emissione di Btp Valore, il titolo di Stato destinato esclusivamente agli investitori individuali che il ministero dell’Economia collocherà da lunedì 20 a venerdì 24 ottobre (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata.

Il nuovo titolo avrà una durata di sette anni, cedole crescenti nel tempo pagate ogni tre mesi, secondo un meccanismo step-up di 3+2+2 anni, mai sperimentato prima. Il premio finale extra per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza sarà pari allo 0,8% del capitale nominale investito. 

Quali tassi aspettarsi

Per sapere i tassi minimi garantiti (assieme al codice Isin che identifica il titolo) bisognerà però aspettare venerdì 17 ottobre. Senza dimenticare che, al termine del collocamento, i tassi potranno essere solo confermati o rivisti al rialzo, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.

Quello che si può fare fin da subito però è ragionare in ipotesi, e provare a capire come potrebbe muoversi il Mef. Il punto di partenza è andare a vedere quanto rendono attualmente i Btp a tasso fisso a sette anni sul mercato secondario, al lordo e al netto della tassazione. Aspetto, quest’ultimo, non secondario, perché a differenza di un normale titolo a tasso fisso il Btp Valore stacca le cedole ogni tre mesi e non ogni sei, con un’implicazione fiscale visto che ogni cedola viene tassata al 12,5%.

Le ipotesi sulle cedole

I tassi fissi a sette anni oggi offrono, secondo quanto calcolato da Skipper Informatica tra il 3% e il 3,2% lordo annuo e più o meno il 2,7% netto. Quindi il Mef, per essere competitivo, dovrà verosimilmente offrire un po’ di più. Tra gli addetti ai lavori una rendimento effettivo lordo annuo realistico per il Btp Valore è considerato tra il 3,4% e 3,5%, che passerebbe al 3-3,05% al netto della tassazione. In questo modo il Btp Valore renderebbe poco meno di un decennale. 

Ma il nuovo titolo di Stato retail offrirà tre cedole distinte: una dopo tre, una dopo cinque e una dopo sette anni. Sempre ai valori attuali, il titolo di Stato triennale a tasso fisso rende circa il 2,3% lordo, il cinque anni è a 2,75% e il sette anni al 3,1%. È realistico però che il Tesoro, per quanto riguarda la seconda e terza cedola, ragioni guardando ai rendimenti forward, che attualmente si aggirano intorno al 3,4% e 4%

Una possibile combinazione

Il Tesoro potrà giocare un po’ con questi valori, considerando anche il premio fedeltà finale dello 0,8%, quindi lo 0,11% ogni anno. 

Quale può essere una possibile combinazione? Un’altra voce che circola tra i desk operativi, anche questa verosimile, è che il Mef andrà a offrire un po’ di più negli ultimi due anni, per invogliare i risparmiatori a tenere il titolo fino alla scadenza anche se i tassi di interesse dovessero scendere ancora, rendendo meno appetibile tenere bond governativi in portafoglio.

Al contempo, potrebbe sacrificare un po’ la prima cedola, perché darne una troppo generosa fin da subito potrebbe andare in controtendenza con l’idea di premiare gli investitori di lungo periodo. Il Tesoro potrebbe quindi optare (in via ipotetica) per un 2,5% (o anche un po’ meno) nei primi tre anni, per poi passare al 3,5% e chiudere al 4,5% nell’ultimo biennio.

In questo modo il rendimento effettivo lordo, considerando anche il premio finale, sarebbe del 3,45%, che passerebbe al 3,02% al netto della tassazione. Se invece il Tesoro si tenesse più conservativo nel primo triennio (ad esempio dando il 2,3%) il rendimento lordo scenderebbe al 3,36%, quello netto al 2,94%.

Le variabili in gioco

Ovviamente, quelle fin qui esposte sono ancora speculazioni: per averne conferma o smentita non c’è altro da fare che aspettare il 17 ottobre. Anche perché nel frattempo ci sarà il giudizio di S&P sul debito italiano (previsto per venerdì 10 ottobre) che potrebbe avere un impatto sulla curva dei titoli di Stato tricolore, soprattutto nella parte delle scadenze corte che nell’ultimo anno è stata la principale beneficiaria del buono stato di salute dei conti pubblici tricolore. 

«Quest’anno il funding del Mef è abbastanza avanzato, quindi il Tesoro non ha la pressione di dover fare una raccolta enorme. Ovviamente l’idea è quella di proporre agli investitori uno strumento appetibile, ma credo che una raccolta nell’ordine degli 8-10 miliardi possa essere considerata soddisfacente», sottolinea Luca Cazzulani, head of strategy di Unicredit.

Come comprarlo

Quel che invece è già certo sono le modalità di acquisto del Btp Valore. Come per le precedenti emissioni, comunica il Mef, il titolo potrà essere acquistato esclusivamente dai piccoli risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli.

L’investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di vedere sottoscritto l’ammontare richiesto. Il titolo, come di consueto, viene acquistato alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e concordati con la propria banca laddove presenti.  (riproduzione riservata)



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