Chi è vicino al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al direttore del debito pubblico Davide Iacovoni sa bene quanto abbiano a cuore le emissioni speciali di Btp, strumenti di investimento pensati sì per finanziare le casse pubbliche, ma anche (e forse soprattutto) per consolidare il rapporto tra Tesoro e risparmio domestico.
E come nelle migliori storie d’amore, con il nuovo Btp Valore in emissione da lunedì 20 ottobre Via XX Settembre ha fatto un bel regalo ai piccoli risparmiatori, portando sul mercato primario un titolo retail a sette anni (il taglio minimo per acquistarlo è di 1.000 euro) che, secondo quanto calcolato da Skipper Informatica, avrà un rendimento a scadenza annuo lordo del 3,248% e netto del 2,842%. I numeri, comprensivi del premio fedeltà finale dello 0,8% (0,11% lordo annuo) per chi lo comprerà in emissione e lo manterrà fino a scadenza, fanno sì che chi comprerà questo nuovo Btp si porterà a casa un sette anni che rende poco meno di un decennale, il cui rendimento si aggira oggi intorno al 3,35%. E molto più di un bond di pari durata: i tassi fissi a sette anni viaggiano infatti sotto il 3% lordo.
Il dato medio finale è frutto di tre cedole dal peso crescente, formula ancora mai sperimentata per questa famiglia di titoli di Stato, la cui ultima emissione (definita «straordinaria» dal Mef) risaliva al maggio 2024, il mese precedente al primo taglio dei tassi da parte della Bce.
La prima cedola, che potrebbe anche essere rivista al rialzo al termine dell’emissione (poco plausibile, trapela dai desk operativi), è del 2,6% per i primi tre anni. Una sorpresa rispetto alla vigilia, visto che gli esperti di mercato si aspettavano un Mef meno generoso all’inizio e più nella parte finale. Il 2,6%, ai rendimenti attuali, significa circa 40 punti base in più rispetto a un tasso fisso a tre anni.
Le successive cedole saranno del 3,1% per il quarto e quinto anno e del 4% per gli ultimi due: un po’ meno delle aspettative, anche perché il Mef dovrà convincere i risparmiatori a tenere in pancia questo titolo per sette anni, una durata un po’ lunga per questi bond speciali, anche in questo caso mai sperimentata prima per il Btp Valore. Secondo gli analisti, il Tesoro si è trovato a fare i conti nell’ultima settimana con una discesa dei rendimenti (e quindi una salita dei prezzi) dei titoli di Stato abbastanza marcata, e avrebbe quindi fatto fatica a offrire un cedolone importante nel biennio finale, a fronte di titoli a tasso fisso a sette anni che viaggiano sotto il 3%.
Il ministero avrebbe quindi optato per un bel premio iniziale rispetto alla curva a tre anni, contando sul fatto che i piccoli investitori non sentiranno comunque l’esigenza di vendere il titolo. Anche perché solo alla fine si può beneficiare del premio fedeltà dello 0,8%.
Come riassume Giorgio Vintani, analista e consulente finanziario indipendente, «il Tesoro ha fortemente incentivato il possesso fino alla scadenza, in quanto le cedole più ricche sono al sesto e settimo anno. Il rendimento a tre e a cinque anni sembra competitivo nei confronti dei titoli di pari scadenza emessi sul mercato, ma è solo tenendolo fino a scadenza e incassando il premio fedeltà che si va vicini alla cedola del decennale». Il Tesoro, precisa l’esperto, «si è mostrato generoso incentivando l’acquisto di questa emissione».
Se sul fronte di cedole e premio fedeltà il Tesoro ha fatto senza dubbio bene i compiti a casa, proponendo un titolo molto difficile da battere, non manca qualche perplessità. La prima e più evidente è che le condizioni macroeconomiche e di mercato sono molto differenti rispetto alle precedenti emissioni di Btp Valore. Nelle ultime due, arrivate a distanza di tre mesi l’una dall’altra nella prima metà del 2024, il Mef ha incassato quasi 30 miliardi di euro, chiamando a raccolta più di un milione di risparmiatori. All’epoca però il Tesoro poteva ancora permettersi di offrire, sulla scadenza dei sei anni, uno step-up del 3,25% e 4% nel primo caso e del 3,35% e 3,9% nel secondo.
Insomma, la vera scommessa non è tanto battere quello che c’è sul mercato oggi (il Btp Valore in emissione ci riesce bene), ma riunire sotto la bandiera del debito pubblico i ritardatari delle precedenti emissioni, o magari convincere qualcuno a fare il bis. Va controcorrente Gabriel Debach, market analyst di eToro: «Questo Btp Valore è fatto bene, ma non entusiasma. Rispetto a un normale tasso fisso le cedole sono trimestrali e non semestrali, ma forse offrire qualcosa in più avrebbe incontrato meglio le aspettative del piccolo investitore, a cui questo titolo è dedicato in esclusiva».
Quello al via il prossimo lunedì sarà il terzo collocamento speciale di quest’anno. Il primo, a febbraio, ha riguardato la prima e unica emissione di Btp Più: un bond a otto anni, con tassi crescenti del 2,85% e 3,7% e, in più rispetto al Btp Valore, la possibilità per i risparmiatori di ottenere il rimborso anticipato durante una specifica finestra allo scadere del quarto anno. Btp Più ha raccolto quasi 15 miliardi da 451 mila investitori. Oggi sul secondario (tabella in pagina) tratta poco sopra la pari, ha un rendimento a scadenza lordo del 3,2% e netto del 2,8%. Valori abbastanza confrontabili con il Btp Valore, seppur con scadenza posticipata di un anno: il Btp Più, peraltro, sul secondario si comporta come un normale tasso fisso, visto che la facoltà di rimborso anticipato era prevista soltanto per chi lo avesse comprato in fase di emissione.
Poi, a maggio, il Mef ha rispolverato un suo vecchio classico: il Btp Italia, titolo indicizzato all’inflazione tricolore Foi e disponibile sia per investitori retail sia per istituzionali. Il collocamento si è concluso con una raccolta di 8,8 miliardi e 190 mila contratti: il tasso minimo è stato fissato all’1,85%. Sul secondario oggi prezza 100,8 e, secondo quanto calcolato da Skipper Informatica, offrirebbe al tasso di inflazione attuale un rendimento lordo del 3,2% e netto del 2,77%. Anche in questo caso si tratta di un valore confrontabile con il Btp Valore (la scadenza è peraltro la stessa), tanto più che Btp Italia potrebbe costituire una scommessa nell’ipotesi di una nuova fiammata inflazionistica.
Rispetto ai precedenti collocamenti, sottolinea ancora Debach, «oggi il contesto è diverso: il tasso Bce è sceso al 2,5% dai picchi del 4,5%, e il rendimento offerto riflette questa nuova normalità: competitivo rispetto ai conti vincolati, ma non irresistibile».
In definitiva, quale può essere il ruolo di questo nuovo titolo di Stato in un portafoglio diversificato? «Btp Valore può rappresentare una componente difensiva all’interno della parte obbligazionaria, ideale per chi cerca flussi regolari e stabilità», evidenzia l’esperto. Ha senso, ad esempio, «per chi vuole sostituire una parte della liquidità o dei conti deposito con un titolo a rischio contenuto e rendimento certo, godendo anche di vantaggi fiscali e liquidità». Meno adatto invece, argomenta Debach, «per chi teme un ritorno dell’inflazione o desidera maggiore protezione reale. Per un investitore più dinamico, può essere la base su cui costruire un’esposizione più diversificata e reattiva ai cicli economici». In una semplice frase, conclude, «un titolo da cassetto, come è giusto che sia, più che da scommessa».
Come già anticipato, il nuovo Btp Valore non ha, allo stato attuale, grandi concorrenti sul mercato secondario. Se si dà un’occhiata ai tassi fissi su scadenze confrontabili, l’unico modo per avere rendimenti maggiori è spostarsi sui decennali. Tendendo anche conto del fatto che, visto l’apprezzamento dei bond sovrani tricolore in atto da inizio anno (un +4,5% medio per le scadenze considerate), è difficile trovare ancora qualcosa che tratti sotto la pari.
Attualmente il titolo più simile al nuovo Btp Valore è un sette anni in scadenza a novembre del 2032, con cedole del 3,25% pagate ogni sei mesi, il che implica una leggera ottimizzazione fiscale rispetto al Btp Valore, che invece corrisponde interessi ogni tre mesi. Il titolo in questione prezza poco meno di 102, ha un rendimento annuo lordo del 2,99% e netto del 2,58%. Insomma, con il nuovo Btp speciale ci si porta a casa quasi 30 punti netti in più all’anno.
Come per le precedenti emissioni di Btp Valore, anche il titolo in collocamento tra lunedì 20 e venerdì 24 ottobre (fino alle ore 13) potrà essere acquistato esclusivamente dai piccoli risparmiatori con un investimento minimo di mille euro, attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli.
Al termine del collocamento il Mef comunicherà i tassi finali, che non saranno comunque inferiori rispetto a quelli minimi garantiti: ad esempio, nella prima e finora unica edizione di Btp Più (la cui caratteristica distintiva è l’opzione di rimborso anticipato alla pari a metà vita del titolo) dello scorso febbraio il Tesoro ha rivisto al rialzo le cedole a collocamento ultimato, alzandole dal 2,8% al 2,85% per i primi quattro anni e dal 3,6% al 3,7% per i successivi quattro.
Prevista anche la consueta tassazione agevolata per tutti i buoni del Tesoro (e i titoli di Stato dei Paesi in white list) al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, e l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50 mila euro investiti in obbligazioni sovrane.
Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma Mot (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite tre banche dealer, che sono Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, e due banche co-dealer: Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Sella. (riproduzione riservata)