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Btp, ultime occasioni prima del ribasso dei tassi?

di Lorenzo Raffo*
19 marzo 2024, 13:54 Ultimo aggiornamento: 14:02

C’è momentanea incertezza sulle evoluzioni future. Un livello decisivo del decennale italiano sotto il quale si manifesterebbe un primo segnale di taglio dei tassi resta così quello del 3,5%

Btp, ultime occasioni prima del ribasso dei tassi?

*Operatore qualificato specializzato nel settore obbligazionario

Se volete seguire i sentiment dei mercati relativamente alla futura politica monetaria della Bce avete un ottimo termometro: è il rendimento del decennale italiano. Molto più reattivo rispetto al classico strumento del Btp future e perfino allo yield del decennale tedesco. Una serie di motivi, soprattutto tecnici, ha portato a questa maggiore capacità di reagire rispetto non solo alle parole e alle indiscrezioni attorno a Eurotower ma anche ai sentiment degli investitori professionali. Ne consegue che la volatilità del dieci anni italiano si sta rivelando una spia di tutto quanto avviene nel contesto della Banca centrale europea.

Basta poco perché salga e scenda

In un quadro di incertezza il Btp decennale si muove con una certa velocità all’interno comunque di un trading range che negli ultimi tre mesi ha registrato minimi sul 3,5% e massimi sul 4%, malgrado per la maggior parte del tempo abbia limitato i movimenti fra il 3,7% e il 3,9%, contro una forchetta a un anno compresa fra il 3,48% e il 4,98%. Si attesta ora nella parte inferiore di quest’ultima e trova sul 3,5% il livello sotto il quale avverrà qualcosa di concreto sul fronte dei tassi.

C’è incertezza fra Bce e istituzionali

Tutto questo deriva da un fatto. La Banca centrale sembra più conservativa rispetto alle opinioni dei maggiori analisti specializzati nei titoli di Stato europei. Vediamo le due posizioni, che al momento sono in parte contrastanti.

Philip Lane, capo economista della Bce, ha dichiarato la settimana scorsa che i motivi per un taglio dei tassi sono numerosi ma che allo stesso tempo occorre prendersi il tempo necessario prima di una decisione in tal senso. Cosa vuol dire? Che si attendono segnali definitivi sul fronte caldo dell’inflazione? Oppure che si preferisce aspettare l’esito delle elezioni europee di inizio giugno? La seconda ipotesi non dovrebbe in teoria condizionare le scelte della Bce ma c’è chi sostiene che in realtà un peso in qualche modo ce l’abbia e non irrilevante.

Molto più convinta è invece la comunità finanziaria, che esprime l’opinione prevalente di un primo ribasso dei tassi Bce entro giugno. Il Btp decennale di fatto conferma questa visione ma lo fa in un contesto di esitazione che ciò avvenga prima dell’estate.

I livelli da seguire

Si è detto del 3,5% come quota sotto la quale partirà il segnale di un’inversione ribassista dei tassi: occorre però che ciò si realizzi con una costanza di trend e non solo come occasionale puntata di qualche seduta di Borsa. Dopo di che – in base ai riferimenti dell’analisi tecnica – i livelli successivi saranno il 3,44% e il 3,36%. Il mercato non sembra quindi voler ammettere una politica monetaria particolarmente espansiva (in altre parole troppi numerosi tagli nel breve termine dopo il primo) in base alle indicazioni in corso. Nulla esclude però che vari avvenimenti differenti determinino svolte improvvise: i più decisivi appaiono certamente gli esiti elettorali. Tensioni infatti su questo fronte potrebbero rialimentare preoccupazioni per i Paesi più deboli dell’Unione europea, più di quanto al momento non si stia intuendo.

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