
C’è comunque da notare che la mancata accelerazione delle quotazioni è stata una caratteristica non solo dei Btp ma di tutti gli altri governativi europei. Mal comune mezzo gaudio quindi.
Per il piccolo e medio investitore il mancato rialzo dei prezzi (e quindi calo degli yield) non è stato un eccessivo svantaggio, poiché nel frattempo il Tesoro italiano ha proposto inedite emissioni molto interessanti in ottica di medio e lungo periodo. In particolare assai apprezzate quelle con rendimenti cedolari significativi - per esempio oltre il 4% - su scadenze lunghe.
Si prestano infatti a diversi modi di operare:
Questi Btp sono comunque pronti a mettere a segno rialzi delle quotazioni appena la Bce accelerasse nel taglio dei tassi.
La parte più interessante di curva delle scadenze in cui si sono registrati debutti significativi è stata quella dei trentennali, che hanno decisamente battuto i decennali, per l’evidente interesse dell’emittente Italia di allungare la vita residua media del debito (attualmente di 7-8 anni). Tale strategia garantisce certamente una maggiore tranquillità per il debitore ma più rischi per l’investitore, il quale dovrebbe preferibilmente cercare di esporsi su vite residue non eccessive. Fatta questa premessa e segnalato quindi che acquistare dei trentennali sottopone a incertezze di cui occorre tenere conto, i due protagonisti fra i Btp con tale durata sono stati loro:
Btp 4,3% Ot2054: Isin IT0005611741 - emissione del settembre 2024 - per tutto il corto periodo di quotazione ha mantenuto un rendimento lordo superiore al 4% (e quindi netto oltre il 3,5%), con scambi molto rilevanti e una volatilità significativa, pur considerando la brevità del ciclo di contrattazioni sul Mot. Si presta quindi bene sia a chi intenda essere cassettista sia a chi invece voglia esporsi dinamicamente all’andamento dei tassi da parte della Bce.
Btp 4,5% Ot2053: Isin IT0005534141 - emissione del febbraio 2023 - da novembre dello scorso anno è salito nelle quotazioni sopra i 102 euro, con massimi anche oltre i 107. Il rendimento lordo a scadenza oltre il 4% lo equipara al 2054, sebbene nel caso del 2053 la più lunga presenza sul mercato ne faciliti l’individuazione di livelli tecnici e trend.
Andando a rileggersi valutazioni e report del 2023 si riscontra qualcosa che appare assolutamente opposto a quanto poi accaduto. Allora si pensava che le alte duration (sensibilità ai tassi) e quindi, in termini di Btp, la scadenza 2072 avrebbe fatto fuoco e fiamme nei mesi successivi, anche solo in presenza di timidi annunci di inversione della politica monetaria. Non è successo.
In merito si è aperto un confronto con al centro il parametro della duration, per il quale ci si chiede se sia effettivamente idoneo a qualificare le variazioni di prezzo delle obbligazioni. Non entriamo in materia, perché potremmo annoiare il lettore. Vediamo invece come si è comportato il più lungo dei nostri titoli di Stato.
Btp 2,15% Mz2072: Isin IT0005441883 - emissione del marzo 2021 - quello in corso è stato un anno assolutamente incolore, con di fatto una lateralità fra minimi a 58 euro e massimi sui 63. Nel biennio precedente aveva evidenziato una forte volatilità, pur in un trend ribassista. Si erano registrati scatti anche di oltre 15 euro in brevi fasi rialziste, che il 2024 ha invece del tutto annullato. Lo dimostra il fatto di aver iniziato l’anno sui 61 euro e chiuso i primi tre trimestri a poco più di 63.
Tutto questo viene confermato dall’osservazione dell’andamento della curva dei rendimenti dal principio di gennaio. Si è nettamente spostata al ribasso, mantenendo però la stessa conformazione grafica. Il biennale rendeva un anno fa il 4,03% e all’inizio di ottobre era sceso al 2,48%. Il trentennale invece si è mosso dal 5,3% al 4,1%. Il taglio dei tassi è stato anticipato ma senza eccessi e soprattutto senza una normalizzazione della stessa curva.
Avviene così che il premio al rischio - tipico in condizioni normali delle scadenze lunghe - non sia ancora sufficientemente remunerativo rispetto a quello della liquidità, cioè delle scadenze corte. È pur vero che le politiche monetarie escono da una fase anomala, quella dei tassi a zero, che si fa ancora sentire. In questo contesto il restare corti ha caratterizzato le scelte degli investitori per buona parte del 2024. Da qualche tempo si sta però esaurendo, poiché alcuni Btp interessanti in tale ottica sono andati o stanno per andare a scadenza. Restano tuttavia alcune eccezioni, che è il caso di analizzare.
Btp 1,5% Gn2025: Isin IT0005090318 - È ormai talmente vicino alla scadenza da caratterizzarsi per movimenti assolutamente marginali. A fine settembre si distingueva per un rendimento lordo sul 2,8%, preferibile a quello di conti deposito bancari sulla stessa vita residua.
Btp 3,5% St2025: Isin IT0005557084 - La quotazione di poco sopra 100 (sui 100,6-100,8 euro) ha il vantaggio di determinare minus fiscali in conto capitale per chi abbia necessità in tal senso. Il rendimento al 2,7% (relativo al prezzo di inizio ottobre) è anch’esso più che adeguato a chi voglia collocare cash in tutta tranquillità.
Btp 0% Ag2026: Isin IT0005454241 - In questo caso l’utilizzo è conveniente a chi abbia, all’opposto del caso precedente, minus da compensare. Di fatto è uno zero coupon fiscalmente efficiente, che ha chiuso i primi nove mesi del 2024 quotando sui 95,7 euro.
Il 2024 è stato certamente anomalo rispetto ai movimenti attesi e anche allo storico dei nostri titoli di Stato. Il tutto è il frutto di una situazione inconsueta, con il passaggio da una politica monetaria ultra restrittiva a una (forse) ultra espansiva. Un simile percorso sta risultando inevitabilmente accidentato e incerto, con tuttavia le ultime occasioni da cogliere nell’ambito obbligazionario. Salvo improvvise e imprevedibili sorprese.
Curva dei rendimenti
È un grafico lineare che illustra la distribuzione dei rendimenti effettivi di un insieme di titoli obbligazionari caratterizzati da scadenze diverse. Mostra quindi la differenza a livello di rendimento tra obbligazioni diverse esclusivamente in funzione della rispettiva scadenza, ma che appartengono alla medesima classe di attivo e dotate di identica qualità creditizia.
Duration
La duration, o durata finanziaria di un titolo, è una misura utilizzata, con riferimento ai titoli obbligazionari, per valutare i rischi connessi a eventuali cambiamenti dei tassi d’interesse e viene dunque considerata una misura approssimativa della volatilità di un bond. La duration, espressa in giorni e anni, rappresenta il tempo necessario perché un titolo ripaghi, con le cedole, il capitale investito.
* Articolo tratto dal numero di Ottobre 2024 di Patrimoni