Oltre 225 miliardi di euro di patrimoni italiani sono all’estero. Numeri che sono superiori al valore del Pnrr. Questa la cifra dichiarata dai contribuenti italiani nel 2024. I dati, riportati da Italia Oggi, sono stati resi pubblici dal Dipartimento delle Finanze e registrano una crescita complessiva dei patrimoni nazionali all’estero.
Entrando nello specifico delle dichiarazioni dei redditi, il valore degli immobili dichiarati oltre confine è di 34 miliardi (in continuità con il 2023), mentre a crescere è stato il volume delle attività finanziarie: 191,4 miliardi, in aumento del 7,3% rispetto all’anno precedente.
A questo incremento di patrimonio all’estero, però, è collegato anche il maggior gettito fiscale incassato dallo Stato. Per quanto riguarda le proprietà dichiarate da 122 mila contribuenti italiani, l’imposta sul valore degli immobili fuori confine (Ivie) ha generato 149,8 milioni di gettito, in aumento del 56,6% rispetto al 2023.
Questa crescita è riconducibile soprattutto alla revisione dell’aliquota ordinaria, salita dallo 0,76% all’1,06%, e che si applica in modo proporzionale alla quota di possesso e ai mesi di detenzione. Bisogna anche segnalare che l’imposta non è prevista per le prime case, a meno che non siano di lusso. In quest’ultimo caso l’aliquota è dello 0,4%.
Sul lato delle attività finanziarie estere, i contribuenti italiani sono 368.400 (nel 2023 erano 332.600) e, come detto, il valore dichiarato totale è di 191,4 miliardi. In questo caso, l'Ivafe (Imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero) ha fruttato allo Stato 103,9 milioni (+21,18% rispetto al 2023). Questa crescita riguarda sia la base imponibile sia il gettito.
Ma non ci sono solo le imposte sugli asset esteri. Bisogna considerare pure le deduzioni e detrazioni Irpef che, sempre riferite al 2024, valgono complessivamente 120 miliardi (118,3 miliardi nel 2023).
Nello specifico, l’ammontare delle deduzioni è pari a 40,6 miliardi (+4,2%), mentre l’importo delle detrazioni è di 79,7 miliardi (+0,5%). Tra queste ultime rientrano anche gli interventi edilizi e la riqualificazione energetica: la prima tipologia di lavori ammonta a 32,8 miliardi, mentre la seconda si attesta a 6,3 miliardi. In queste categorie sono inclusi anche gli importi riferiti a interventi agevolati con il 110% e il 70%.
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