La finanza verde rallenta ma non si ferma e strappa, seppure a fatica, un nuovo record. Il dato più sorprendente arriva da Cbi (Climate Bond Initiatives), braccio della Banca Mondiale per la promozione e la rendicontazione delle obbligazioni legate alla transizione energetica. Il volume complessivo in circolazione delle emissioni Gss+, acronimo che include bond green, sociali, sostenibili e sustainability-linked, ha superato il traguardo dei 6 mila miliardi di dollari, nonostante il rallentamento causato da dazi & C. Il risultato rappresenta un salto enorme rispetto agli appena due miliardi di quindici anni fa e dimostra come gli investimenti sostenibili stiano diventando un pilastro irrinunciabile nei mercati finanziari mondiali.
Solo negli ultimi 12 mesi il mercato ha aggiunto oltre mille miliardi di dollari di emissioni, segnale che secondo Cbi «riflette l’urgenza di finanziare progetti legati alla decarbonizzazione e alla transizione giusta delle economie». Nelle previsioni, questi numeri sono destinati a salire ulteriormente, con trilioni di dollari in emissioni allineate ai criteri climatici e ambientali che potrebbero essere emesse e collocate annualmente già prima del 2030. «Il successo è possibile anche grazie a metodologie rigorose che assicurano l’ambizione reale nell’utilizzo dei proventi, questi bond rappresentano il meglio del mercato tematico Gss+», precisa Cbi.
Il ceo Sean Kidney è convinto che la resilienza dei green bond si farà sentire anche sul piano geopolitico. «Con oltre 6 trilioni di dollari di emissioni Gss+ allineate cumulative, stiamo creando il tipo di pressione di mercato in grado di determinare risultati reali sul clima. Il mercato obbligazionario intimidisce, quindi facciamolo funzionare per il pianeta. Questo straordinario traguardo dei sei trilioni è stato raggiunto a soli 14 mesi dalla soglia dei 5 trilioni di dollari», aggiunge Kidney, «Uno dei leader nell'emissione di green bond è stata la Cina, la sua è una delle obbligazioni che ci hanno fatto superare la soglia dei 6 trilioni di dollari. Ci aspettiamo di vederne molte altre». Ad aprile il ministero delle Finanze cinese ha emesso un green bond sovrano, denominato in yuan cinese e valutato 824 milioni di dollari. L’emissione rappresenta un doppio debutto: si tratta non solo della prima obbligazione sovrana verde della Cina ma anche della prima emessa all'estero.
Ma non tutti condividono l’ottimismo del ceo di Cbi. Abn Amro, per esempio, la vede diversamente, considerando probabile che quando si tireranno le somme del 2025 si registrerà un calo delle emissioni, proprio perché il sentiment negativo alimentato dalle reazioni politiche incide sul mercato.
Le analiste Marta Ferro Teixeira e Filipa de Carvalho Tomás hanno aggiornato le stime di nuove emissioni a 247 miliardi di euro (287 miliardi di dollari), in calo sia rispetto alla precedente previsione di 266 miliardi di euro che ai 272 miliardi di euro del 2024. La decisione del presidente americano Donald Trump di additare l'emergenza energetica nazionale come una delle ragioni della crisi economica sta dando priorità ai combustibili fossili. «Questi sviluppi sollevano timori per il calo degli impegni climatici», secondo le analiste. L’altro elemento di incertezza per Abn Amro è che «l’iter di emissione dei bond Esg è lungo e le tempistiche diventano un fattore chiave durante i periodi di mercati volatili, spostando le preferenze degli emittenti per il debito non classificato Esg».
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