Secondo i dati elaborati da Seaport Research Partners, i gestori di fondi comuni stanno riducendo l’esposizione ai titoli legati al trade AI. Secondo la ricerca, riportata da Bloomberg, i fondi attivi negli ultimi tre mesi si sono liberati delle partecipazioni in Nvidia, Apple e Broadcom riducendo l’esposizione complessiva alla tecnologia al 30%, quasi 5 punti percentuali al di sotto del peso del settore nell’indice S&P 500, il maggiore degli ultimi cinque anni.
Il settore tecnologico ha guidato i deflussi degli investitori nella settimana conclusasi il 17 ottobre, con clienti istituzionali e hedge fund responsabili della maggior parte delle vendite, hanno scritto gli strategist di Bank of America in una nota del 23 ottobre. Le vendite di titoli tech da parte degli investitori istituzionali sono state più di cinque volte superiori alla media delle quattro settimane precedenti, secondo i dati della banca statunitense.
A onor del vero, è da rilevare che i gestori attivi, in generale, hanno sempre detenuto una quota inferiore di titoli tecnologici rispetto all’indice di riferimento, almeno dal 2016, secondo alcune misurazioni prese in considerazione dalla più grande finanziaria Usa. Questo potrebbe essere una delle ragioni per cui, secondo diversi studi, i fondi gestiti attivamente faticano a battere gli indici di riferimento come l’S&P 500.
Un report semestrale di Morningstar, pubblicato il 30 giugno 2025, evidenzia che nel lungo periodo (10 anni) meno del 22% dei fondi attivi è riuscito a superare i fondi passivi. Questa tendenza è confermata da uno studio di AJ Bell, società britannica di servizi finanziari e gestione patrimoniale, riportato dal sito MoneyWeek, che afferma che nel periodo decennale fino al 30 giugno 2025 solo il 30% dei fondi attivi ha superato i fondi passivi, segnando un minimo storico.
Sebbene «l’AI probabilmente si trovi in una bolla», questa potrebbe continuare a espandersi per altri cinque anni, ha dichiarato ai microfoni di Bloomberg, Brian Reynolds, chief market strategist di Reynolds Strategy Llc. Gli investitori istituzionali, ha aggiunto, devono restare esposti al settore tecnologico per rimanere competitivi. «Se non partecipi a questo mercato rialzista, i tuoi clienti ritireranno i fondi», ha concluso Reynolds.
Michael O’Rourke, chief market strategist di JonesTrading Institutional Services Llc, ha invece un punto di vista differente da Reynolds. Lo strategist sottolinea come le preoccupazioni legate alla bolla e alle valutazioni «rappresentano un segnale d’allarme per gli investitori istituzionali. Preferiscono vendere in questo contesto e portare a casa parte dei profitti».
Pur sottopesando le azioni tecnologiche, i fondi attivi sono sovrappesati nei settori finanziario, sanitario e dei materiali. A livello di singoli titoli, i fondi comuni mostrano posizioni sovrappesate in JPMorgan Chase & Co., Visa Inc. e Mastercard Inc. Tuttavia, il risultato è che molti gestori attivi stanno lasciando sul tavolo parte dei guadagni del mercato.
Secondo Patrick Palfrey di Seaport, «i portafogli mostrano un forte bias anti-momentum, che si sta rivelando costoso». In pratica, questi investitori evitano di seguire i titoli più in crescita, rinunciando così a opportunità significative. Palfrey sottolinea inoltre che la loro posizione relativamente pessimista su economia, tassi e mercato li porta a essere più cauti del necessario.(riproduzione riservata)