Ad affidare il proprio denaro ai mercati finanziari in Italia sono soprattutto gli uomini (57%), di età compresa tra i 25 e i 54 anni e con oltre 10 anni di esperienza. Tuttavia, oggi il 30,8% di chi investe attraverso le piattaforme online ha meno di 35 anni e l'8,6% è under 25. E' quanto emerge dal report realizzato dall'Osservatorio Finanza Digitale di BG Saxo, joint venture tra Saxo Bank e Banca Generali, che ha intervistato oltre 2.800 investitori del Nord Italia in merito alle proprie abitudini e motivazioni di investimento.
Nella ricerca emerge che il 70,2% degli intervistati ha fiducia nel mercato italiano e che il 61% investe per accrescere il proprio patrimonio, prediligendo azioni, obbligazioni e criptovalute. Nello specifico, il 30,7% investe in valute digitali. Oltre 4 intervistati su 10 sostengono, inoltre, di avere investito nel 2024 più che l'anno precedente (contro il 37,6% che ha mantenuto la medesima quota e il 17% che l'ha diminuita) e di ricercare un broker che li possa aiutare a migliorare le proprie capacità d'investimento.
“Con questa analisi, che BG Saxo svolge periodicamente, abbiamo voluto fotografare le abitudini di investimento della popolazione italiana: emerge una chiara volontà delle persone di prendere in mano il proprio futuro finanziario e imparare a utilizzare al meglio le possibilità offerte dai mercati. Allo stesso tempo permangono alcune abitudini dure da abbandonare, come concentrare gli investimenti nel proprio paese d'origine, tratto che contraddistingue non solo gli italiani ma che è considerato uno dei principali bias di chi investe”, dichiara Gian Paolo Bazzani, ceo di BG Saxo. “I risultati dell’Osservatorio confermano quanto sia fondamentale fornire agli investitori strumenti per operare sui mercati con trasparenza e sempre maggiore consapevolezza, supportandoli nel raggiungere così i propri obiettivi.
Sul lato demografico, le donne rappresentano quasi la metà degli investitori (42,7%). L'investitore medio italiano ha tra i 25 e i 54 anni, ma la quota di investitori under 35 e under 25 segnala un'apertura del settore alle generazioni più giovani. Dal sondaggio emerge, inoltre, che in Italia investe soprattutto chi ha esperienza, con il 27,5% che segue la borsa da più di 10 anni, il 20% da oltre 6 anni e il 27,1% tra i 3-5 anni.
Tra le 11 motivazioni degli investimenti individuati dall'Osservatorio, la principale è quella di accrescere il proprio patrimonio (61%), seguita da proteggersi dall'inflazione (41,1%), beneficiare di un cuscinetto finanziario in caso di circostanze impreviste (36,5%) e mettere da parte del denaro destinato ai figli (22%).
Lo strumento più utilizzato per investire sui mercati finanziari è quello delle azioni (46,6%) seguito da obbligazioni (39,4%), fondi comuni (36%) e criptovalute (30,7%). In crescita anche il mercato degli Etf (17,7%), soprattutto fra giovani. Fanno parte degli altri strumenti portafogli gestiti, futures, opzioni, Forex e Cfd. Sul lato geografico, c'è una tendenza alla "domesticità", con il 70,2% dei rispondenti che dichiara di investire in Italia mentre il 64,2% in Europa, seguono Stati Uniti e Canada (45,2%).
La survey interessa i residenti di Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto. Tra queste, la Lombardia emerge nettamente come la regione con la più alta concentrazione di investitori con il 41,1% del totale, seguita da Piemonte (17,3%) ed Emilia-Romagna (16%). Quote più contenute si registrano in Veneto (14,6%), mentre Liguria (4,8%), Trentino-Alto Adige (2,4%) e Valle d'Aosta (0,5%) chiudono la classifica. Circa il 50% dell'attività di investimento finanziario del Paese si concentra nelle regioni settentrionali, rispetto al 17% delle regioni centrali e al 33% di meridione e isole.