Il mercato tedesco fa gola anche alle grandi banche americane. Ieri Jp Morgan ha rotto gli indugi e dopo mesi di studio ha lanciato la sua banca digitale Chase in Germania. Il colosso di Wall Street (capitalizza quasi 800 miliardi di dollari) punta allla clientela retail, a cui offre un conto deposito senza commissioni con un tasso d’interesse al 4% per quattro mesi. Dopo scenderà al 2% annuo variabile.
Prima di sbarcare nell’Ue la banca guidata dal ceo Jamie Dimon ha fatto una tappa intermedia nel Regno Unito, dove è entrata nel 2021 sempre con Chase ed è arrivata a 3 milioni di clienti. L’esperienza inglese è servita per studiare da vicino il Vecchio Continente, dove i giganti statunitensi dominano già nell’investment banking e che Jp Morgan ha messo nel mirino con un modello a basso costo perché non passa dall’acquisizione di sportelli.
Una strategia che ha anche il vantaggio di aggirare le barricate della politica, come quelle sollevate da Berlino a Unicredit su Commerzbank. I piani della più grande banca al mondo sono diversi e passano da un’app che permette di aprire un conto deposito in pochi minuti. Offerta che entro il 2028 si arricchirà con conti correnti, investimenti e prestiti.
Da battere, del resto, c’è la concorrenza agguerrita di player tradizionali come Deutsche Bank e di realtà dinamiche come le fintech N26 e Trade Republic. Ma in Germania c’è margine di manovra. Il mercato tedesco è molto frammentato perché le prime cinque banche hanno in mano poco più del 30% degli asset complessivi.
Senza contare che si tratta della prima economia europea, dove è concentrato circa il 40% dei 16,8 trilioni di euro di depositi dell’Ue. «C’è una forte cultura del risparmio in Germania, con un potenziale significativo da sfruttare», commenta Daniel Llano Manibardo, head di Chase nel Paese. «Vogliamo combinare l’affidabilità di un istituto globale con i vantaggi dell’esperienza del mobile banking».
Il mercato tedesco, insomma, è ricco di opportunità nonostante anni di crescita non brillante. Si spiega così l’arrivo nel Paese anche del big spagnolo Bbva con un modello sempre digitale. La tecnologia rappresenta uno dei punti di forza di Jp Morgan, capace da sola di investire quasi 20 miliardi di dollari nell’innovazione. Una cifra inimmaginabile per i rivali europei e all’incirca pari agli utili combinati di Intesa Sanpaolo e Unicredit.
In patria, invece, la crescita del gigante americano passa ancora dall’apertura di sportelli, tornati centrali per attirare la fascia di clientela che non ha troppa confidenza con la tecnologia. Discorso diverso in Europa, dove l’espansione sarà digitale.
«È solo l’inizio», commenta Mark O’Donovan, ceo international consumer banking di Jp Morgan. «A lungo termine la nostra ambizione è affermare Chase come la banca digitale preferita in Germania, offrendo prodotti innovativi che sfruttano la nostra vasta esperienza internazionale e una profonda presenza locale». (riproduzione riservata)