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Pietro Giuliani, presidente di Azimut
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Con il 50% di Knox Capital, nel Paese tocca quota 7,6 miliardi di euro in gestione

Azimut, parla il presidente Pietro Giuliani: il Brasile ormai è il nostro terzo mercato

di Lucio Sironi
23 dicembre 2025, 02:00 Ultimo aggiornamento: 10:16

Con l'acquisizione di Knox Capital, il gruppo consolida la sua presenza in Brasile. L'obiettivo è attrarre investitori istituzionali e ampliare il segmento Hnwi e Uhwni. Prossima tappa in Asia

Azimut si rifà all’estero dei contrattempi incontrati di recente in Italia, dove il progetto, piuttosto avviato, di partecipare con circa il 20% alla costituzione una nuova banca a cui conferire metà della propria rete di consulenti finanziari, resta in attesa di completare il processo autorizzativo con Banca d’Italia.

In questo quadro si inserisce l’acquisizione della maggioranza (50% più una quota) di Knox Capital, una delle principali società brasiliane di consulenza patrimoniale, che opererà con il marchio Azimut Knox. Al 30 novembre 2025 Knox Capital gestisce circa 1,1 miliardi di euro di masse totali e impiega circa 40 professionisti.

«In totale Azimut gestisce 7,6 miliardi di euro in Brasile», dice il suo presidente Pietro Giuliani, «rispetto a 0,2 miliardi a dicembre 2013, con un tasso di crescita annuo composto di circa il 36% in 12 anni. Nei mercati privati Azimut gestisce in Brasile circa 900 milioni di euro, con investimenti diversificati in infrastrutture, nel settore immobiliare e nell’agrobusiness».

Domanda. Con questa operazione il Brasile si consolida come il terzo mercato di Azimut per consistenza delle masse, dopo Italia e Stati Uniti. Con che tipo di risparmiatori si ha a che fare in questo caso?

Risposta. In Brasile replichiamo, direi con successo, il modello integrato di gestione e distribuzione con cui operiamo in Italia. Con l’acquisizione della maggioranza di Knox Capital rafforziamo in modo significativo il presidio nel segmento Private e Hnwi (alto patrimonio, ndr), dove già operiamo con Azimut Brasil Wealth Management, consentendoci di ampliare ulteriormente la platea dei clienti con risparmiatori ad alto reddito, tra cui dirigenti di grandi aziende, imprenditori, oltre a liberi professionisti come medici, avvocati e ingegneri. L’obiettivo primario rimane quello di posizionarsi sul mercato come un gestore globale, in grado di offrire agli investitori locali un’ampia gamma di soluzioni di investimento superando i limiti del local bias tipico di mercati ancora in fase di sviluppo.

D. Fin dall’inizio, nel 2013, quanto avete investito per creare la vostra presenza nel Paese?

R. Dal nostro ingresso nel mercato brasiliano, nel 2013, abbiamo investito complessivamente circa 120 milioni di euro. Il Brasile è un Paese strategico su cui continuiamo a puntare con convinzione, come dimostrano la crescita costante delle masse pari a 7,6 miliardi di euro al 30 novembre e una base che supera i 285 mila clienti.

D. Altri Paesi interessanti in quell'area?

R. Oltre al Brasile, in America Latina siamo presenti direttamente anche in Messico e in Cile, consentendoci peraltro di acquisire importanti investitori istituzionali della regione tra cui i principali fondi pensione di Perù e Colombia. Secondo i principali report sulla ricchezza, il Brasile è il Paese dell’area con il maggior numero di milionari in dollari, seguito a breve distanza dal Messico. Rimaniamo disponibili a valutare eventuali espansioni della nostra presenza diretta, in particolare per quanto riguarda il segmento Hnwi e Uhwni (ultra, ndr) che negli ultimi anni ha beneficiato di maggiore stabilità economica e maggiore trasparenza sui patrimoni.

D. Di recente avete messo piede nell’Africa mediterranea. Sono mercati differenti sotto qualche aspetto?

R. Nel 2025 siamo entrati in Marocco, mentre dal 2019 siamo presenti in Egitto, dove oggi serviamo oltre 600 mila clienti. L’America Latina è complessivamente più avanzata rispetto all’Africa dal punto di vista del contesto bancario e finanziario, basti pensare che il Brasile è il secondo mercato al mondo per i pagamenti istantanei. Le esigenze della clientela, tuttavia, sono simili essendo Paesi emergenti con popolazioni giovani, sempre più aperte agli investimenti globali. In entrambi i casi parliamo di economie con elevate potenzialità di crescita.

D. Prossimi investimenti?

R. Nel 2026 rafforzeremo ulteriormente la nostra presenza in Asia, dove siamo già stabilmente attivi con uffici a Singapore, Hong Kong, in Cina e a Taipei. L’Asia è un’area imprescindibile per chi vuole intercettare le dinamiche di crescita futura a livello globale e rappresenta un tassello importante del nostro sviluppo globale. (riproduzione riservata)



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