L’assemblea dei soci di Azimut approva il piano di acquisto di azioni proprie (buyback) fino al 9,77% del capitale sociale, corrispondente a 14 milioni di azioni ordinarie. Via libera anche al dividendo da 1,75 euro per azione che, ai prezzi attuali, implica un rendimento da cedola (o dividend yield) del 7,2%.
L’assemblea della società di risparmio gestito guidata dal presidente Pietro Giuliani è stata chiamata anche a votare le nomine del consiglio di amministrazione. A contrapporsi erano due liste: quella di Timone Fiduciaria, cioè la lista del consiglio uscente, e quella presentata da alcune associate di Assogestioni (in pratica gruppo Intesa, Mediolanum, Kairos, Poste, Bnp e l’olandese Apg) con l’obiettivo di conquistare fino a quattro posti nel board.
A trionfare è stata la lista di Timone, titolare del 21,35% delle azioni ordinarie e votata dal 76,11% dei presenti in assemblea, che le hanno permesso di aggiudicarsi nove membri del consiglio su 10. La candidata Anna Doro sarà la rappresentante del Comitato dei Gestori nel board. «Il tentativo maldestro della lista di Assogestioni, con anche l’appoggio di Glass Lewis, nel creare problemi che la società non meritava, è stato vanificato dai numeri che si commentano da soli», ha commentato Giuliani al termine dell’assise.
L’assemblea ha quindi dato il via libera alla razionalizzazione della governance societaria, con la nomina di due amministratori delegati al posto dei precedenti cinque. La scelta è ricaduta su Giorgio Medda, che avrà deleghe globali sulle società prodotto e sulla distribuzione all’estero, e Alessandro Zambotti, chief financial officer del gruppo, che si occuperà dalla struttura organizzativa e gestionale.
«Voglio ringraziare i tre ad (uscenti, ndr) che hanno contribuito al successo della società», ha proseguito Giuliani. «Gabriele Blei, che come imprenditore seguirà alcuni progetti nel settore degli alternatives da lui iniziati e portati avanti nel tempo; Massimo Guiati, come sempre come imprenditore continuerà a seguire lo sviluppo di Azimut in Australia; e Paolo Martini che guiderà la realizzazione del progetto The New Bank-Tnb, che vedrà la nuova banca come il più grande distributore dei prodotti del bruppo, oltreché una fintech bank di ultima generazione». (riproduzione riservata)