Si avvia alla conclusione il processo di vendita di Prima Assicurazioni, gestito dall’advisor Goldman Sachs. Secondo quanto appreso da milanofinanza.it, in pole position per avviare la trattativa in esclusiva vi sarebbe Axa. Il gruppo avrebbe quindi battuto Allianz, l’altra compagnia che aveva depositato l’offerta vincolante verso fine maggio.
In gara c’erano anche altri concorrenti come Generali e Cnp Assurances. I francesi, a guardare le offerte non vincolanti presentate in precedenza, sembravano i più determinati sulla partita, fino a ventilare una maxi offerta da 1,6 miliardi.
Nell’ultimo periodo si sarebbero poi raffreddati sul dossier, allineandosi alla posizione di Generali, che pure era andata a guardare il fascicolo ma che alla fine avrebbe deciso di non procedere oltre. Delle quattro compagnie interessate alla società guidata da George Ottathycal, a questo punto, secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, erano restati al tavolo i tedeschi di Allianz e i francesi di Axa, con il dialogo che in queste ore avrbbe preso una piega a favore degli ultimi.
L’interesse per Prima Assicurazioni, che tecnicamente non è una compagnia assicurativa ma un’agenzia mga, è stato da subito elevato, anche perché l’insurtech ha chiuso il 2024 con premi in crescita del 47% a 1,3 miliardi di euro e un risultato operativo (ebitda) di 104 milioni. Dopo l’Italia ora lo sviluppo punta anche all’estero e in particolare a Spagna e Regno Unito, che oggi rappresentano soltanto 55 milioni dei citati 1,3 miliardi di premi complessivi. Per il 2025 l’obiettivo è crescere fino a 1,6 miliardi di premi, con un raddoppio del giro d’affari nei due Paesi esteri, ed entro il 2027 i piani prevedono che un quarto delle polizze sarà collocato fuori dai confini nazionali.
Non è la prima volta che si parla di una vendita di Prima Assicurazioni e in passato è stata presa in considerazione anche l’ipotesi di trasformare la società da mga a vera e propria compagnia assicurativa. Se Prima facesse questo passo, non avrebbe più bisogno di lavorare in partnership con altri assicuratori, come avviene oggi con Grate Lakes (gruppo Munich Re), che iscrive sui suoi libri contabili i rischi legati ai premi emessi dalla società. Finora però non se ne è fatto nulla e anche il primo tentativo di vendita, nel 2023, si era concluso con un nulla di fatto. Allora fu valutata la cessione di una quota di minoranza mentre questa volta la dismissione dovrebbe riguardare il 100% di Prima: tra gli azionisti, oltre al top management che detiene l’8% delle azioni, ci sono Blackstone e Goldman Sachs, rispettivamente al 27% e al 15%, e Carlyle al 2%, con il restante 48% nelle mani di Teodoro D’Ambrosio. (riproduzione riservata)