Donald Trump: non escludo operazione di terra se serve. Lo ha riferito il presidente Usa al New York Post.
«Non abbiamo nemmeno iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non c'è nemmeno stata. La grande ondata sta arrivando presto». Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump alla Cnn, sottolineando che gli iraniani «non sanno chi li guida» perché negli attacchi «sono stati eliminati 49 leader» del regime degli ayatollah. «Quelli erano i leader, e alcuni di loro erano stati presi in considerazione», ha detto Trump in riferimento alla successione. Ma con più di quaranta morti, «non sappiamo chi guida il Paese ora. Non sanno chi guida. È un po' come la fila per la disoccupazione».
Intanto al Jazeera riporta che forti esplosioni si sono registrate nell'area vicino all'impianto nucleare e alla base aerea di Isfahan, nell'Iran centrale.
«Alle 7:30 ora orientale del 2 marzo, quattro militari statunitensi sono stati uccisi in azione», ha dichiarato il Comando centrale degli Stati Uniti su X, aggiungendo che «il quarto militare, gravemente ferito durante gli attacchi iniziali dell'Iran, è alla fine deceduto a causa delle ferite riportate».
Tutti i soldati Usa morti finora sono stati uccisi nello stesso attacco in Kuwait, hanno riferito alla Cnn un funzionario statunitense e una fonte vicina alla situazione. L’identità delle vittime non sarà rivelata per 24 ore finchè la notizia non sarà data ai familiari più prossimi, ha affermato il Comando.
L'operazione con cui gli Stati Uniti hanno colpito sabato l'Iran è stata «la più letale, complessa e precisa operazione aerea nella storia». Lo ha detto Pete Hegseth, segretario alla Difesa (o Guerra), in una conferenza con la stampa al Pentagono. Che ha poi chiosato: «Non abbiamo iniziato questa guerra ma con (il presidente americano Donald) Trump, la stiamo finendo» dopo 47 anni di «belligeranza iraniana».
Inoltre, Hegseth ha sottolineato che «le ambizioni nucleari pacifiche non hanno bisogno di essere sepolte sotto le montagne».
Hussein Makled, il capo del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah, è stato ucciso da un attacco israeliano questa notte a Beirut, nel quartiere Dahieh, roccaforte dell'organizzazione nel sud della città. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
Traffici ridotti ai minimi e decine di navi ferme da una parte e dall’altra dello stretto di Hormuz, il tratto del mar Arabico (di cui l’Iran controlla una sponda) da cui passa un quinto di tutto il petrolio venduto al mondo. L’attuale situazione nel golfo Persico, con la guerra in Iran e il coinvolgimento di gran parte dei paesi confinanti, sta creando diversi problemi al traffico marittimo della zona, protagonista a livello globale per il trasporto di greggio e gas naturale liquefatto.
La Mezzaluna Rossa annuncia che 555 persone sono morte in Iran dall’inizio degli attacchi
Il Pentagono ha reso noto che tre caccia americani F-15E Strike Eagle «stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane impegnate a contrastare le minacce in arrivo». Tutti e sei i membri degli equipaggi sono riusciti a lanciarsi con il seggiolino eiettabile, sono stati recuperati e risultano in condizioni stabili. L'incidente è avvenuto poco dopo le 5 del mattino.
L’aeroporto internazionale di Paphos è stato evacuato dopo che un drone non identificato è stato rilevato nello spazio aereo riservato dello scalo. Secondo le prime informazioni, i servizi di sicurezza hanno ordinato a tutti i passeggeri e al personale di lasciare il terminal poco dopo le 12.45, mentre la Repubblica di Cipro resta in stato di massima allerta in seguito all'attacco con drone che nelle ore precedenti aveva colpito la base britannica della Raf ad Akrotiri.
L'esercito israeliano ha annunciato che aumenterà i raid in Iran contro «elementi chiave» del regime e ha reso noto di aver condotto un «raid chirurgico contro un alto leader di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut».
Un drone iraniano ha colpito una raffineria della Saudi Aramco nella città saudita di Ras Tanura, nella provincia di al-Sharqiyya. Lo ha riferito una fonte non identificata all’agenzia Reuters. Secondo le prime informazioni, la raffineria è stata chiusa a scopo precauzionale e «la situazione è sotto controllo». Secondo fonti citate da Bloomberg, la compagnia petrolifera nazionale Saudi Aramco ha deciso di chiudere la raffineria di Ras Tanura in Arabia Saudita per prendersi del tempo per valutare i danni causati dall'attacco con drone. Un incendio nel sito è stato già domato. La raffineria di Ras Tanura, situata sul Golfo, è una delle più grandi della regione, con una capacità di 550mila barili di greggio al giorno.
Un attacco missilistico israelo-statunitense ha preso di mira siti appartenenti al gruppo paramilitare Kataib Hezbollah sostenuto dall’Iran a Jurf al-Sakhr, a sud della capitale irachena Baghdad. Secondo quanto riferisce l’emittente qatarina Al Jazeera, sono stati segnalati danni materiali significativi, tra cui l’incendio di veicoli, siti e magazzini. Finora non si sono registrate vittime.
Il portavoce delle Idf, il generale di brigata Effie Defrin, ha affermato che Hezbollah pagherà un «prezzo elevato» per aver attaccato Israele durante la notte. «Hezbollah ha aperto il fuoco; ha scelto di iniziare una campagna». Defrin ha riferito che le Idf, in risposta, hanno colpito decine di obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui Beirut. Abbiamo colpito decine di centri di comando e basi di lancio di razzi appartenenti all'organizzazione. Abbiamo colpito comandanti di alto rango, tra gli ultimi alti funzionari ancora in vita nell'organizzazione», ha sottolineato, aggiungendo che i risultati degli attacchi sono in fase di valutazione. Ulteriori attacchi saranno condotti nel Libano meridionale in seguito, ha aggiunto, dopo che le Idf hanno emesso avvisi di evacuazione in decine di villaggi.
Intanto l’Esercito israeliano ha fatto sapere di «non avere un piano immediato per un'invasione terrestre in Libano».
La Commissione Europea resta fermamente al fianco degli Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia. Ad assicurarlo è direttamente la presidente Ursula von der Leyen, dopo un colloquio con il presidente cipriota, Nikos Christodoulides: «Ho parlato con il presidente Christodoulides che mi ha informato sull’unico incidente avvenuto poco dopo mezzanotte, che ha coinvolto un drone che ha preso di mira la base britannica di Akrotiri», scrive su X. «Sebbene la repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo, vorrei essere chiara: siamo tutti uniti, fermi e inequivocabili al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia».
Anche l’attacco contro l’Iran è fonte di incertezza tra i Paesi membri, che ieri si sono riuniti in emergenza a livello di ministri degli Esteri per fare il punto della situazione e pubblicare un comunicato di reazione alla nuova crisi in Medio Oriente.
Nella notte, un velivolo senza pilota ha colpito la Royal Air Force di Akrotiri, sull’isola di Cipro, in quello che le autorità locali e britanniche definiscono un attacco con drone di fabbricazione iraniana. Il ministero della Difesa del Regno Unito ha parlato di «danni limitati» e nessuna vittima, precisando che il livello di protezione delle forze dispiegate nella regione è stato innalzato al massimo. A essere centrata nella notte è stata la Royal Air Force Station di Akrotiri, nel sud dell’isola. Le forze armate britanniche sono intervenute intorno alla mezzanotte locale, dopo un’allerta diramata ai residenti dell’area, invitati a restare nelle proprie abitazioni «a seguito di un sospetto impatto di drone».
L’amministrazione delle basi sovrane ha annunciato la «dispersione temporanea del personale non essenziale» come misura precauzionale. Il provvedimento riguarda esclusivamente la stazione militare: nessuna evacuazione è richiesta per il vicino villaggio di Akrotiri e le altre strutture sull’isola continueranno a operare normalmente. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha confermato che si è trattato di un drone Shahed, che ha provocato danni materiali di lieve entità. «Il nostro Paese non partecipa in alcun modo e non intende essere parte di operazioni militari», ha dichiarato.
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