Uomo, 61 anni, residente in Emilia-Romagna o nel Nord Ovest. Questo il profilo dell’investitore-tipo in fondi comuni in Italia, tracciato da Assogestioni sotto la guida di Alessandro Rota, direttore dell’Ufficio Studi dell’associazione, e Riccardo Morassut, senior research analyst.
Il valore medio dell’investimento in fondi, certifica lo studio, è di 52 mila euro, ma con mediane molto differenti, che variano tra i 15 e i 21 mila, a seconda della tipologia di prodotto (fondi italiani, esteri o cross-border). Questo significa, in buona sostanza, che c’è una grande differenza tra i risparmiatori ad alto potenziale di spesa – che detengono circa tre quarti dell’investimento totale – e il resto del campione.
L’investimento in fondi riflette la mappa della distribuzione della ricchezza in Italia. L’età media dei sottoscrittori è elevata: 61 anni. Per capire il metro di paragone, negli Stati Uniti, dove un quarto degli investitori in fondi appartiene alla categoria dei Millennials (nati tra il 1981 e il 1996), l’età media è di 54 anni.
In Italia i Millennials sono appena il 12%, mentre i loro genitori, i Boomers (nati tra il 1946 e il 1964) costituiscono il 41% del campione complessivo. Non mancano però i segnali di ottimismo, sottolinea Assogestioni. I Millennials e i Gen Z (nati dal 1997 in avanti) stanno infatti guadagnando terreno: insieme costituiscono oggi il 15% dei sottoscrittori e detengono il 6% delle masse. Degno di nota il dato sui nuovi investitori: degli 1,5 milioni di risparmiatori che hanno sottoscritto fondi per la prima volta nel 2024, il 23% appartiene proprio alle generazioni più giovani.
Se si guarda invece agli importi investiti, sono i membri della Silent e Greatest Generation (i nati prima del 1945) i risparmiatori che investono di più in fondi, con importi medi che vanno dai 71 agli 86 mila euro. Per i Boomers si passa a 62 mila, e poi via via a scendere fino ai 14 mila della Gen Z.
Ma anche in questo caso ci sono buone prospettive per il futuro. L’investimento medio per fasce di età è infatti salito a 14 mila euro da 13 mila per i Gen Z e da 21 mila a 24 mila euro per i Millennials rispetto all’Osservatorio precedente. Inoltre, la quantità di fondi sottoscritti tramite piani di accumulo è cresciuta al 21% e quella di chi investe in unica soluzione al 61% (era all’86% nel 2004). Tra i giovani under 40 ormai oltre il 50% inizia a investire proprio tramite pac.
Quanto alle altre caratteristiche, il 53% dei sottoscrittori di fondi è rappresentato da uomini: ancora una maggioranza, certo, anche se la quota di donne è salita sensibilmente (nel 1996 era appena del 34%). A livello geografico invece c’è una regione che primeggia su tutte: l’Emilia-Romagna, dove quasi un residente su tre investe in fondi. Seguono la Lombardia al 28% e il Piemonte al 27,4%. Mentre in Campania, Sicilia e Sardegna, le ultime della classe, non si arriva neanche al 10%.
A livello di investimento medio per regione, il podio è formato da Lombardia (58.918 euro), Liguria (58.675) e Piemonte (57.579). Maglia nera alla Calabria (36.742). Infine, uno sguardo al portafoglio di fondi comuni tipo: l’allocazione prevede 40% di comparti obbligazionari o monetari (quindi fondi di liquidità), 25% di azionari, 21% di flessibili e 14% di bilanciati. (riproduzione riservata)