Nel 2024 le assicurazioni italiane hanno risarcito ai clienti 27 miliardi per incidenti, incendi ed eventi avversi di varia natura e altri 15 miliardi sono tanti pagati per decessi degli assicurativi, per un totale di 42 miliardi. Numeri in netta crescita (+10%) rispetto al 2023 quando i sinistri erano stati di 38 miliardi (e anche rispetto ai 36 miliardi del 2022) emersi nel corso dell’audizione del presidente di Ania, Giovanni Liverani, davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo presieduta da Pierantonio Zanattin (Forza Italia).
L’obiettivo di Liverani era porre l’attenzione sul valore delle compagnie assicurative nel sistema economico italiano, con l’Italia che in Europa si colloca al terzo posto per dimensione del mercato assicurativo alle spalle di Francia e Germania. «A fine 2024 gli investimenti del settore assicurativo ammontavano a oltre 1.000 miliardi e su oltre 700 miliardi le compagnie supportano il rischio di investimento (le gestioni separate, ndr) per il 32% investiti in titoli di Stato italiani», ha ricordato Liverani aggiungendo che nel ramo Vita nel 2024 «la raccolta premi ha raggiunto circa 110 miliardi e le riserve vita, pari a 800 miliardi, rappresentano quasi il 13% dello stock di attività delle famiglie italiane».
Nel 2024 anche i premi danni hanno raggiunto il record di 41 miliardi e «la crescita costante di questo segmento è un fatto positivo perché riflette la tendenza ad una maggiore consapevolezza dei rischi da parte delle famiglie e delle imprese e lascia sperare in una graduale riduzione del protection gap che ancora caratterizza il nostro Paese», ha aggiunto ancora il presidente dell’associazione delle assicurazioni. L’Italia, con una quota di premi assicurati non auto pari all’1% del pil resta però ancora ben al di sotto della media europea del 2,4%. Una spinta alla crescita potrà arrivare dall’obbligatorietà delle polizze contro le catastrofi naturali per le imprese, introdotta dal governo, che rafforzerà la tenuta del sistema economico e, secondo le previsioni, dovrebbe apportare 2 miliardi di premi.
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Le assicurazioni possono però fare molto di più, ha detto Liverani. In tema di previdenza complementare, dove solo il 38% dei lavoratori dipendenti ha oggi un fondo o una polizza per integrare la pensione pubblica. O nella sanità: le famiglie italiane sostengono direttamente circa 45 miliardi di euro l'anno in spese sanitarie di tasca propria, ha ricordato Liverani chiedendo l'adozione di un testo organico che definisca «un campo di gioco uniforme per tutte le forme di sanità integrativa, assicurative, negoziali, collettive o individuali». (riproduzione riservata)